Da Giorgio Armani a Miuccia Prada: gli stilisti si raccontano al tempo del Coronavirus

I designer continuano a lavorare da casa e inoltre, aiutano l’Italia a fronteggiare l’emergenza stravolgendo la produzione delle aziende, che da abiti griffati passano a realizzare camici e mascherine

“Mi manca guardare negli occhi le persone che incontro ogni giorno, ma provo a ricreare quotidianamente una nuova routine con un gruppo ristretto di collaboratori a me vicini in questo momento”. Giorgio Armani

La Camera della moda ha deciso di spostare le sfilate direttamente a settembre, una decisione ha visto coinvolti numerosi stilisti, non solo del panorama italiano. Da Giorgio Armani a Miuccia Prada, i designer non si fermano, continuando a disegnare le loro creazioni da casa e trasformando le loro aziende in un campo di battaglia per aiutare la nazione.

Le dichiarazioni degli stilisti

“In un momento di quiete obbligata c’è più tempo di riflettere e pensare per cui questo ritiro forzato aiuta la riflessione, il pensiero e quindi anche la creatività. Lavoriamo distanti ma molto concentrati.” Miuccia Prada

La creatività non si ferma, come dimostrano le foto degli stilisti sugli account Instagram, ma in questo momento (come tutti sostengono) è opportuna aiutare l’Italia.

“Di una cosa sono certa: che niente sarà più come prima. Insieme alla paura e all’incertezza per il futuro, è emersa, però, anche una cosa bellissima. L’anima della gente». Riscopre poi, la stilista, «l’orgoglio di essere italiani. Continuo a creare. Lo faccio non solo perché è mio dovere, ma anche per tutte le persone che lavorano con me, gli artigiani e le piccole imprese che dipenderanno da noi per poter ricominciare. Dovrò trovare, insieme ai miei ragazzi, un messaggio diverso da quello che avevamo in mente qualche mese fa, ancora più forte, di rottura, che vada a colpire direttamente al cuore e faccia dire: lo voglio!” Donatella Versace

Le donazioni degli stilisti

“Sono a Nettuno con la mia famiglia. Sto recuperando tempo e pensieri. Anche stando fermi la nostra immaginazione può portarci ovunque. Sto lavorando alle prossime collezioni e questa è una fase importante di progettazione. Sento il mio team quotidianamente in videochiamate. Andiamo avanti insieme più forti che mai. Quello che sta accadendo non deve fermarci nel sognare.” Pier Paolo Piccioli

Ricordiamo che Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti Foundation, il 26 marzo, hanno donato 1 milione di euro per il Columbus Covid 2 Hospital del Policlinico Gemelli di Roma. Gucci, invece, insieme a Intesa Sanpaolo e Facebook, ha contribuito con 2 milioni: uno destinato alla Protezione Civile Italiana, per nuovi posti letto in terapia intensiva in via prioritaria, l’altro destinato al Solidarity Response Fund della Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la campagna di Matchmaking lanciata da Facebook. Giorgio Armani, che aveva già elargito 1.250.000 euro nelle scorse settimane per gli ospedali, arrivano altri 750mila euro. Inoltre, lo stilista ha deciso di riconvertire l’intera produzione di abbigliamento dei suoi stabilimenti per produrre camici monouso, destinati alla protezione del personale sanitario impegnato negli ospedali.

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Written by chiaradinunzio

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