Tale madre, tale figlia: quando il talento è innato

Da madre a figlia, la popolarità non cambia. Le stelle di ieri tramandano capacità alle stelle di oggi. È tutta una questione genetica?

Rapporto madre-figlia: conflitto o possibilità?

La psicologia ci insegna che….

Rapporto madre-figlia. Secondo quanto riportano gli studi di psicologia dello sviluppo umano, tra madri e figlie esiste (da sempre) conflittualità. L’adolescente femmina avverte (inconsciamente), che la madre rappresenta un pericolo ed un ostacolo verso la conquista del bene più prezioso: la propria femminilità. In questa fase la madre è vista come onnipotente (da punto di vista della femminilità) in entrambi i possibili aspetti: positivo e negativo. La piccola, per poter ‘reggere’ il confronto esercita (sempre inconsciamente) sentimenti come: svalutazione, invidia, disprezzo, etc., tesi a ferire la madre.
Il motivo di questi atteggiamenti, che altro non sono che meccanismi di difesa dell’Io, servono fondamentalmente a ridimensionare una figura che è altamente idealizzata e che viene percepita come irraggiungibile. In alcuni casi, però, come dimostrano questi esempi, l’ideale materno diviene punto di riferimento al quale aspirare…. Anzi, superare!

La figlia 11enne di Jennifer Lopez canta Alicia Keys e incanta

Rapporto madre-figlia. Giovane, talentuosissima e al tempo stesso determinata! Stiamo parlando, niente di meno che di Emmie, la figlia 11enne di Jennifer Lopez, che incanta cantando “If I Ain’t Got You” di Alicia Keys. Emmie non tradisce di certo i suoi fortunatissimi geni, visto che la piccola è risaputo da tutti sia figlia d’arte, nonchè di due grandi artisti come Jlo e Marc Anthony. Perfino la mamma, cantante e attrice di successo, rimane attonita e sbalordita per la bravura della figlia dopo averle detto: “Canta Alicia Keys”. Emmie è già una star internazionale, grazie alla sua partecipazione all’evento più atteso d’America; il Superbowl, insieme a mamma Jennifer Lopez e Shakira. La giovane, inutile sottolinearlo, ha stregato il pubblico.

Rapporto madre-figlia

La madre delle sorelle Hadid: “Potete sgarrare per un giorno, ma poi dovete rimettervi a dieta”

Sicuramente, caratterizzata da toni più forti e decisi, la madre di Bella e Gigi Hadid, Yolanda. Stiamo parlando del lontano 2012, quando Gigi Hadid stava muovendo i suoi primi passi nel mondo della moda. Sicuramente un’affermazione controversa, che ha lasciato tutti senza parole, suscitando ( nonostante le precisazioni)  più di qualche semplice polemica passeggera. Le parole di Yolanda, infatti, come si nota da una clip; impartisce alle figlie, in modo particolare a Gigi, le regole che deve seguire per eccellere nella carriera da modella nella quale allora, era il 2012, si stava interfacciando.

Yolanda e Gigi Hadid

Yolanda, ex modella e donna di carattere

La madre delle due sorelle, oggi tra le top model più richieste e pagate dal mondo della moda, nel filmato “contestato” appare come un “sergente di ferro”, severa nel dare regole alle figlie per farle emergere nell’ambiente ultracompetitivo delle modelle. E allora vediamo Yolanda ( anch’ella ex modella di successo) sconsigliare a Gigi di giocare a pallavolo motivando la cosa con queste affermazioni: “Gigi ha sempre voluto fare la modella e ora dice: ‘Voglio tornare a giocare a pallavolo’. Ma deve iniziare a costruire la sua carriera e questo vuol dire che ogni tanto deve rinunciare a fare le cose che ama”. Nella sequenza successiva madre e figlia sono in cucina e il dialogo è il seguente: “Devi fare una scelta”, dice Yolanda. “Sfilare è il mio lavoro, la pallavolo è il mio sport”, risponde innocentemente una Gigi sedicenne. Ma per Yolanda la logicità della risposta della figlia non è sufficiente: “Queste ragazze [le pallavoliste N.d.R.] si allenano quattro ore al giorno dopo la scuola. I loro corpi sono muscolosi e scolpiti e mangiano come uomini. Io voglio che lei si sviluppi fisicamente come una donna”. Inoltre afferma:”Puoi sgarrare per una sera, ok? Poi devi tornare a dieta perché sai che a Parigi e a Milano preferiscono le ragazze un po’ magre”. Giusto, sbagliato? Ai posteri larga sentenza…..

Cindy Crawford e la figlia Kaia

Rapporto solido e affiatato quello tra Cindy Crawford e Kaia Gerber.

Rapporto madre-figlia
Kaia Gerber e Cindy Crawford

Mamma Cindy, non lascia sola per un momento la giovanissima Kaia, supermodella anche lei. La segue in ogni suo lavoro, somministrandole consigli preziosi. In un ambiente, quello della moda, non certo facile. Le due “donne” sono entrate nel mondo nel modeling in due periodi storici completamente diversi. Molto è cambiato e molto cambierà. La moda è un continuo mondo in divenire. Nulla è statico e fisso, e anche il lavoro di modella è cambiato molto dai famigerati anni 90′ delle iconiche “Big Six” ad oggi.

Rapporto madre-figlia: Crawford, marchio di fabbrica di top model di successo

Cindy Crawford, originaria dell’Illinois, ha iniziato a fare la modella a Chicago a soli 16 anni, per caso.  Crawford racconta che non sapeva nulla del lavoro di modella o di New York. «Non sapevo nemmeno come si faceva a chiamare un taxi», dice. Anche Gerber ha cominciato a fare la modella a 16 anni, sotto la tutela della mamma modella, e oggi ha 4,7 milioni di follower su Instagram. E il suo curriculum in passerella è impressionante, proprio come quello della madre.  Inoltre Crawford e sua figlia hanno sfilato insieme per la collezione Primavera/Estate 2018 di Versace, ed è stato un momento particolarmente emozionante per Gerber: «Mai avrei pensato che le nostre vite professionali si sarebbero incontrate in un momento come quello», racconta.

Rapporto madre-figlia: tra l’era della pellicola e la nuova era digitale: Kaia e l’influenza di mamma Cindy

Per una modella come Kaia Gerber, che sapeva bene che cosa le aspettasse questo mondo, lei stessa afferma: “Credo però che ci siano moltissime cose che, per quanto qualcuno possa spiegartele, devi imparare tu, in prima persona. Ero sicuramente meno intimidita di tante altre all’inizio. Ammiro moltissimo le donne come mia mamma o altre ragazze che hanno iniziato questo lavoro senza saperne davvero nulla. E in moltissimi casi queste ragazze non parlavano nemmeno bene l’inglese. La mia esperienza in questo senso è stata davvero particolare, unica”.

Studiare? è alla base di ogni tempo, passato e presente

La filosofia di Crawford? “Studia”!

“Una delle cose che facevo, e che Kaia ha fatto sicuramente, era questa: quando lavori con un fotografo o uno stilista, ecco, devi prepararti. Devi imparare un certo linguaggio. Mi spiego: se so che un fotografo ha un certo stile, quando vado sul set devo conoscere già il suo linguaggio, non arrivo sul set senza sapere nulla su chi scrive il pezzo, o sullo stilista, o sul fotografo. Quando Kaia ha iniziato a lavorare nella fashion industry era già piuttosto pratica in questo senso”.

La vita delle “figlie d’arte”: privilegio o un modo per attirare a sè pregiudizi?

Rapporto madre-figlia

Meglio nascere in una famiglia di “personaggi popolari” oppure no, per sfondare nel fashion industry? Il rischio è quello di essere sempre messi a paragone con il genitore in questione, in questo caso la madre. E come abbiamo visto, non è sempre un bene secondo quanto afferma la psicologia. Ma andiamo oltre…. Venire da una famiglia già nota, porta facilmente la gente ad avere dei pregiudizi. La sfida più grande è dimostrare a queste persone che si sbagliano. Talvolta è necessario tornare indietro, prima di andare avanti.

Secondo quanto riporta Cindy Crawford sulla figlia: “È stato più facile per Kaia ottenere un incontro o un appuntamento di lavoro, ma nella fashion industry se non hai il look giusto, Vogue non ti sceglie. Ma non importa. Quello che infastidisce più me che Kaia è quando la gente dice: “Certo, ha fatto carriera grazie a sua madre”. Anche se avessi voluto, non sarebbe stato possibile, che Karl Lagerfeld o Anna Wintour o Vogue… non funziona così. Kaia, come hai detto tu, Tonne, è una modella, sa cosa fa, è a suo agio davanti all’obbiettivo, lavora sodo, e che tutto questo non venga riconosciuto mi da molto fastidio. Solo il tempo ci darà ragione. Non ha lavorato una sola stagione e poi è sparita. Dico sempre che sai quando hai successo come modella quando ti richiamano una seconda volta”.

Rapporto madre-figlia: essere paragonate alla propria madre di successo è davvero così imbarazzante?

Che sia una madre “sergente di ferro” come Yolanda, mamma-amica come Cindy Crawford o mamma-coach come jennifer Lopez; il paragone con la propria madre iconica è difficile da accettare. Tutti i tuoi sforzi per emergere nel mondo dello spettacolo risultano così vani, in quanto: ” Certo, ha fatto carriera grazie a sua madre”. Questa è la frase che risuona. Non solo tra il senso comune, ma anche all’interno della propria mente. Tutto ciò è inevitabile. Ma è altresì vero, che essere paragonate alla propria madre, se costei  è un’icona professionale e di vita, fa sicuramente piacere e mette a tacere le malelingue. Non potrebbe essere altrimenti. “Se dovessi scegliere una persona nel mondo a cui essere paragonata, è proprio mia mamma, è il più grande complimento che mi si possa fare, soprattutto quando mi dicono che mi muovo come lei. È davvero il complimento più grande, perché mia mamma si muove con molta compostezza, garbo e grazia”.

La vittoria del conflitto madre/figlia, a questo punto è solo un lontano ricordo.

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Written by valentinabissoli

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