Kansai Yamamoto è morto. Il re del fashion nipponico lascia una crepa enorme

Con il suo design Kansai Yamamoto è entrato in contatto con tanti artisti oltre il Duca Bianco, si annoverano Elton John e Stevie Wonder

Ci ha lasciati all’età di 76 anni il designer giapponese Kansai Yamamoto, un precursore del fashion del Sol Levante nonché primo artista giapponese a presentare una linea tutta a Londra, nel 1971, quando aveva appena 27 anni. Kansai Yamamoto era malato di leucemia e stava seguendo le terapie da gennaio di quest’anno in un ospedale di Tokyo. A dare il triste annuncio della sua morte è stata la stessa figlia Mirai, mediante Instagram.

“Il 21 luglio scorso mio padre, Kansai Yamamoto, è morto all’età di 76 anni. Ha lasciato questo mondo in pace, circondato da persone care. Ai miei occhi, papà non era solo l’anima eclettica ed energica che il mondo conosceva ma anche una persona premurosa, di buon cuore e affettuosa. Ha apprezzato la comunicazione e mi ha inondato di amore per tutta la mia vita. Mi ha anche insegnato a persistere durante i fallimenti e a non lasciar andare mai una mentalità positiva e lungimirante. Considerava le sfide come un’opportunità di auto-sviluppo e credeva sempre che ci sarebbero stati giorni più luminosi a venire”. Così ha scritto Mirai, la figlia di Kansai Yamamoto. Il design di Yamamoto prendeva ispirazione dal folklore giapponese nella fattispecie dal Kabuki, ed era una vera e propria icona per quanto riguarda la moda giovane.

Kansai Yamamoto è morto. Il re del fashion nipponico lascia una crepa enorme

Era stato proprio lui a creare il personaggio di David Bowie, Ziggy Stardust, che si ispirava a una leggenda giapponese. “Ho trovato l’estetica e l’interesse di David nel trascendere i confini di genere incredibilmente belli”, raccontò Kansai Yamamoto al sito web The Cut nel 2018. Con il suo design è entrato in contatto con altri artisti oltre il Duca Bianco, si annoverano Elton John e Stevie Wonder. Il suo stile era fin troppo liberale per il suo Paese di nascita, fin troppo moderno nonostante celasse sempre un forte richiamo alle origini. Durante gli ultimi anni della sua vita, ha preso ispirazione anche dal teatro Kabuki per una collab con Louis Vuitton. Il minimalismo che permea la cultura nipponica era ben lontano dalla creazioni di Kansai Yamamoto. “Uno come me è destinato a distinguersi in Giappone”, dichiarò in un’intervista del 2017 al gruppo Nikkei, e aveva ragione. Buon viaggio maestro.

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Written by Erika Barone

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