Jean-Paul Gaultier ultima sfilata: alla Paris Haute Couture l’inchino di addio

Mentre ci crogioliamo nella speranza di un ritorno, è d’obbligo ripercorrere la linea che ha cominciato a tracciare dai rutilanti anni ’80

La traiettoria della carriera di Jean-Paul Gaultier è lunga 50 anni di cowboy, Madonna, Parigi e libertà sessuali. Poche persone al mondo possono comprendere tale smorgasbord culturale. Gautier ha fatto il suo ultimo inchino il 22 gennaio 2020, durante la settimana della Haute Couture a Parigi. Un’eredità tanto grande quanto articolata. La rassicurazione dello stilista: «Tornerò con un nuovo progetto». Mentre ci crogioliamo in questa calda speranza, è d’obbligo ripercorrere la linea che ha cominciato a tracciare dai rutilanti anni ’80.

La cosa migliore che l’arte può fare a volte è evidenziare qualcosa di autentico e straordinario nel grigio torrente della realtà.

Gaultier è un artista che ha osservato le persone e gli eventi attorno a lui. Ha catturato le tendenze sociali sotterranee e costruito intere collezioni attorno al soggetto Zeitgeist, come per esempio il suo tributo alla cantante Amy Winehouse. Punk multi-genere, ballerini di cabaret parigini, emarginati esotici di ogni estrazione sociale sono parti uguali dell’opera celebrativa di Jean-Paul Gaultier. È adorato dalle celebrità d’avanguardia fin dagli anni ’80, grazie alla sua dote con cui enfatizza da sempre l’individualità. Tra i nomi altisonanti figura quello di Madonna, vestita di veri e propri colpi di scena in molti dei suoi tour e video. I registi Pedro Almodovar e Luc Besson hanno collaborato regolarmente con il designer.

Lo stile Gaultier

Se si pensa all’iconico Gaultier, non può non venire in mente la classica camicia da marinaio a righe bianche e blu, in tutti i suoi temi e varianti. La camicia da marinaio JPG rimarrà come il suo oggetto di design più riconosciuto. Non è tutto. La sua attrazione per la lingerie è stata decisiva nella collaborazione con Madonna per il tour Blonde Ambition. Poi i suoi disegni audaci e provocanti ispirati ai temi della schiavitù e della body art… moda e sesso, grazie a Gaultier, rimarranno per sempre uniti. 

Solo Gaultier è riuscito a percorrere la linea sottile tra il tipico cliente francese di haute couture e il punk di strada londinese. È riuscito a mettere in risalto questa dicotomia in tutti i suoi progetti.

Un designer tecnico impeccabile che ha racchiuso dentro di sé, da sempre e per sempre, un forte scontro multiculturale. Le collezioni di alta moda di Jean-Paul descrivono spesso materiali e tecniche insolite. Il suo curriculum spazia ben oltre la moda. Ha prodotto costumi iconici per film iconici, come Bad Education di Almodovar o Fifth Element di Luc Besson, abiti di scena per emblemi del pop come Kylie Minogue, Mylene Farmer e Tina Turner.

La morale che lascia in eredità Gaultier prevede la moda come strumento atto ad incarnare e proiettare la libertà di scelta. Un messaggio senza tempo che continuerà a risuonare in eterno. Grazie Jean-Paul, un grazie che va dal tuo primo al tuo ultimo inchino.

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Written by Erika Barone

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