Fase 2, quando riaprono biblioteche e musei: il punto della situazione

Nella fase 2, Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e del Turismo, ha annunciato un piano per promuovere il turismo nostrano

Nell’intervista a Repubblica, il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, afferma ciò: «A maggio, non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quei musei e siti archeologiciin grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato scientifico». Sempre colui che ha fermamente bocciato l’idea di stare in spiaggia all’interno delle box di plexiglass, “È orribile e francamente impraticabile”. Leggiamo cosa prevede la fase 2 per quanto riguarda ciò che concerne la cultura: quando riaprono musei e biblioteche.

Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo è a lavoro con i direttori dei luoghi d’arte per valutare se e quando potranno riaprire. I primi a riaprire dovrebbero essere i grandi musei e gli spazi aperti, avvantaggiati appunto dalle loro dimensioni. C’è più incertezza per quanto riguarda invece la sorte dei cinema e dei teatri anche se Franceschini rassicura che «nessun verrà lasciato solo». In questo campo c’è anche l’idea per il “Netflix della cultura”, che permetterebbe di rendere l’offerta culturale dei teatri e di altri strutture accessibile online. La riapertura dei musei avverrà il 18 maggio.

Fase 2, Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e del Turismo, ha annunciato un piano per promuovere il turismo nostrano: “Viaggio in Italia”.

«Dal primo giorno mi batto per spiegare che il turismo è il settore più colpito. Per questo chiedo nei tavoli di governo misure specifiche e straordinarie nel prossimo decreto. Dai crediti d’imposta per locazioni e per compensare le perdite di fatturato, alle risorse sia per l’adeguamento e la sanificazione delle strutture che per la promozione». Franceschini afferma anche di star lavorando all’ipotesi di un bonus. «Un bonus per aiutare le persone con figli a carico e con reddito medio basso ad andare in vacanza. Anche se è presto per dire se saranno 500 euro a famiglia o una cifra più bassa ma a persona». Per quanto riguarda il “progetto Netflix della cultura“: «Stiamo lavorando con la Cassa depositi e prestiti a una piattaforma in cui offrire, a pagamento, ciò che non si può, per ora, proporre nelle sale. Così la produzione potrà continuare e le entrate da botteghino non si fermeranno».

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Written by Erika Barone

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