Covid-19: la seconda ondata della pandemia pesa psicologicamente più della prima. Come stare meglio?

La seconda ondata del virus che ha messo letteralmente “in ginocchio” il mondo intero, pesa psicologicamente molto più della prima

“Covid-19, non ne posso più!”. La seconda ondata della pandemia, secondo studi recenti, pesa molto di più della prima. E mette a dura prova anche i più ottimisti ed intraprendenti. Una sensazione molto differente dal lock down precedente: quella di sentirsi più tristi e poco speranzosi.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha denominata Pandemic Fatigue. Prima le persone cantavano e ballavano fuori dai balconi della propria dimora. Adesso si è sempre più chiusi in se stessi, colpiti da un senso di sconforto che inevitabilmente prende il sopravvento sulla fiducia e sulla speranza.

Asian travelers girl with medical face mask to protection the coronavirus in airport

Covid-19: perché la seconda ondata pesa molto più psicologicamente della prima

La così denominata Pandemic Fatigue evidenzia senza ombra di dubbio la grande fatica che stiamo affrontando in questo momento difficile per tutti. L’entusiasmo con il quale si era soliti percepire la prima ondata, sembra aver dato voce alle difficoltà di capire come convivere con la pandemia in atto in questo momento storico. La cosa che manca maggiormente è quel senso di libertà, che contraddistingue da sempre (come valore inestimabile) l’essere umano. Non solo: la progettazione del futuro (ad oggi quasi impossibile) ed i legami umani, compresa la socialità. Secondo recenti studi, la nostra mente è capace di reagire bene a periodi brevi ma quando tutto si prolunga a data da destinarsi, allora la fatica si fa sentire.

Frustrazione e sconforto: come stare meglio e affrontare questo momento difficile nel migliore dei modi

La maggior parte delle persone in questo periodo vive un enorme senso di frustrazione e sconforto. Come superarlo al meglio? Tutti gli sforzi che abbiamo fatto durante la primavera sono stati vani? Quando si tornerà davvero alla normalità? La sensazione più comune è il sentirsi impotenti davanti al virus che ha letteralmente messo “in ginocchio” il mondo intero: il Covid-19. Ha stravolto le nostre vite, cambiato le nostre abitudini e ridotto drasticamente i rapporti sociali. Distanze fisiche, emotive e psicologiche. Il Coronavirus cambierà per sempre il nostro modo di percepire il mondo, dando sicuramente più attenzione ed importanza alle piccole cose. Come nel caso della libertà incondizionata. Da sempre data per scontata. La demotivazione però non aiuta, anzi. L’uomo, in questo caso, ha un ruolo fondamentale: deve essere attivo e propositivo per il bene comune. In breve, dipende tutto da noi stessi in prima persona.

Covid-19 e demotivazione. I mezzi tecnologici sono una risorsa importante

Come è possibile mantenere relazioni sociali nonostante le distanze e i divieti dettati dal protocollo di legge? Ebbene, è possibile. Come? Dal mezzo tecnologico, ovviamente. Oppure per i più fortunati dal vicino di casa a distanza, al balcone davanti. E così via. Sempre rispettando le regole. Soprattutto in questo momento difficile abbiamo la necessità e il bisogno di un contatto (in sicurezza). Le relazioni umane fanno bene alla mente e al cuore e aiutano a sentirci meglio. Questo è il primo passo per tornare ad essere speranzosi e credere in un futuro migliore. La luce in fondo al tunnel sembrerebbe essere vicina.

Written by valentinabissoli

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