Armani vs Coronavirus: sfilate spostate a Milano, le parole di Beppe Sala

Le donazioni agli ospedali, la riconversione delle fabbriche per produrre presidi per il personale ospedaliero, il Re della moda scende ancora una volta in prima linea

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria data dalla pandemia da COVID-19, Giorgio Armani non si è certo risparmiato. Difatti il Gruppo Armani è sceso in prima linea e ha donato 1 milione e 250mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, all’Istituto Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della Protezione Civile. Re Giorgio è inarrestabile, ha preso una decisione che va contro una tradizione del marchio Armani Privé, una scelta che metterà l’Italia e la sua economia al primo posto, in barba alla storia della moda.

«È tempo di decisioni coraggiose. E a me piace far seguire i fatti alle parole. Perciò, dopo anni di sfilate a Parigi ho deciso di portare la mia alta moda a Milano. »

Re Giorgio è inarrestabile. Le donazioni agli ospedali, la riconversione delle fabbriche per produrre presidi per il personale ospedaliero, il Re della moda scende ancora una volta in prima linea per aiutare il capoluogo lombardo. E l’ultimo suo gesto non ha lasciato indifferente il sindaco, Beppe Sala. Martedì mattina, nel video “buongiorno da palazzo Marino”, il primo cittadino di Milano ha voluto comunicare tutta la sua gratitudine a Giorgio Armani. «Noi siamo una comunità e cerchiamo di stare uniti. Voglio ringraziare un grande milanese che ieri, in un momento importante, ha annunciato che la prossima sfilata di Armani Privé verrà fatta a Milano e non più a Parigi, dove è sempre stata fatta. Così si fa, grazie Giorgio».

Niente Parigi per la presentazione della nuova collezione Armani Privé, Giorgio ha deciso che non è il momento di fare i cosmopoliti, ma quello di mettere l’Italia e le sue eccellenze davanti a tutto. Perfino davanti alle tradizioni, quelle che tanto piacciono all’universo moda. Un trasloco che darà certamente una mano alla nostra economia. A gennaio 2021, dunque, a Palazzo Orsini in via Borgonuovo, nella storica sede milanese della casa di moda, verrà presentata la nuova collezione della linea Armani Privé. Ancora una volta Giorgio Armani ha dimostrato un enorme cuore… tutto italiano! “A partire da giugno 2020, lo stilista metterà a disposizione delle clienti i servizi della sua sartoria: un ampio repertorio di modelli, attuali e delle precedenti collezioni, saranno proposti e rivisti in base ai tessuti scelti e alle modifiche richieste. Gli abiti saranno presentati su appuntamento, come già avviene nel corso dell’anno in atelier”. Dichiara un comunicato.

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Le perle di Re Giorgio

«Credo che lo stato attuale delle cose, con la sovrapproduzione di capi e il disallineamento tra il tempo delle collezioni e quello della stagione commerciale, sia davvero assurdo. Vedo questa crisi come un’opportunità per rallentare e riallineare tutto; per definire un nuovo e più significativo panorama per la moda. Ho lavorato con il mio team per tre settimane in modo che, dopo il blocco, le collezioni estive rimarranno nelle boutique almeno fino all’inizio di settembre, com’è giusto che sia. E così faremo d’ora in poi.» Giorgio Armani.

La quarantena ha obbligato l’industria della moda a subire una battuta d’arresto. Lui, Re Giorgio, ne sta approfittando per ideare un nuovo ideale di moda capace di andare incontro alle nuove esigenze delle masse. Secondo Armani, negli ultimi anni il settore moda stava producendo un ritmo talmente elevato, da essere quasi insostenibile. Innescando sovrapproduzione di capi e disallineamento tra il timing effettivo di allestimento delle collezioni e il loro arrivo reale sul mercato. Oggi, però, nuove esigenze si sono fatte largo sgomitando, e i designer devono dire addio a quell’approccio. Giorgio Armani è convinto che quando terminerà la quarantena, la moda diventerà decisamente più intima.

Quali vestiti verranno prodotti dopo la quarantena?

Cosa succederà nella sua Maison dopo l’effetto-quarantena? Prima di ogni cosa, le collezioni estive rimarranno in boutique fino a settembre. Valuterà dunque la possibilità di acquisire le fabbriche di alcuni fornitori mettendo come epicentro della produzione l’esigenza e l’aspettativa dei clienti. Ciò senza mai rinunciare all’identità della Maison. La trasformazione più lampante sarà nei confronti dell’offerta. Giorgio Armani ha intenzione di assestare le collezioni con le stagioni, evitando di ideare vestiti primaverili o invernali con molti mesi di anticipo, e quindi fuori stagione. E questa è una cosa legata unicamente alla spettacolarizzazione del contesto sfilata. Parola fine alle costose sfilate Cruise, ossia le pre-collezioni. Allestendo passerelle unificate uomo-donna. «C’è decisamente troppa offerta rispetto al reale bisogno. Meglio puntare su collezioni più piccole e show più intimi». Quali vestiti verranno prodotti dopo la quarantena? Cosa indosseremo al posto di tute e pigiami? Secondo Re Giorgio Armani le persone andranno alla ricerca di vestiti che resistono, capaci di andare oltre il tempo, le mode e le pandemia.

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Written by Erika Barone

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