Razzismo nel mondo della moda: Arbel Kynan, modella israeliana esclusa da Haute Couture Parigi 2020

Arbel Kynan è una delle migliori modelle israeliane e martedì scorso ha postato su Instagram una foto con una didascalia un po’ particolare.

Arbel Kynan è una delle migliori modelle israeliane e martedì scorso ha postato su Instagram una foto con una didascalia un po’ particolare. Un messaggio di accusa, contro il razzismo. Le sue argomentazioni, dovute alla sua ultima esperienza, oltre che shockare la maggioranza, si sono diffuse immediatamente a macchia d’olio. L’accaduto che ha interessato Arbel è di quelli più beceri che possano capitare ancora nel 2020. Un designer libanese si è rifiutato di farla partecipare alla sua sfilata nella settimana dell’Haute Couture di Parigi che avrà inizio il 20 Gennaio. La causa? La sua nazionalità. «Dovevo lavorare per un’azienda di moda molto rinomata, che partecipa alla settimana della Haute Couture. Prima del mio arrivo mi hanno detto che fossero felici di avermi alla sfilata. Poi hanno saputo che fossi di Tel Aviv e…».

L’identità del designer

«Sinceramente…è ancora difficile per me da digerire…» ha scritto Arbel. Ha poi raccontato di come fosse arrivata a Parigi, qualche giorno fa, per essere fotografata da un’ “azienda di moda molto rispettabile”. Un’azienda che dapprima, senza problema alcuno, le avesse confermato che avrebbe sfilato in passerella nello show della prossima settimana. «Molte volte, le persone ci chiedono [a noi modelle] da dove veniamo, e il giorno delle riprese mi hanno chiesto da dove venissi e, ovviamente, ho risposto con un grande sorriso che fossi di Tel Aviv». Le riprese sono continuate come al solito, ha detto la Kynan, e sono finite presto. «In un secondo momento ho ricevuto un’e-mail dalla mia agenzia, in cui si affermava che il cliente fosse libanese e che non volesse che io prendessi parte allo spettacolo. Perché vivo a Tel Aviv». 

Tra i messaggi di supporto che Kynan ha ricevuto su Instagram, ce n’erano parecchi che includevano la richiesta di venire a conoscenza dell’identità del designer. Ma a quanto pare Arbel è stata più corretta dell’azienda in questione. I designer libanesi che parteciperanno alla Haute Couture Parigi 2020 non sono più di quattro, e sebbene gli addetti ai lavori nell’industria della moda israeliana abbiano speculato su chi potrebbe essere stato, nessuno può per ora dirlo con certezza. L’unica cosa certa e banale, da sottolineare in rosso, è che episodi come questo siano una vera e propria vergogna.

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Scritto da Erika Barone

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