Altaroma 2020: tra difficoltà e situazione sanitaria complicata la moda e la bellezza salveranno il mondo

Cosa resterà dell’edizione 2020 di Altaroma? Tra collezioni create durante il lock down e la speranza che la moda ritorni a brillare come un tempo

Altaroma 2020. “La bellezza salverà il mondo”. Forse proprio attraverso questa celeberrima espressione (che tutti noi abbiamo sentito pronunciare almeno una volta) Fëdor Dostoevskij confermò quanto già a quel tempo fosse una realtà concreta ed empirica. La bellezza come àncora di salvezza per uscire da situazioni difficili e complicate. E proprio grazie a questa importante premessa apre la nuova edizione di Altaroma 2020. Il messaggio della moda a riguardo è molto chiaro: il bello ci salverà dal baratro economico. 

Il messaggio positivo lanciato durante l’ultima edizione di Altaroma: “La bellezza salverà il mondo”

Edizione molto complicata, tecnicamente e sanitariamente difficile ma rettamente necessaria per uscire dal tunnel e ritrovare il sorriso e positività. Soprattutto per far risplendere la moda e il fashion industry come un tempo. Un mondo apparentemente superficiale, “di troppo” , che però nasconde dietro di sè (per chi sa guardare oltre) un’immensa sostanza e importanza. Pochi sanno che dietro l’apparenza c’è molta sostanza. E qui sovviene l’aforisma “L’apparenza inganna”. Il mondo della moda porta con se’ un potenziale economico incredibile, senza contare i risvolti professionali e psicologici che ne comporta.

Un momento difficile professionalmente e psicologicamente. La moda uscirà dal tunnel per risplendere ancora una volta

Tanta voglia di farcela, tra dubbi e speranze, di sopravvivere al collasso economico e di ricominciare più forti e agguerriti di prima. Riparte così l’ultima edizione di Altaroma 2020 tra confusione generale, emozioni ed incertezze. L’enfasi e la volontà di uscire dalle difficoltà è rimasta impressa sulle creazioni dei designers, per la maggior parte realizzate durante il periodo del lock-down. E’ finito il tempo degli estremi senza senso, dei tagli senza forma, delle sperimentazioni fatte tanto per fare. Per suscitare nient’altro che scalpore. La moda oggi parla (attraverso i suoi abiti) di concretezza e contenuti. Il tempo del brutto forse è volto al termine. Ora i suggerimenti dei creativi parlano di sogni. Abiti reali, portabili, vivibili, lineari o vezzosi, ma rispettosi del corpo femminile. Come se fossimo per un attimo ritornati al tempo della Kalokagathia, che secondo gli antichi greci, rappresentava “il bello e il buono”, come “in possesso di tutte le virtù”.

Altaroma 2020: un messaggio positivo per tutti

Altaroma solitamente genera un indotto di 4-500 presenze tra media, istituzioni e ospiti. Quest’anno il tutto si è ridotto a 90 selezionatissime presenze: QR code identificativi, gel, mascherine e misure di sicurezza quali il distanziamento sociale. Cento rappresentanti tra le categorie dei buyer e gli showroom che si sono ritrovati sulla piattaforma digitale digitalrunway.altaroma.it e quindici, tra buyer e distributori presenze fisiche direttamente in sala. Ci sono stati venti eventi “fisici”, di cui otto sfilate, dodici in live streaming. Oltre ventimila utenti unici hanno seguito on line la trasmissione. Messe da parte paure e preoccupazioni è giunto il momento di “rimboccarsi le maniche” e ricominciare. E in questo contesto particolare e inusuale possono dare il primo slancio proprio loro: le modelle. Dopo mesi di stop era giunto il momento di ritornare a sfilare ancora una volta a testa alta.

 

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Written by valentinabissoli

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