L’opera d’arte più costosa del mondo? Un noto marchio di birra ha la risposta inedita. Tutt’altro che convenzionale!

Quale sarà l’opera d’arte più costosa del mondo? Non si tratta né di un dipinto né tantomeno di una scultura. Il valore? Da capogiro

L’opera d’arte più costosa del mondo. Non stiamo parlando né di un prestigiosissimo Picasso né tantomeno di un Monet o Salvador Dalì. Di che cosa si tratta? Natural Light ha la risposta inedita. Che nessuno di noi potrebbe mai aspettarsi o immaginare.

L’opera d’arte più costosa del mondo? Un’installazione caotica costituita da ben 2.600 diplomi di laureati

Laurea sì, ancor meglio se opera d’arte! Una birra americana presenta “l’opera più costosa della storia”. Natural Light, così testimonia l’esistenza dell’opera d’arte più prestigiosa del mondo. In breve, si tratta di un baldacchino caotico ma al contempo affascinante costruito con ben 2.600 diplomi di laureati. ” Si chiama “Da Vinci of Debt” la bizzarra installazione presentata ieri alla stazione Grand Central di New York da Natural Light, una birra americana economica. Ed è stata ribattezzata “l’opera più costosa della storia”, anche più del Salvator Mundi.” Realizzata con diplomi (forniti da veri laureati in tutto il paese) che costano in media $ 180,000. Proprio per questa ragione, l’opera d’arte supera il valore di ben  $ 470 milioni. Non solo: celebra il ritorno del programma di alleggerimento del debito del Natural Light College lanciato nel 2018.

Più prestigiosa e costosa di Salvador Mundi

Salvador Mundi è l’opera d’arte (finora più costosa) che è stata attribuita al noto Leonardo da Vinci, venduta nel 2017 da Sotheby’s per la cifra monstre di 450 milioni di dollari. Il prezzo più alto mai stato pagato per un’opera d’arte passata in asta. Il Salvàtor Mundi è un dipinto a olio su tavola databile al 1499 circa e conservato in una collezione privata di Abu Dhabi. Il dipinto è stato reso noto al grande pubblico solo nel 2011 in occasione di una mostra alla National Gallery di Londra in cui è stato presentato solamente dopo un restauro che ha eliminato vecchie ridipinture.

L’attribuzione al noto maestro Leonardo da Vinci finora è stata confermata da quattro studiosi internazionali, con pareri unanimi. Al contempo, è stata anche contestata da altri studiosi come Carmen Bambach, Michael Daley, Jacques Franck, Charles Hope, Carlo Pedretti, Charles Robertson e Frank Zöllner. La sua vendita da Christie’s, nel novembre del 2017 al costo di 450,3 milioni di dollari, inclusi i diritti d’asta, l’ha resa l’opera d’arte più costosa della storia acquistata da un privato. L’acquirente è il Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi. L’opera d’arte più costosa prima che arrivasse “Da Vinci of Debt”.

Anche Botticelli tenta il record

Botticelli sfida Leonardo. L’opera d’arte in questione riguarda il “Ritratto di giovane con tondo in mano” di Sandro Botticelli, che sarà proposta il 28 gennaio da Sotheby’s a New York con una stima a richiesta che nasconde un valore complessivo compreso tra 80 e 90 milioni di dollari (65/74 milioni di euro). La figura è rappresentata attraverso una visione quasi metafisica. Molto probabilmente, si tratta di Pierfrancesco de’ Medici, il fratello del più celebre Lorenzo e per sette anni ha avuto il privilegio di essere esposta nelle sale del Metropolitan Museum di New York.

L’arte dei record

Il record delle opere d’arte più costose del mondo resiste dal lontano 2002 quando “Il massacro degli innocenti” di Peter Paul Rubens venne aggiudicato nel prestigiosissimo londinese di Sotheby’s per 45 milioni di sterline (ben 70 milioni di euro). Paradossalmente l’autore de La nascita di Venere non è mai stato una star assoluta dell’asta. Tra i 27 dipinti passati sotto quest’ultima c’è voluta la Madonna Rockfeller, soprannominata così per essere stata appartenuta al famoso tycoon. Per raggiungere, nel 2013 da Christie’s a New York, 10,4 milioni di dollari (7,7 milioni di euro), al di sotto del record di Banksy.

L’opera d’arte più costosa del mondo: “Da Vinci of Debt”

Un valore complessivo di 470 milioni di dollari. Si tratta niente di meno che dell’opera d’arte “Da Vinci of Debt”. I diplomi dei laureati sono sospesi a mezz’aria, come se un soffio di vento li avesse dispersi attraverso la Vanderbilt Hall della stazione Grand Central. L’installazione vuole dimostrare la gravità della crisi dei debiti studenteschi (un problema molto forte negli Stati Uniti) e così accennare anche alle gravi conseguenze che il debito comporta per tutti coloro che lo devono superare.

L’idea del celebre marchio di birra americano

La celebre birra Natural Light, peraltro molto popolare tra gli studenti, ha preso quattro anni fa l’impegno di finanziare dieci milioni di dollari (un milione all’anno) agli studenti che sono sovrastati dal debito: ecco il perché di questa costruzione. Il vice presidente della divisione value brands di Anheuser-Busch, l’azienda proprietaria del marchio Natural Light “si impegna per fare tutto ciò che può per offrire soluzioni reali al debito studentesco dei nostri clienti. Vogliamo che i nostri fan vivano l’esperienza del college senza il debito che ne consegue, e così, attraverso Da Vinci of Debt, speriamo di avere più partecipazione al nostro Natty College Debt Relief Program, che offre agli studenti la possibilità di ripagare i loro debiti”.

Inoltre, il mondo dell’arte “è pieno di opere con prezzi assurdi per i quali la maggior parte delle persone non riesce a trovare una giustificazione. Ecco perché questa installazione è perfetta per la nostra campagna”.

 

 

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Written by valentinabissoli

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