Tilda Swinton compie 60 anni: l’antidiva premio Oscar che ama la solitudine

«La giovinezza è sopravvalutata. La vita diventa molto più interessante col passare degli anni.». Questa la filosofia di Tilda Swinton, che oggi spegne 60 candeline

Tilda Swinton compie 60 anni. L’antidiva per eccellenza, l’anticonvenzionale su ogni fronte possibile ed immaginabile, ad oggi, è arrivata ad un traguardo molto importante di vita e di autoconsapevolezza. «La giovinezza è sopravvalutata. La vita diventa molto più interessante col passare degli anni. Non vorrei mai tornare indietro, nemmeno di un mese». Un premio Oscar, due figli avuti dall’ex marito e un compagno, potrebbe tranquillamente vivere «da sola in cima a una montagna». «Amare significa non fottere la solitudine dell’altro. Ed evitare che l’altro fotta la tua».

Tilda Swinton compie 60 anni: la diva anticonvenzionale è arrivata ad un traguardo di vita molto importante

«Non mi piacciono le istituzioni, non volevo studiare: volevo recitare». Anticonvenzionale per eccellenza, regale, talvolta definita “algida” quando in realtà non lo è, anzi. Solare, divertente, vive isolata tra le campagne scozzesi: «una terra di cui amo il calvinismo e la passione: fa freddo fuori, siamo caldi dentro», adora la solitudine e non ha i social network. Fuori dagli schemi, bensì un’attrice straordinaria, vincitrice anche di un premio Oscar. Tilda Swinton, all’anagrafe Katherine Matilda Swinton, è un’attrice britannica. Nata a Londra il 5 novembre 1960 da una famiglia aristocratica, compagna di università di Lady Diana, entrò alla Royal Shakespeare Company per uscirne l’anno dopo. Ha esordito nel 1986 con il film Caravaggio di Derek Jarman. Nel 1992 ha interpretato Isabella di Francia in Edoardo II, per il quale vince la Coppa Volpi alla miglior attrice alla Mostra del cinema di Venezia.

Ha vinto un Oscar per Michael Clayton come attrice non-protagonista

Ha vinto un Oscar come migliore attrice non protagonista per la pellicola Michael Clayton dove interpreta una dirigente senza scrupoli di una multinazionale, il BAFTA e la candidatura ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Award. Lo scorso settembre è stata premiata sempre a Venezia con il Leone d’oro alla carriera. La ricordiamo per i ruoli memorabili interpretati come nel 2005 di Jadis, la strega bianca di Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio. Nel 2008 l’attrice interpreta Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher. Ha collaborato con i migliori registi di fama internazionale e con i migliori attori all’interno del panorama mondiale: è al fianco di Leonardo DiCaprio nel film di Danny Boyle The Beach nel ruolo della fanatica leader di una comunità neo-hippy, inoltre affianca Tom Cruise e Penélope Cruz in Vanilla Sky. Nel 2002 è protagonista del thrilling statunitense I segreti del lago, per questo film viene candidata ai Golden Globe mentre nel 2005 interpreta il ruolo dell’arcangelo Gabriele in Constantine, accanto a Keanu Reeves.

Tilda Swinton scardina gli stereotipi della bellezza e i suoi canoni di perfezione assoluta sul grande schermo

Tilda Swinton interpreta diversi ruoli nel corso della sua dorata carriera: da Le cronache di Narnia – Il principe Caspian (2008), Io sono l’amore (2009), Le cronache di Narnia – Il viaggio del veliero (2010), …e ora parliamo di Kevin (2011), Snowpiercer (2013), Grand Budapest Hotel (2014), A Bigger Splash (2015), Ave, Cesare! (2016), Doctor Strange (2016), Suspiria (2018) e Avengers: Endgame (2019). Versatile, talentuosa, sempre differente a se stessa, musa di registi quali Luca Guadagnino che l’ha diretta fra l’altro in Suspiria (remake dell’horror di Dario Argento). Lei è Tilda Swinton. Senza riserve. Unica nel suo genere.

Dopo il matrimonio col pittore John Byrne, papà dei suoi gemelli, Honour and Xavier (oggi 23enni) sul set de Le Cronache di Narnia nel 2004 ha conosciuto l’artista Sandro Kopp, 18 anni meno di lei. Nonostante l’importante  differenza d’età, il loro amore procede e diventa ogni giorno più forte. Anche se la solitudine per lei è un valore fondamentale: «Tutti nasciamo e moriamo da soli. La solitudine è quanto di più democratico ci sia. Ed è uno dei grandi tabù della società occidentale. Io ho bisogno della solitudine: è una musica che posso sentire. Potrei vivere sulla cima di una montagna, sola con me stessa. Diciamo così: io non rovino la vostra solitudine, voi non rovinate la mia, facciamoci compagnia». 

 

 

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Written by valentinabissoli

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