Istanbul e la moda: alla scoperta di un’etica controversa nel cuore finanziario e culturale della Turchia

Istanbul è una delle città oramai al centro del fashion industry. La mia esperienza personale, all’interno di questo nuovo mondo, caratterizzato da un’evidente e indubbia “doppia morale”

“Doppia morale” tra l’Asia e l’Europa

“Se a un uomo venisse concessa la possibilità di un unico sguardo sul mondo, è Istanbul che dovrebbe guardare.” (Alphonse de Lamartine). Uno sguardo…un momento; e tutta la tua visione personale delle cose potrebbe cambiare improvvisamente e radicalmente. Sì, perché Istanbul, centro finanziario e culturale della Turchia (oltre che della moda), rappresenta a pieno titolo la divisione (non solo geografica) tra due culture molto differenti: occidentale e asiatica. L’Europa e l’Asia, o meglio, Medio Oriente. E un solo ponte che le divide. Il Ponte dei Martiri del 15 luglio, che è uno dei tre ponti di Istanbul, in Turchia, che attraversano lo stretto del Bosforo e che permettono di collegare ( per l’appunto) l’Europa con l’Asia. Lontani ma vicini, vicini eppur lontani!

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Appena atterrata all’ aeroporto di Sabiha Gokcen, il 6 gennaio 2020, ho da subito avvertito la sensazione di essere entrata in un nuovo mondo, diverso, colorato e naturalmente contraddistinto, da due visioni del mondo completamente differenti. Sapevo (in cuor mio) che questa nuova esperienza; in cui mi stavo interfacciando , mi avrebbe cambiata inevitabilmente. Giorni ad alto contenuto di stress, tra un casting e l’altro. Ore e ore sul driver, che ci portava ai diversi provini. Traffico, ricordo tanto traffico, incessante.

Ci volevano, alle volte, ore prima di arrivare a fare un casting.Talora, finiva in pochi minuti, senza che nessuna di noi ( modelle) prendesse il lavoro. Giorni bagnati dalla pioggia. Sembrava di vivere a Londra. Talvolta, spostandosi da una parte all’altra di Istanbul (viste le grandi distanze), eravamo graziate da qualche raggio di sole che ogni tanto illuminava la città storicamente conosciuta come Bisanzio. “Giornate intere trascorse sul driver”, questo non lo dimenticherò mai! E le modelle? Provenienti da ogni parte del mondo, e come spesso accade, ero l’unica italiana. Ho stretto molte conoscenze ed amicizie all’interno della “model house”, dove le modelle sono solite risiedere durante le loro trasferte.

Un’italiana a Istanbul!

Come vive una modella italiana ad Istanbul? Sicuramente, la cosa che mi è mancata maggiormente, sono il caffè Espresso e la pasta. Come ogni italiano che viva, parte della sua vita, all’estero. In fondo, se la nostra tradizione culinaria e i nostri prodotti enogastronomici sono famosi in tutto il mondo, un motivo ci sarà. Era quasi commovente, leggere le insegne dei locali, con scritto “Caffè italiano”. Talvolta, uscire dai propri confini, ti permette di apprezzare maggiormente la tua terra e le sue eccellenze. E ti senti orgogliosamente italiano. Nonostante, tutte le avversità e i problemi che possa avere in quel momento il tuo Paese. Proprio per questo, noi modelle, facevamo dei veri e propri pellegrinaggi dal celeberrimo Starbucks, catena di caffè statunitense famosa in tutto il mondo. Perché, come affermano le stesse modelle provenienti da Australia, Colombia, Uruguay, Russia e “chi più ne ha ne metta”: «L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo».

Istanbul e il “dualismo” nella moda

Istanbul, è una città ricca di brand, in continua espansione. Da Defacto a Modanisa, sono molte le case di moda, che vantano un “made in Turkey” notevole e di successo. Ovviamente, i nomi della moda italiana, sono molto più forti e prestigiosi, in quanto Milano; è uno dei cuori pulsanti del fashion system internazionale (da sempre) più conosciuti. Non per niente, Milano è considerata per eccellenza; la ” città della moda”. Ciò che ho notato maggiormente, lavorando per più di un mese nel mondo della moda firmato Istanbul, è la presenza costante di una così detta “doppia morale” che ho già citato precedentemente. Questo concetto non riguarda solo il fashion world, ma comprende quasi tutta la cultura turca. Una sorta di “dualismo” rispetto due essenze o principi inconciliabili e che, come tale, si opponga al monismo. Cosa significa in termini modaioli?

valentina bìssoli a Istanbul

“La doppia moralità è quella logica per cui, se sei tu che devi incassare; uno più uno fa tre. Se invece sei tu che devi pagare, uno più uno fa il meno possibile!. E’ la logica del metro elastico. E’ la logica in base al quale si applicano due pesi e due misure, in base a come si ritiene che faccia comodo”.

Una moda spesso incoerente a se stessa: dagli shooting in hijab, ( come vi mostro nelle immagini sopra attraverso i miei lavori), alla lingerie più sexy che si possa immaginare, dotata di pizzi e trasparenze che lasciano veramente poco spazio all’immaginazione. Questa è Istanbul: dai servizi fotografici composti che non lasciano trasparire nulla, a quelli, che; invece, lasciano trasparire tutto. Ma come è possibile che riescano a coesistere realtà così diametralmente opposte? Questo, è un quesito che anche la sottoscritta si è posta innumerevoli volte. Eppure, è così. Frutto di un’ Europa globalizzata e progressista, e di un’Asia ferma sui suoi principi Musulmani. Chi ha ragione? Semplicemente, a mio parere, sono differenti.

Il ruolo della donna

Il ruolo della donna, come potrete immaginare, è ancora molto marginale nella realtà turca. Le donne sono sempre un passo indietro agli uomini, per cultura e tradizione. La presenza (in parte) della mentalità europea, aiuta, nonostante tutto, a mantenere un discreto equilibrio tra le parti, anche se ancora molto lontano dalla realtà a cui siamo abituati nel nostro Paese. La donna occidentale, per questo, viene talvolta considerata “di facili costumi” dagli uomini turchi. Per cui, non è facile vivere all’interno di queste dimensioni così distorte e incoerenti. 

Recenti sondaggi dimostrano che….

“In base a dei recenti sondaggi, alcune donne hanno riferito di aver subito molestie con commenti poco piacevoli, sguardi insistenti e proposte indecenti, mentre altre viaggiatrici affermano di non aver riscontrato alcun tipo di problema e, anzi, sostengono di aver ricevuto una grande accoglienza e aiuto dai turchi e questo ha reso il loro viaggio indimenticabile! La maggioranza degli uomini turchi sono infatti molto gentili e galanti, in particolare nei confronti del sesso femminile, e spesso vi capiterà di notare che si preoccupano per il vostro benessere e la vostra sicurezza in misura maggiore rispetto a quanto non avvenga nei paesi occidentali.
Anche in questo paese, purtroppo, si registrano casi di violenze e aggressioni, ma, al contrario di quanto si pensi, questi crimini sono molto più diffusi nei paesi occidentali”. 

Il rispetto prima di tutto

Ho riscontrato, come affermato sopra, molta disponibilità e gentilezza da parte degli uomini turchi. Ovviamente, avere sempre delle riserve; in qualsiasi caso, è consigliato.In quanto, si entra pur sempre, in contatto con un popolo caratterizzato da una cultura differente dalla propria. Sono rimasta molto colpita dal rispetto per ogni specie animale, specialmente nella cura di cani e gatti, che vivono liberi e vagabondi per le strade della città.

istanbul
La parte asiatica di Istanbul. Sullo sfondo l’inizio dell’Europa. Per questo l’ho intitolata “tra l’Asia e L’Europa” – © Valentina Bìssoli

 Istanbul: frutto di due culture “opposte”

Frutto di due culture “opposte” che cercano di vivere e coesistere nel medesimo luogo. E come potrete pensare, non è assolutamente facile. Ma questo, è anche il fascino di una città come Istanbul, che si trova esattamente a metà tra oriente e occidente. Come se fossero due poli opposti del pianeta nella stessa,identica città. Nonostante gli innumerevoli casting e i lavori interminabili per quanti capi ti facessero scattare ogni giorno; la mia avventura “made in turkey”  rimane una delle esperienze più significative che mi porterò per sempre nella mia vita. Nel bene e nel male. Tra durum e kebab, curry e zuppe varie, e talvolta un assaggio di caffè turco. I suoi memorabili caratteristici bazar con numerose bancarelle ricche di prodotti tipici di ogni genere. La gentilezza e la disponibilità del suo popolo, come raramente ho avuto modo di ammirare nel resto del mondo.

Le modelle? non troppo magre please

Una delle sorprese piacevoli e che ho apprezzato maggiormente riguardo l’industria della moda turca, è ricercare un prototipo di modella non troppo magro, basato su una “medium size”. Mangiare bene ed essere in salute, infatti, per loro è una prerogativa importante. Le modelle devono rappresentare un canone healthy. Al contrario, dell’industria della moda high fashion, che siamo soliti vedere e assistere durante le Fashion Week. Un esempio importante, quindi, per chi come me; sposa a pieno la causa delle modelle “body positive” , con le proprie forme. Ragazze felici, che rappresentano il canone di donna prima che il canone di mera indossatrice “manichino”. Gli abiti che indossavamo? “Da mille e una notte”, alcuni era un sogno poterli indossare! Ti facevano sentire una vera e propria principessa. Sexy e desiderabile come poche volte mi sono sentita nella mia vita.

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Un viaggio ( di ritorno) sicuramente non facile, tra l’allarme Coronavirus ( in aeroporto con la mascherina) e l’incidente aereo avvenuto all’aeroporto di Sabiha Gokcen della Pegasus Airlines. Nonostante il periodo poco favorevole, porto con me un bagaglio ricco di nuove esperienze, conoscenze, e amicizie che mi porterò probabilmente anche in futuro. Conoscere un popolo differente dal nostro, arricchisce sempre e permette di cambiare punto di vista su diversi aspetti della vita stessa. 

Voglio concludere con un celebre aforisma di Orhan Pamuk, che secondo il mio modestissimo parare, racchiude l’essenza più profonda di una città magica come Istanbul:

“Istanbul non porta la tristezza come “una malattia temporanea”, oppure “un dolore di cui liberarsi”, ma come una scelta”.

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Written by valentinabissoli

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