I luoghi del cuore? I vincitori dell’annuale censimento definito dal FAI, Fondo Ambiente Italiano

Quali sono i luoghi del cuore? Il FAI definisce i vincitori. I luoghi italiani da non dimenticare

I luoghi del cuore? Sono tutti italiani. Sono stati definiti dall’annuale censimento del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Si tratta di una campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare. Un progetto tutto “Made in Italy” di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio. Vince prima su tutte l’edizione 2020 appena annunciata è la cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie: la Cuneo- Ventimiglia – Nizza con 75.586 voti. Secondo quanto si legge sul sito ufficiale è stata un’edizione record “Ben 2.353.932 italiani hanno voluto dimostrare il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano: il miglior risultato di sempre per il censimento del FAI. Una partecipazione sorprendente che nell’anno del dramma del Covid-19 si carica di significato e racconta di un’Italia coesa, vitale e fiera delle proprie bellezze, che guarda al futuro con speranza, nonostante tutto”.

I luoghi del cuore? Sono tutti italiani

La ferrovia delle Meraviglie, 75.586 voti, vince prima su tutte. La Ferrovia Cuneo – Ventimiglia – Nizza, è stata pensata e realizzata quasi due secoli fa, unisce l’Italia alla Francia, il Piemonte alla Liguria i monti al mare, la pianura alla costa. Un viaggio delle meraviglie alla scoperta di paesaggi mozzafiato e straordinari da assaporare. Secondo posto per il Castello di Sammezzano, 62.690 voti. Il castello si trova  in provincia di Firenze, nel comune di Reggello, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia. Purtroppo in stato di abbandono. Nasce su una collina proprio sopra il paese ed è circondato da un grande parco di 187 ettari. Sull’ultimo scalino del podio (terzo posto) troviamo il Castello di Brescia, 43.469 voti. L’imponente maniero che domina la città e da cui si gode una vista senza precedenti. «Tutta Brescia ha votato perché il Castello rappresenta l’identità della città». Oltre alle congratulazioni, è arrivato il bonifico: 30 mila euro versati da Banca Intesa. I soldi, ha fatto sapere il sindaco Emilio Del Bono saranno spesi fino all’ultimo centesimo per «un’illuminazione suggestiva della strada del Soccorso: se servirà, integreremo le risorse».

Gli altri monumenti indimenticabili

Gli altri luoghi del cuore indimenticabili secondo il FAI? Ad esempio la Via delle Collegiate, 40.521 voti. Tre meravigliose chiese di Modica, il Duomo di San Giorgio, la chiesa di Santa Maria di Betlem e la Cappella Palatina idealmente unite dalla Via delle Collegiate, un percorso e un progetto per la salvaguardia di questi incredibili monumenti. L’ospedale e chiesa di Ignazio Gardella. Il parco annesso all’ex sanatorio antitubercolare Vittorio Emanuele III di Alessandria che custodisce un edificio “prezioso”. La Chiesa Rupreste di San Nicolò Inferiore è un altro luogo indimenticabile. Nel cuore del centro storico di Modica si trova la chiesa intitolata a San Nicolò. Realizzata tra l’XI ed il XII secolo, costituisce una delle più importanti architetture religiose rupestri presenti nella Sicilia sud-orientale.

I luoghi del cuore: gli ultimi posti ma non meno importanti

Gli ultimi posti, ma non meno belli ed importanti, secondo il FAI; sono il Ponte dell’Acquedotto, 25.726 voti. Il Ponte della Gravina è un’importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente Gravina. La Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano. Gravemente danneggiata nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la chiesa venne trascurata e nel dopoguerra fu usata come magazzino. Ulteriori utilizzi impropri ne hanno provocato un significativo degrado, a cui recentemente si è inteso rimediare con restauri. Arroccato sulla parte rocciosa del Morrone, nel territorio di Sulmona, erge l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone  risalente al XIII secolo, è il luogo più intimamente connesso alla vicenda di Pietro da Morrone, diventato papa con il nome di Celestino V. Infine il Museo dei Misteri di Campobasso. Ospita le “macchine” costruite su una base di legno dall’artista Paolo Saverio Di Zinno intorno al 1740. Da oltre 270 anni, queste macchine, conosciute anche come “ingegni” sfilano per le vie della città.

Written by valentinabissoli

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