Fase 2, apertura negozi e shopping: come cambierà il nostro approccio

Siamo tutti consci che la nostra vita momentaneamente in quarantena non tornerà alla normalità finché non sarà trovato un vaccino, nel frattempo però…

Siamo tutti consci che la nostra vita momentaneamente in quarantena non tornerà alla normalità. Almeno finché non sarà trovato un vaccino in grado di abbattere il Coronavirus. Nel frattempo però la fase 2 ci viene incontro, con tutte delle micro libertà che riassaporeremo poco a poco. Una fra tutte la riapertura dei negozi di abbigliamento, di lusso e non. Come scrive Il Corriere della Sera, la fase 2 cinese è iniziata col botto, almeno per quanto riguarda il settore del lusso. Sappiamo bene che noi italiani possiamo fare di meglio (o di peggio, a seconda dei punti di vista).

Fase 2, negozi e shopping: come cambierà il nostro approccio

Il revenge spending da fase 2

I cinesi più abbienti, dopo la quarantena, hanno letteralmente invaso la nuova sede di Hermès di quasi duemila metri quadrati, precedentemente occupata da Prada. Scegliendo per i loro acquisti proprio i pezzi picari, come la Himalayan Birkin, borsa tempestata di diamanti e creata dalla maison francese appositamente per l’occasione. Revenge spending è un’espressione lanciata negli anni Ottanta per riferirsi alla fame di prodotti stranieri che in Cina erano stati a lungo proibiti fino a quando Deng Xiaoping non aprì il Paese all’economia di mercato. Si dice che Hermès, il giorno della riapertura del suo flagship store nel Taikoo Hui di Guangzhou, lo scorso sabato, abbia fruttato nelle vendite almeno 19 milioni di renminbi, ovvero $ 2,7 milioni. Borse rare, tra cui una Birkin himalayana tempestata di diamanti, sono state spedite sul posto.

VIP provenienti da tutta la provincia del Guangdong, la zona più ricca della Cina con Guangzhou la sua capitale, si sono recati nel negozio per acquistare stoviglie, scarpe, mobili e articoli in pelle.

Fase 2, negozi e shopping: come cambierà il nostro approccio

«Credo che lo stato attuale delle cose, con la sovrapproduzione di capi e il disallineamento tra il tempo delle collezioni e quello della stagione commerciale, sia davvero assurdo. Vedo questa crisi come un’opportunità per rallentare e riallineare tutto; per definire un nuovo e più significativo panorama per la moda. Ho lavorato con il mio team per tre settimane in modo che, dopo il blocco, le collezioni estive rimarranno nelle boutique almeno fino all’inizio di settembre, com’è giusto che sia. E così faremo d’ora in poi.» Giorgio Armani.

Fase 2, negozi e shopping: come cambierà il nostro approccio

La quarantena ha obbligato l’industria della moda a subire una battuta d’arresto. Lui, Re Giorgio, ne sta approfittando per ideare un nuovo ideale di moda capace di andare incontro alle nuove esigenze delle masse. Secondo Armani, negli ultimi anni il settore moda stava producendo un ritmo talmente elevato, da essere quasi insostenibile. Innescando sovrapproduzione di capi e disallineamento tra il timing effettivo di allestimento delle collezioni e il loro arrivo reale sul mercato. Oggi, però, nuove esigenze si sono fatte largo sgomitando, e i designer devono dire addio a quell’approccio. Giorgio Armani è convinto che quando terminerà la quarantena, la moda diventerà decisamente più intima.

Fase 2, negozi e shopping: come cambierà il nostro approccio

Quali vestiti verranno prodotti dopo la quarantena?

Cosa succederà nella sua Maison dopo l’effetto-quarantena? Prima di ogni cosa, le collezioni estive rimarranno in boutique fino a settembre. Valuterà dunque la possibilità di acquisire le fabbriche di alcuni fornitori mettendo come epicentro della produzione l’esigenza e l’aspettativa dei clienti. Ciò senza mai rinunciare all’identità della Maison. La trasformazione più lampante sarà nei confronti dell’offerta. Giorgio Armani ha intenzione di assestare le collezioni con le stagioni, evitando di ideare vestiti primaverili o invernali con molti mesi di anticipo, e quindi fuori stagione. E questa è una cosa legata unicamente alla spettacolarizzazione del contesto sfilata. Parola fine alle costose sfilate Cruise, ossia le pre-collezioni. Allestendo passerelle unificate uomo-donna. «C’è decisamente troppa offerta rispetto al reale bisogno. Meglio puntare su collezioni più piccole e show più intimi». Quali vestiti verranno prodotti dopo la quarantena? Cosa indosseremo al posto di tute e pigiami? Secondo Re Giorgio Armani le persone andranno alla ricerca di vestiti che resistono, capaci di andare oltre il tempo, le mode e le pandemia.

Hermès batte ogni record e fattura $ 2,7 milioni di incassi in un giorno

Il conteggio dell’incasso di un giorno, è ritenuto il più alto mai raggiunto da una singola boutique in Cina. Ciò offre una iniezione di fiducia per i marchi di lusso, che non vedono l’ora di tornare su piazza quando la quarantena da pandemia Coronavirus sarà scampata. Hermès non è stato immediatamente raggiungibile per verificare la cifra delle vendite, ma i suoi VIP hanno documentato la loro incursione negli acquisti sui social media cinesi, come Weibo e Xiaohongshu. Atomniu, un utente sulla piattaforma di social commerce Xiahongshu, ha pubblicato diverse foto di sé stessa nel negozio Hermès. Tra l’altro ospitato da una bellissima struttura su due livelli, con interni progettati dall’agenzia di architettura parigina RDAI. Ma torniamo ad Atomniu, che ha dichiarato di aver speso quasi 1 milione di renminbi, pari a $ 142.124 allo scambio attuale. Ha strappato dallo store Hermes una meravigliosa Birkin 30 di coccodrillo nero, oltre a vestiti e scarpe.

Le mani bucate

La nuova sede, precedentemente occupata da Prada, vanta una grande facciata che “presenta un muro con un’estetica moderna ma minimalista. Che combina abilmente la tradizione locale della fabbricazione di mattoni e l’artigianato dello smalto”. Lo store Hermès ha offerto in vendita post quarantena due esclusivi modelli Birkin, ispirati alla giacca indossata dalla Guardia Imperiale di Napoleone III. «Questa riapertura afferma l’impegno di Hermès nella Cina meridionale e segna un nuovo capitolo per la casa parigina a Guangzhou, dove è presente dal 2004», concludeva la dichiarazione. Prima della riapertura, Hermès ha chiuso il suo primo negozio a Guangzhou, situato in quello che un tempo era il centro di lusso della città, La Perle Plaza. Unendo quella squadra con il suo negozio Taikoo Hui, aperto per la prima volta nel 2011. Buona fine quarantena a tutti!

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Written by Erika Barone

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