Venustrafobia, la paura delle belle donne. Quando la bellezza incute timore

La bellezza può far paura? A quanto pare la risposta è affermativa. Ce lo dimostra la psicologia

Venustrafobia e Caligynephobia

Cari uomini (soprattutto) tenetevi pronti! Tra le tante sfortune che possiate avere, se siete etero, la peggiore è la fobia per le belle donne. Ebbene esiste! Sebbene non tutti conoscano l’esistenza di questa fobia (che colpisce prevalentemente gli uomini) relegandoli a vivere nel terrore, essa è definita come “persistente, anomala e ingiustificata paura delle donne”, e ogni anno, sorprendentemente è causa d’inutili sofferenze per innumerevoli persone.

Venustrafobia

La paura delle belle donne (Calliginefobia o Venustrafobia), incide profondamente sulla qualità della vita. Le vittime di questa fobia subiscono attacchi di panico con respiro corto e ansimante, battito cardiaco irregolare, sudorazione e nausea, compromettendo attività lavorative e relazioni sociali. Sintomi di una fobia vera e propria.

Paura della bellezza: origine

La Calliginefobia è la conseguenza di precedenti impatti emotivi o traumatizzanti, collegati alla visione di bellissime figure femminili durante l’infanzia come la tata, la maestra, la mamma o l’ex ragazza, profili di donne dalla forte personalità che incutevano timore.
La Calliginefobia colpisce in modi differenti, alcuni uomini sono sempre “calliginefobici”, a loro basta il solo pensiero di incrociare una bella donna per piombare nella più cupa disperazione.
Alcuni uomini, invece, hanno sempre desiderato farsi accerchiare da belle ragazze, anche se questo non sia sempre possibile. Altri manifestano la Calliginefobia, come risposta a stimoli diretti, ai primi occhi dolci di una donna, alzano i tacchi e spariscono.

“La bellezza salverà il mondo” oppure porterà al terrore?

Nonostante l’etimologia della fobia sia ancora sconosciuta al campo scientifico, molti psicologi concordano nel trovare la causa nel carattere e nell’inclinazione psicologica degli uomini, sviluppatasi dopo un’esperienza negativa.
Ad esempio coloro che soffrono o hanno sofferto per amore, che sono stati respinti, ridicolizzati o umiliati da una bella donna. Come risposta incosciente il maschio che soffre di venustrafobia tenderà a evitare le belle donne e prediligerà una compagnia prettamente maschile, oppure una mista, in cui però ci saranno solo donne considerate essere poco belle. Come mostrano alcuni studi, coloro che soffrono di venustrafobia spesso soffrono anche di altri disturbi, come la solitudine e paura di amare .

Dove fu scoperta…..

La paura delle belle donne fu scoperta a Santiago di Cile , dove un uomo dinnanzi alle telecamere confessò di soffrire di tachicardia quando gli si avvicina una donna di bell’aspetto. Dalle ricerche svolte a posteriori dai medici è emerso, che molti uomini soffrano di un disturbo psichico simile quando devono invitare una ragazza a uscire, per paura di essere respinti o ridicolizzati. Una donna che gli si avvicina, e che abbia come “difetto” il fatto di essere considerata come troppo bella, e quindi inconquistabile.

“Ne nasce la paura di essere ridicolizzato vicino a lei, oppure di sembrare troppo piccolo nei suoi confronti. Come risposta viene aumentata l’ossigenazione polmonare, il cuore accelera i battiti e inizia un lieve tremore delle mani”.

Anche le modelle vittima della Venustrafobia?

Se le modelle sono tali perché considerate “tra le donne più belle del mondo” allora questa fobia potrebbe riguardarle da vicino. Proprio così, anzi, potrebbero esserne la causa. E forse, anch’io a mia insaputa, sono stata origine di Venustrafobia per alcuni uomini. E se così fosse, mi dispiacerebbe. Perchè in fondo, la bellezza “regna per diritto divino” ma è altresì vero che essendo una virtù divina ( secondo anche l’Estetica di Platone) il bello e il buono rappresentano qualità di cui l’uomo (comune mortale) talvolta ne riserva timore. Per cui come superare tale fobia?

Quando la bellezza diventa ossessione: perché le donne crollano davanti allo specchio?

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Non sappiamo se sia stata colpa di Walt Disney e della sua ricca collezione di bellissime fanciulle: principesse, sirene, fate o qualsiasi altra immagine in riferimento alla bellezza. Siamo cresciute tutte con l’ideale del bello nella mente. Che ci piaccia o no. «Le giovani di oggi sono state cresciute nella convinzione di poter ricoprire qualsiasi ruolo –afferma Engeln — eppure sono ancora ossessionate dal bisogno di essere innanzitutto belle». Belle prima di tutto, anche se questo talora spaventa gli uomini e le porta alla solitudine.

«Nella fascia compresa fra i 5 e i 9 anni, il 40 per cento delle bambine dice di desiderare un corpo più snello e quasi un terzo delle alunne di terza elementare sostiene di avere costantemente paura di ingrassare — si legge nel libro, prodigo di numeri e ricerche —. Quest’ansia non dipende da motivi di salute bensì dalla consapevolezza che, nella nostra cultura, è importante essere carine e che la magrezza è considerata un elemento essenziale della bellezza».

“Monitoraggio del corpo”

Crescendo, la situazione non migliora. «L’impressione di non essere abbastanza, che accomuna tante teenager, è strettamente legata alla delusione che provano guardandosi allo specchio». E qui nasce un’altra domanda: cosa vediamo quando ci guardiamo allo specchio? Engeln risponde così: «Specchiandoci non vediamo la realtà, bensì il risultato di anni di impulsi culturali, commenti di amici e famigliari, preoccupazioni interiori. Una cultura malata di bellezza non smette mai di ricordare alle donne che il loro aspetto è oggetto di valutazioni e critiche da parte degli altri. Sappiamo tutte che cosa si prova quando il nostro carattere e le nostre azioni passano in secondo piano, schiacciati dall’importanza dell’estetica».

“È giunto il momento di cominciare a guardare verso l’esterno anziché limitarci a essere guardate”.

Paura della bellezza, bellezza che fa paura. In entrambi i casi l’estetica viene vista come un punto di non ritorno, che ci fa crollare, o peggio, come nel caso della Venustrafobia; cadere nella disperazione. Come salvarci da un mondo che ci richiede ogni giorno assoluta perfezione? C’è moltissimo lavoro da fare. “Nessuna donna vuole essere trattata alla stregua di un pezzo di carne se desidera rispetto, comprensione o essere lasciata in pace». “Nessuna, mentre se ne sta andando per i fatti suoi al lavoro, vuole essere scrutata dalla testa ai piedi come una modella sulla passerella. Qualche volta si può anche decidere di salire sul palcoscenico, ma la vita non è una performance”. Anche se per alcuni, come nel caso delle modelle, lo è.

“La bellezza si estingue. Il fascino resta. A far rivivere la genialità delle ombre.”

Infine cos’è il bello?  Se non un turbinio di emozioni vissute tutte in un istante…. questa volta però tralasciamo le paure!

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Written by valentinabissoli

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