Riapertura discoteche. Vestirsi e bere, ecco come non infrangere le regole

Nessuno punta a chissà quali festival ma tutto sommato da lunedì 15 giugno dovremmo ricominciare a spassarcela un po’

La movida italiana deve riprendere eccome! Nessuno punta a chissà quali festival, concerti o raduni di musica techno, ma tutto sommato da lunedì 15 giugno dovremmo ricominciare a spassarcela un po’. Sempre mettendo in conto che discoteche, cinema e tetri saranno comunque permeati delle misure di sicurezza che ben conosciamo, distanziamento sociale e mascherine, e che se ne potrebbero aggiungere di nuove. (Continua dopo la foto)

Dalle misure restrittive alle proteste dei gestori delle discoteche

Per quanto riguarda le discoteche, ripotrà assolutamente ritornare a ballare, ma solo all’aperto e rispettando un distanziamento sociale di due metri. La selezione all’ingresso non si baserà più sui vestiti che la gente indossa o sulla loro appartenenza di genere, bensì su cosa decideranno i termoscanner posti all’ingresso. Un altro occhio sarà rivolto fisso sul contapersone per non eccedere la capienza massima che il locale può racchiudere, tenendo soprattutto conto dei due metri di distanza. Distanziamento e mascherine: almeno 1 metro tra gli utenti e almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo, mascherine obbligatorie solo negli spazi al chiuso. L’alcool che scorrerà a fiumi non sarà più quello del gintonic, o perlomeno non solo, perché sarà data precedenza a quello necessario per la disinfezione. A proposito di alcolici, sarà possibile consumare solo ai tavoli, vietate le consumazioni al banco. La protesta dei gestori dei locali di intrattenimento: “Come si fa a ballare a due metri di distanza? Siamo molto preoccupati. Ricordate che la notte e il divertimento sono importantissimi, sono anche terapeutici. Siamo fermi da 160 giorni”.  Un danno per 2500 locali e 100mila lavoratori, per un giro di soldi annuo pari a 4 miliardi. (Continua dopo la foto)

La polemica da parte dei gestori di locali ha luogo durante un flash mob effettuato davanti a Montecitorio. Il contrasto con le linee guida della fase 3 è completo. “Siamo qui in piazza perché il governo si è completamente dimenticato di noi. Vogliamo lavorare in sicurezza, ma dovete lasciarci operare”. Parafrasando: “non solo all’aperto”. I gestori delle discoteche si sono uniti in un unico grande slogan: “Non chiamateci ‘movida’, siamo lavoratori”.

Palestre in riapertura: incentivi stanziati e regole per tornare ad allenarsi

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Written by Erika Barone

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