Raffaella Carrà, il mondo avrebbe voluto rubarcela: “Una divinità”

Raffaella Carrà, oltre a diventare una delle personalità più conosciute nella sua nativa Italia, ha fatto scalpore in gran parte del mondo

Explota Explota è una commedia musicale da jukebox italo-spagnola ambientata alla fine della dittatura franchista, Spagna degli anni ’70. All’inizio di essa, la dipendente dell’aeroporto Maria sta effettuando una consegna in uno studio televisivo quando attira l’attenzione di Chimo. Lui non è altri che il direttore dello spettacolo di varietà. Quando lei gli dice che non è una ballerina, lui risponde: “Nessun ballerino con sangue che scorre nelle vene può resistere a questo ritmo”. Interpreta il suo Bailo Bailo, un successo della pop star italiana Raffaella Carrà.

Raffaella Carrà, il mondo avrebbe voluto rubarcela: “Una divinità”

Raffaella Carrà, oltre a diventare una delle personalità più conosciute nella sua nativa Italia, ha fatto scalpore nel mondo spagnolo del XX secolo. Dove la Svezia aveva gli Abba, l’Italia aveva la Carrà, che ha venduto milioni di dischi in tutta Europa. Come era certo, Maria non può resistere a Bailo Bailo e Chimo la assume. Dagli anni ’50 in poi, Raffaella Carrà è dato mostra delle sue triplici dote: sapeva cantare, ballare e recitare super bene. La Carrà ha avuto un’influenza senza rivali nella musica italiana e nella cultura pop. L’inglese non era la sua prima lingua per esibizioni, rendendola più una figura di culto nel UK. Tecnicamente parlando, l’Italia aveva cantanti molto più vocali, che combinavano la timbrica ad un tocco drammatico. C’era Mina, una mezzo-soprano virtuosa; Milva, conosciuta come Milva “la Rossa” per le sue tendenze politiche e la criniera focosa, celebrata per le interpretazioni di Brecht e Weill. Patty Pravo, contralto androgino; e Giuni Russo, che ha sublimato la tecnica operistica in pop, con un’estensione di cinque ottave.

La Carrà le ha superate tutte. Così afferma il magazine britannico The Guardian, innalzando Raffaella Carrà come divinità assoluta della musica italiana di quegli anni. Nel 1968 la cultura giovanile divenne più politicizzata e i giovani si riunirono in protesta. La Carrà viaggiò in America e vide il musical Hair ogni sera per un mese. Tornò a casa con la convinzione che l’intrattenimento italiano avesse bisogno di una scossa di energia. “È stata la prima icona pop, ma alle casalinghe è sempre piaciuta. Ha rivoluzionato l’intrattenimento televisivo “. Scrisse ciò la giornalista Anna Maria Scalise nel 2008. La stessa Carrà disse nel 1974: “Non traggo ispirazione da nessuno. Parlo ai bambini, ai papà che guardano gli sport, alle mogli, quindi all’italiano che guarda la TV. Alle famiglie.”.

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Written by Erika Barone

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