Throwback incontra James Bond. Pasquale D’Avino è il nuovo 007 del fashion under 30, parola di Forbes

Uno dei punti di forza per Throwback risiede nella qualità elevatissima della distribuzione, con spazi e corner dedicati in negozi come Selfridges o Luisaviaroma

James Bond incontra lo streetwear grazie a Pasquale D’Avino, nella lista dei 100 under 30 di Forbes. Tutto grazie al successo del suo marchio Throwback, esportato in mezzo mondo con 2 milioni di fatturato. Oggi Throwback ha avviato una partnership con la società che detiene i diritti di James Bond, la EON Productions.

Pasquale D’Avino, napoletano, è il fondatore di Throwback, brand che attraverso lo storytelling rende omaggio alle icone del passato. Nato tre anni fa, throwback ha avuto una crescita vertiginosa e oggi i suoi capi sono esportati in Uk, Germania, Svizzera, Spagna, Olanda, Germania, Olanda, Svezia, Israele ed Emirati Arabi. “Ad oggi abbiamo già prodotto una collezione composto da 10 stampe esclusive a marchio 007 James Bond, proprio in vista dell’uscita del nuovo film, ma a causa del covid che ha ritardato la release, abbiamo già deciso di prolungare il contratto di licenza aggiungendo anche altri capi come Giubbini giacche, pantaloni e accessori iconici”, spiega Pasquale D’Avino.

Grazie alla sua idea, alla crescita nel tempo e alla sua innovatività, è stato annoverato nella celebre classifica di Forbes Under 30.

Quando James Bond incontra lo streetwear

“Tutto è nato dalla fortuna di esporre i nostri capi in Selfridges, uno dei più importanti store al mondo, a Oxford Street a Londra. Lì ci ha notato un responsabile di EON Production, che ci ha contattato prima via Instagram e poi via email, proponendoci una collaborazione” racconta D’Avino. Dopo un anno di trattative con il dipartimento americano, è stato chiuso un accordo che prevede una collaborazione che si sviluppa in un arco di 18 mesi.

L’accordo con EON Production è solo uno dei traguardi raggiunti da D’Avino in questi tre anni di throwback. Classe 1991, Pasquale D’Avino, detto Pavi, cresce a Cercola, una piccola cittadina ai piedi del Vesuvio. Si laurea in legge, ma capisce presto che il mondo legale non sarebbe stato il suo futuro. Allora, a soli 22 anni fonda la sua prima società nel fashion che gli offre gli strumenti e l’esperienza per creare anni dopo un altro brand, stavolta nello streetwear, Throwback. Il brand nasce con il supporto dell’artista Gianpiero D’Alessandro (celebri le sue collaborazioni,  con Snoop Dogg e l’attuale con Justin Bieber). L’idea alla base del progetto è di rendere omaggio, attraverso arte, tecnologia di stampa e made in Italy, le icone del passato, puntando sul potere dei ricordi e della nostalgia.

In tre anni sono tanti i traguardi che Throwback ha conseguito. La chiusura di collaborazioni di prestigio con Superga (in uscita a Pasqua). Casio watches, e una assolutamente rara con lo storico brand di cravatte E.Marinella. Mentre tante celebrità hanno scelto di indossare i capi Throwback. Il cestista, Marco Belinelli, i calciatori Thierry Henry e Dries Mertens, Alessandro Cattelan e la showgirl, Diletta Leotta.

Per riuscirci D’Avino ha adattato un business molto complesso ad una struttura smart, leggera e flessibile. Il team è formato da 11 collaboratori, tra i 18 e i 45 anni, italiani e stranieri. Una squadra che ha saputo, anche in un momento tragico per il fashion, fomentare una crescita del 39%. Inoltre non si può non evidenziare la scelta di privilegiare la qualità sulla quantità. Uno dei punti di forza per Throwback risiede esattamente nella qualità elevatissima della distribuzione: “Siamo riusciti ad avere spazi o corner in negozi come Selfridges o Luisaviaroma. Dove spesso trovano barriere all’entrata molto alte anche i grandi colossi della moda. Questo denota l’importante lavoro che c’è alla base delle relazioni personali e della cura del prodotto.  È  questo senza dubbio uno dei segreti dell’attuale successo di Throwback”, aggiunge l’ing. Enrico Vascello, COO dell’azienda.

Come gran parte degli imprenditori Pasquale è un mix di sana incoscienza, ambizione e curiosità. Un altro dei suoi meriti però è quello di continuare a formarsi. “Apprezzo la sua volontà di crescere e di non accontentarsi del successo già raggiunto. Voler conseguire un Master in lingua inglese, in un’università di prestigio come la Luiss, per conoscere le sfaccettature giuridiche del mondo della moda e garantire al suo brand una maggiore ed adeguata difesa, è  da indicare come esempio per tanti nuovi giovani entusiasti imprenditori. Ciò contribuirà senza dubbio  a farlo emergere”, dichiara la prof. Angela Del Vecchio, a capo del master in fashion Law della Luiss di Roma.

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Written by Erika Barone

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