Sessismo e moda: esistono ancora differenze di genere nel fashion world?

Il sessismo non è di moda…o quasi! Esistono ancora differenze di genere nel mondo della moda? Da Eva Herzigova alla campagna pubbligitaria “DGLovesChina”

«Non sarò mai un oggetto»

«Non sarò mai un oggetto». Così ha prontamente dichiarato presso il noto magazine Grazia, la top model Eva Herzigova, vittima a suo dire, di comportamenti di natura sessista all’interno del mondo fashion e del cinema. «Forse in questo caso non si tratta di paura ma del ricordo negativo dell’esperienza che ho vissuto una ventina d’anni fa quando mi trasferii a Los Angeles per sfondare nel cinema – racconta – E il sistema non mi è piaciuto. Nell’ambiente maschilista del cinema hanno tentato di trattarmi come un oggetto: c’era la convinzione che con una donna si potesse fare qualunque cosa. Ho riscontrato l’abuso di potere».
Nella moda le donne vengono più rispettate? «Sia pure in misura ridotta rispetto al cinema, l’abuso di potere c’è nella moda come in qualunque altro ambiente di lavoro – ammette la Herzigova – Ma nessuno si è permesso di farlo valere con me». Eva Herzigova, coraggiosa e fiera, determinata a far rispettare i prorpi valori morali.

sessismo e moda
Eva Herzigova

Cosa significa “sessismo”?

Sessismo, cosa significa? Espressione utilizzata molto spesso nel linguaggio comune, ma al contempo, usata alle volte senza cognizione di causa, oppure nel modo meno corretto. Il sessismo è comunemente considerato una forma di discriminazione tra gli esseri umani basata sul genere.

sessismo e moda

Le idee sessiste si manifestano in una sorta di “essenzialismo” secondo cui gli individui possono essere compresi e giudicati semplicisticamente in base ad alcune caratteristiche fisiche o del gruppo di appartenenza, in questo caso il gruppo maschi o femmine.
Un atteggiamento sessista si potrebbe manifestare con alcune convinzioni o pregiudizi, a esempio:

  • la presunta superiorità o il presunto maggior valore di un genere o sesso rispetto all’altro.
  • l’odio per le donne (misoginia) o per gli uomini (misandria). L’attitudine a inquadrare uomini e donne in base agli stereotipi di genere e ai relativi pregiudizi ed assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso.

Discriminazioni di appartenenza a un genere

Anche le persone che in vari luoghi e periodi storici non rientravano “fenotipicamente” in un genere definito o che si rifiutavano di aderire al ruolo loro assegnato in base al sesso (transessuali sia uomini che donne, crossdresser e in alcuni casi gay e lesbiche) sono state e sono ancora oggi oggetto di discriminazioni che si possono leggere come discriminazioni sessiste, in quanto derivanti dalla necessità implicita, nella semplificazione sessista, di dividere nelle due categorie suddette: maschi e femmine.

La celeberrima espressione e forma pensiero “maschi contro femmine”, tuttora molto usata anche in termini ironici. In molti contesti, rappresenta una vera e propria “guerra di genere”, senza vincitori né vinti. Solo discriminazioni ingiustificate. In tutte le società conosciute, maschile e femminile sono definiti prima di tutto come generi sociali ben distinti. Il genere biologico (maschio o femmina) a volte da solo non basta per definire l’appartenenza a un genere.
All’opposto, l’antisessismo è l’idea del rifiuto della discriminazione tra i sessi. L’antisessismo sostiene che esiste un diritto alle differenze individuali e si pone delle domande sulla costruzione sociale dell’identità e dei ruoli di genere.
La discriminazione fondata sul sesso è illegale in moltissimi paesi, tuttavia molti hanno leggi che danno diritti o privilegi maggiori a un genere piuttosto che ad un altro.

Sessismo e moda

“DGLovesChina” e “DGTheGreatShow”, al centro del dibattito contro il sessismo

Ne hanno parlato le più importanti testate giornalistiche di moda e non: Dolce e Gabbana e il dibattito infinito sulla campagna pubblicitaria “made in Cina”. Un errore di percorso inspiegabile, oramai sulla via del tramonto. Uno “scivolone” di percorso che a detta di molti ha rappresentato una vera e prorpia ingenuità. Benevola o meno, non sta a noi giudicare…Chiunque può sbagliare nella vita, l’importante è rendersene conto e fare il possibile per rimediare.

sessismo e moda
Dolce&Gabbana Fashion show 2017

“Nel mirino le scelte degli autori della campagna, a partire dall’aspetto della modella scelta: gli occhi piccoli e un sorriso “naif” hanno rinfocolato l’accusa di un uso stereotipato per comunicare e parlare di e ai cinesi. Il salto ulteriore, il sessismo, è al momento in cui la modella tenta di mangiare un cannolo. “E’ troppo grande per te?”, chiede con tono ironico la voce maschile”. La campagna è stata accusata di essere razzista e sessista, ha riportato il magazine finanziario Caixin, che senza mezzi termini ha rimarcato come la maison si sia “procurata dei guai da sola”.

Sessismo e moda: il mio parere personale

È ancora presente sessismo nel mondo della moda? la mia risposta…talvolta! Esistono ancora giochi di potere per i quali le modelle e i modelli vengono sottoposti a loro malgrado. Soprattutto le modelle, che talvolta subiscono ricatti di varia natura, o comunque, alle volte non sono rispettate lavorativamente come meriterebbero.

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L’abuso di potere è tuttora presente, come ci hanno dimostrato gli innumerevoli casi emersi grazie al movimento Metoo. Che siano gli uomini a esercitarlo nei confronti delle donne, o viceversa, resta il fatto che questi comportamenti non dovrebbero più sussistere. In nessun modo. In nessuna modalità. Forse nel nostro Paese, l’Italia, questi fenomeni sono ancora più presenti rispetto agli altri Paesi, come ha affermato la stessa Eva Herzigova: «Malgrado le buone intenzioni, nel vostro Paese spesso agli uomini è riservato un posto nella società diverso, più in alto rispetto alle donne. E per me è inaccettabile».

sessismo e moda

Uomini talvolta più in alto rispetto alle donne, dove possono dettare le regole e prendere le decisioni che più fanno comodo al loro ruolo. Ad oggi, il procedimento sembra invertirsi, vedendo una presa di posizione in favore delle donne a discapito degli uomini. Una presa di posizione, talora ingiustificata, che vede una società completamente femminista, frutto dell’estremizzazione opposta a ogni costo. Non sono d’accordo con entrambe le parti, poiché la soluzione migliore, come sempre, viene rappresentata “dal giusto mezzo” o più comunemente definita “via di mezzo”. Il mezzo è sempre il criterio più adatto per il quale prendere delle decisioni. Che rappresenta l’idea più corretta e vicina al concetto di verità. 

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Per una moda che non accetta differenze di nessun genere, sesso, colore della pelle, stato sociale; bensì a favore dell’uguaglianza e del rispetto reciproco!

Questa è la mia MODA.

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Written by valentinabissoli

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