Mia Martini, morte tragica di un mito: il mistero del 12 Maggio 1995

Qualche tempo prima di quell’infausto giorno, il giornalista Gabriele Bojano aveva incontrato Mimì per intervistarla, da cui emerse tutto il disagio del mito che era già Mia Martini

Ricordiamo tutti la tragica morte di Mia Martini, avvenuta il avvenuta il 12 maggio 1995, nella sua casa di Cardano al Campo, vicino Varese. Qualche tempo prima di quell’infausto giorno, il giornalista Gabriele Bojano aveva avuto modo di incontrare Mimì e di realizzare con lei un’intervista. Scambio rimasto inedito fino al 2015 e pubblicata solo in parte dal Giornale di Milano. Solo vent’anni dopo la scomparsa di Mia Martini, il Corriere della Sera ripropose il contenuto di quell’incontro che, pubblicato nuovamente, ha posto l’accento su alcuni passaggi significativi. Tutto il disagio di un’artista che forse non si è mai sentita nel posto giusto.

L’intervista a Mimì

«Il grosso successo commerciale che ha avuto con la canzone ‘Cu ‘mme’ – affermava Mia – ha autorizzato qualcuno a calpestare la sua sensibilità d’artista. E adesso ha ragione quando dice che nel suo prossimo disco neppure se scende la Madonna mi fa cantare con lui […] Ma è Murolo a non avere problemi, tanto è miliardario e non ha nessuno a cui lasciare tutta questa roba! Io ho sempre lavorato gratis per lui e adesso non ho una lira, manco i soldi per pagarmi l’affitto». 

«Io dagli artisti non voglio soldi – proseguiva dunque Mia Martini in quel lontano 29 ottobre 1994 – ho cantato con Claudio Baglioni che ha venduto 700 mila copie di “Oltre” e non ho voluto una lira di royalties, ho cantato con Aznavour, Fossati, Gragnaniello, persino con mia sorella Loredana. Ma le promozioni in tv e i concerti sono un’altra cosa. Almeno mi desse una casa, Murolo, mi risolverebbe un problema d’affitto!».

Proprio di fronte alla citazione del giornalista che cantava “Non sono una signora” della Bertè, Mia Martini rispondeva: «È un vizio di famiglia, neppure io lo sono […] Se la mia vita è stata più regolare di quella di mia sorella? È sbagliato, è sbagliata l’immagine che arriva di me. Tutti mi definiscono “la grande interprete” […] ma nessuno si è mai chiesto: quella canzone sarà adatta alla Martini? Io sono innamorata della musica etnica e invece mi toccano cose orrende, masturbazioni mentali o virtuosismi vocali. Una noia mortale. Ha ragione Francesco De Gregori quando dice che nessuno ti vuole e nessuno ti vede per quello che sei». E chi è davvero Mia Martini? «Una che vuole la verità, – diceva – che odia il romanticismo, non sono sentimentale, detesto tutto ciò che è finto a parte la tv che mi diverte […] Odio essere un idolo […] perché non posso essere una persona normale?»

La morte di Mia Martini

Il 12 maggio 1995, in seguito di alcuni giorni di latitanza di Mia Martini, il suo manager richiese l’intervento delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco furono prontamente chiamati per irrompere nell’appartamento di Mia, in via Liguria a Cardano al Campo, provincia di Varese. Quando poche ore dopo i pompieri sfondano la porta trovano Mia Martini stesa sul letto con le cuffie del walkman poggiate sulle orecchie: «Aveva un’espressione serena». La notizia raggela l’intera Italia, radio e tv disintegrano i propri palinsesti per ricordarla e raccontare del terribile accaduto.

La telefonata di Renato Zero a Loredana Berté, sorella di Mimì: «Spegni tutto, sto arrivando». I cronisti appostati sotto casa della Bertè ricordano ancora le urla straziate. La Procura di Busto Arsizio aprì un’inchiesta e dispose l’autopsia sul corpo di Mia Martini. Il referto non lasciò dubbi, la causa della morte fu un arresto cardiaco da overdose di stupefacenti, cocaina. L’ipotesi di suicidio sono state più volte smentite dalle sorelle. I funerali si sono svolti il 15 maggio nella chiesa di San Giuseppe, a Busto Arsizio. Presero parte alla funzione circa quattromila persone e un buon numero di personalità dello spettacolo e colleghi di Mimì.

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Written by Erika Barone

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