Delphine Boël, figlia di re Alberto II, vuole il titolo di principessa

Il test del DNA le ha dato ragione. Delphine Boël, riconosciuta come figlia di re Alberto II e nata da una relazione extraconiugale, ora chiede gli stessi privilegi dei fratelli

La figlia di re Alberto II (Delphine Boël), dopo essere stata riconosciuta come figlia nata da una relazione extraconiugale grazie al test del DNA, ora esige gli stessi privilegi e prerogative dei fratelli. In poche parole, vuole che le sia concesso il titolo di principessa dopo una battaglia legale durata per ben vent’anni. A determinare la legittimità del grado di parentela, un test del Dna. Del quale, re Alberto ha accettato di sottoporsi solo perché il giudice gli aveva imposto una multa di 5 mila euro per ogni giorno in cui avesse prorogato. Alla fine Alberto II del Belgio (85 anni) ha dovuto riconoscere Delphine Boël come sua figlia: la donna, “artista d’avanguardia”, è sangue del suo sangue. Nata da una relazione extraconiugale durata 18 anni con la baronessa Sybille de Selys Longchamps. Pertanto, ha diritto ad un ottavo della sua faraonica eredità.

La figlia di re Alberto II, Delphine Boël, vuole ottenere il titolo di principessa

«Non lo faccio per i soldi», ha detto Delphine Boël ad ogni udienza che le si presentava (Jacques Boël che le ha fatto da padre è un industriale molto più ricco del re). «Né per i titoli nobiliari. Ma solo perché la verità non si perda». L’avvocato che la segue ha chiesto ieri in tribunale un posto nella linea di successione accanto ai fratelli Philippe, Astrid, Laurent. Ed inoltre il titolo di principessa. Come era naturale che fosse. «Non è che li voglia o non li voglia. Delphine non vuol essere una figlia a prezzo ridotto, ma desidera gli stessi privilegi, titoli e prerogative dei fratelli».

I legali del re rispondono che solo un decreto reale, mai un giudice, può investire su una principessa

Clima gelido e tagliente in tribunale fra le due parti in gioco: Delphine e il padre re Alberto II. La loro fiction giudiziaria prosegue “a spron battuto” dal 2013, e per alcuni ha notevolmente influenzato sull’ abdicazione di re Alberto II, che per «salute malferma» ha dovuto cedere il trono al figlio Filippo. A giugno 2013 Delphine cita in giudizio il re belga: lui però ha l’immunità reale. Lei, nonostante tutto, spera di ricorrere sugli altri figli del re. Nel mese di luglio Alberto abdica e parte un processo. Legale ma non solo: anche mediatico.

Delphine Boel, figlia di re Alberto II, nata da una relazione extraconiugale

Il giorno stesso dell’abdicazione la baronessa nonché madre di Delphine, Sybille, va in tv e rivela tutta la verità (nient’altro che la verità). Una relazione clandestina durata ben 18 anni. Dal 1966 al 1984. Ovviamente il re ha sempre negato questa relazione extraconiugale. Frutto di questa liaison una gravidanza inaspettata. «Mi credevo sterile» nel 1969; le promesse continue del re di divorziare, vane per “ragion di Stato”. Cronaca giudiziaria o romanzo a puntate? Per scoprirlo basta aspettare il verdetto della Corte d’Appello che sarà pronunciato il 29 ottobre. Le pretese avanzate da Delphine saranno confermate?

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Written by valentinabissoli

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