Venezia 71, Salvatores e il party Jaeger-LeCoultre

Settimo giorno in Laguna

E’ passata una settimana dall’inaugurazione della 71esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, e il concorso entra nel vivo.

Durante il settimo giorno in Laguna sono stati presentati due film in gara per il Leone d’oro: lo svedese En duva satt på en gren och funderade på tillvaron (Un piccione si posò su un ramo per riflettere sull’esistenza) di Roy Andersson, con Holger Andersson e Nisse Vestblom e Nobi del giapponese Shinya Tsukamoto.

Durante la serata è stato consegnato il primo premio della kermesse a Thelma Schoonmaker, storica collaboratrice di Martin Scorsese.

La Schoonmaker è universalmente riconosciuta come uno dei più straordinari montatori cinematografici; non a caso ha conquistato ben tre Oscar per altrettanti capolavori della settima arte, Toro scatenato, The Aviator e The Departed nel corso della sua lunga carriera.

Questa è la prima volta che il Leone alla carriera della Mostra di Venezia viene attribuito a un artista del montaggio.

Oltre al corto O Velho do Restelo del regista portoghese di 105 anni Manoel de Oliveira, fuori concorso, invece, sono stati proiettati due lungometraggi tricolore.

Italy in a day di Gabriele Salvatores, di cui avevamo già parlato, l’esperimento di cinema collettivo ispirato ad un’idea già realizzata da Ridley Scott, con 627 video selezionati tra 44.197 arrivati da tutta Italia, ma non solo, al regista per raccontare una tipica giornata da italiani.

“Ottimismo più che rabbia, segno di dignità e tenerezza, la voglia di avere un futuro. Viene fuori un racconto di un giorno da italiani interessante, che colpisce e che vorrei che qualche politico vedesse”, ha detto Salvatores.

Dopo l’anteprima veneziana, la pellicola nata dal montaggio di oltre 2200 ore di immagini girate amatorialmente con telecamere, tablet e smartphone il 26 ottobre scorso, uscirà nelle sale come evento martedì 23 settembre e il 27 in televisione, su Rai3.

Accanto al lavoro di Salvatores, la Mostra ha proposto quello di Davide Ferrario: altro film di montaggio, ritratto novecentesco dell’Italia che scopriva lo sviluppo industriale e tecnologico, portava nelle case gli elettrodomestici e nelle strade le automobili per tutti.

Presentato nella sezione ufficiale fuori concorso, La zuppa del demonio prende il titolo dal termine usato da Dino Buzzati commentando un documentario industriale del 1964 sul lavoro nell’altoforno.
“Oggi è facile inorridire davanti alle immagini delle ruspe che fanno piazza pulita della degli ulivi centenari per costruire il tubificio di Taranto, che porta oggi il brad dell’Ilva, eppure per lungo tempo l’idea che la tecnica, il progresso, l’industrializzazione avrebbero reso il mondo migliore ha scompagnato soprattutto la mia generazione, quella nata durante il miracolo economico italiano”, ha dichiarato il regista.

Ma Venezia 71 è anche party esclusivi.

Jaeger-LeCoultre, per il decimo anno consecutivo partner del Festival, in attesa della consegna del premio Glory to the Filmmaker a James Franco in programma venerdì 5 settembre, ha ospitato un gala dinner presso la Scuola Grande di San Rocco.

Tra i fortunati ospiti, Cliwe Owen, impeccabile con uno smoking blu notte con camicia bianca della collezione Giorgio Armani, Cristiana Capotondi, Milla Jovovich, Miguel Angel Munoz e Scott Haze.

Le foto nella gallery!

Written by Monica

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