Chi è Ugbad Adbi, il nuovo volto della moda contemporanea

Ugbad Adbi non è solo il volto della moda della prossima stagione ma è anche la testimonianza di un cambiamento radicale nell’industria del fashion system. La sua storia parte dal 2009, da quando la piccola Adbi e la sua famiglia migrano in terre americane in cerca di asilo umanitario e di un futuro migliore. Questo futuro migliore lo trovano all’interno del campo profughi keniota, nello stato di Iowa, grazie anche al grande lavoro dell’UNICEF. Tuttavia, sarebbe più corretto sostenere che la storia di Ugbad Adbi abbia radici più profonde, nascenti nel 1885, quando un gruppo di musulmani, proveniente dal Libano e dalla Siria e in cerca di libertà religiosa arrivò nel Paese, stabilendosi nella città di Cedar Rapids, porprio in Iowa. Qui, incastonata tra le acque del Missouri e quelle del Mississippi, nasce e cresce la più antica comunità islamica del Midwest.

La settimana couture di Parigi era quasi a metà dell’opera quando Ugbad Abdi si rende conto che la sua vita sarebbe cambiata per sempre. La diciottenne, astro nascente del mondo della moda, era pronta a fare il suo debutto in passerella: il trampolino non era altro che lo spettacolo al Valentino Spring 2019, realizzato da Pierpaolo Piccioli. Ciò che non immaginava era di trovarsi vis a vis con uno dei suoi più grandi idoli. “Sono quasi svenuta perché non sapevo che Naomi (Campbell, ndr) fosse presente, figuriamoci proprio dietro di me!” racconta Abdi dopo essersi imbattuta nella “venere nera” durante le prove dello show. “È stata la sorpresa più grande perché non solo non sapevo chi avrebbe sfilato durante lo spettacolo ma anche perché non avrei pensato nemmeno di farne parte”.

Così, Ugbad Abdi diventa “Il volto”, un volto attorno al quale si sviluppano alcuni dei temi più belli e caldi del mondo moda contemporaneo. Inclusione: the first. Di progressi di moda inclusiva ne abbiamo parlato moltissimo durante questi ultimi mesi e il successo strepitoso di Ugbad è solo l’ennesima conferma di una sensazione. La moda sta cambiando e con lei la mentalità dei suoi “sudditi”. Appassionati o meno di passerelle e shooting, di copertine patinate e pubblicità aggressive nessuno potrà mai negare la bellezza di questa giovanissima donna, appena diciottenne, dal viso incorniciato nel suo prezioso hijab.

L’hijab, il segno di una dignità culturale si fonde con la moda contemporanea

L’hijab non è solamente un velo, o un foulard, l’hijab è un simbolo religioso, una tutela dignitosa, una zona di confort per affrontare il mondo. Il tipico copricapo indossato da Ugbad Abdi fa parte di una atavica tradizione islamica alla quale la modella non intende (e non dovrà) rinunciare solo per poter calcare passerelle e finire su copertine di riviste di alta moda. La vera rivoluzione è proprio questa: ogni scatto che ritrae Ugbad è un compendio espressivo tra moda occidentale (Marc Jacobs, Valentino, Chanel) e tradizione islamica, l’hijab appunto.

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E se solo qualche tempo fa il velo rappresentava una barriera ostativa alla comunicazione tra culture diverse, una sorta di “velata discriminazione” (talvolta neanche così velata), un elemento disturbatore per un occhio abituato alla pseudo libertà occidentale, oggi è diventata la roccaforte di una inclusione couture. E’ rassicurante, per chi vede nascere ed evolvere il prodotto “moda” ed è rassicurante per ragazze come Ugbad che possono concedersi il diritto di vivere la propria tradizione essendo contemporaneamente, e semplicemente, ciò che sognano di essere.

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I’m in American Vogue Couture Story while wearing my hijab?!!?! I’m always in disbelief of everything that I’ve been lucky enough to do in such a short amount of time but this one literally left me speechless. Thank you to everyone who made this possible. Words can’t do justice of how I’m feeling. This ones for little me who had a hard time dreaming of what I’m doing now because I couldn’t find anyone I felt represented me. This ones for my little sisters. This ones for who ever is inspired by me. Thank you to the dream team @tylersphotos @mr_carlos_nazario @susiesobol_makeup @jimmypaulhair and @joshuawerber for this dreamy hijab ??? Thank you to everyone at @voguemagazine for giving me a voice and for letting me be a part of this breathtaking story. ?

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Ora ho capito che noi donne musulmane possiamo essere tutto ciò che vogliamo essere” si emoziona Ugbad, “Le persone devono smettere di fare supposizioni, in realtà basta solo chiedere, le donne musulmane vorrebbero davvero condividere le loro storie ed educare le persone” racconta la modella alla rivista I-D durante un’intervista.

Ugbad indossa l’hijab dall’età di 14 anni e ad ispirarla è stata proprio la madre “le ho chiesto perché lo portava mi ha detto che la faceva sentire discreta e comoda” racconta Ugbad a I-D. L’hijab è talvolta un alibi discriminatorio nei confronti delle donne che sono obbligate o che scelgono di indossarlo. Qualche passo però si sta facendo e solo Arabia Saudita e l’Iran impongono, ancora oggi, di indossare l’hijab: considerando i 49 Paesi del mondo a maggioranza musulmana il dato non è francamente irrisorio. Solamente due anni fa, inoltre, la Corte di Giustizia Europea ha decretato la legalità dei divieti di utilizzo del velo nei luoghi di lavoro. Per Ugbad e anche per il mondo intero questi sono segnali di grande progresso sociale, un progresso che garantirà alle donne di religione islamica il diritto di definirsi “libere” nonostante indossino un velo.

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Written by Natalina Ginsburg

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