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Tag Heuer: tempo, passione, velocità

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Intervista a Paolo Cattagni

Pochi orologi e poche marche possono vantare una storia e un legame con lo sport, e con i motori in particolare, come quello di Tag Heuer. Una storia che diventa mito quando si parla di Monaco, Autavia, Carrera; un mito costruito sull’avanguardia tecnologica e sul legame con personaggi unici e carismatici, come Steve McQueen e Lewis Hamilton. Lo conferma a Luxgallery Paolo Cattagni, marketing director del brand.

Tag Heuer e i motori, un’associazione d’obbligo per gli appassionati di alta orologeria…
L’orologio Tag Heuer è un orologio sportivo di prestigio, che nel mercato italiano è associato al mondo del motor racing. Nel resto del mondo Tag Heuer ha una valenza legata anche ad altri sport: la vela, con la partnenship con China Team, lo sci, il golf con Tiger Woods, gli sport del mare, non professionali ma “da diporto”, con la collezione Acquaracer, che nei mercati caraibici, americani e orientali si sposa con questo particolare lifestyle, in un’ottica glamour. In Italia il legame coi motori si trova nel dna della marca, perché Tag Heuer per prima ha cronometrato i decimi e i centesimi di secondo, spostando il limite della gara da “uomo contro uomo” a “uomo contro tempo”. La misurazione sempre più efficace e precisa delle frazioni di tempo minime ci ha portati, negli ultimi 50 anni, a spostare l’attenzione da “quale auto ha tagliato per prima il traguardo” a “che tempo ha fatto segnare quell’auto”. Il percorso di Tag Heuer nel campo del cronometraggio sportivo è stato di prim’ordine ed è per questo che l’ambiente automobilistico mondiale ci ha riconosciuto un pedigree unico.

Motori e glamour, inoltre, si intrecciano…
A livello di glamour, nel 1969 Steve McQueen scelse il Monaco per averlo al polso nel film “La 24 ore di Le Mans”. La sua non fu solo una scelta estetica, ma una scelta dettata da due fattori fondamentali: primo, tutti i piloti del circus della Formula 1 avevano al polso un Heuer; secondo, il suo amico e pilota Jo Siffert, che in quei momenti lo aiutava nel setup delle riprese del film, aveva al polso un Autavia di Heuer per cui gli disse: “Steve, devi scegliere un Heuer“. Quale? La risposta era d’obbligo. In quel momento era appena stato lanciato il Monaco, il primo cronografo con cassa quadrata impermeabile, dotato di cronografo automatico: un movimento con una lunga serie di brevetti tra i quali il microrotore. Ecco quindi che un po’ il suo nome evocativo, Monaco, un po’ la tecnologia che racchiudeva davano all’orologio un allure unico e per questo Steve McQueen lo scelse per averlo al polso. Da lì un mito del quale Tag Heuer celebra quest’anno il 40esimo anniversario; per festeggiarlo, presenterà a Cortina la novità Monaco LS (linear seconds, ndr), ossia il Monaco reinterpretato 40 anni dopo.

Tag Heuer e la Coppa d’Oro delle Dolomiti. I perché di un binomio…
La Coppa d’Oro delle Dolomiti è un evento unico nel panorama italiano delle manifestazioni dedicate alle vintage car racing, dove vintage non deve significare vecchio ma deve rappresentare l’avanguardia di 30, 40, 50 anni fa. Questo è il primo stimolo che possiamo dare al partenariato, perché Tag Heuer è “Swiss avantgarde since 1860”, dove il concetto di avanguardia va inteso nell’ottica di retrospezione: vedere come il mercato automobilistico ha innovato nell’arco dei decenni. Questo è un punto fondamentale della collaborazione con Coppa d’Oro. Oltre a ciò, importantissimo è anche il contesto. Cortina è una località molto esclusiva, un luogo che fa tendenza da sempre. Il fatto che Tag Heuer sia presente lì con la liaison con l’auto d’epoca è ancora più rilevante.

Motori, vela, golf… Solo sport di prestigio per Tag Heuer…
Sport e prestigio per noi vanno a braccetto. Siamo una marca che promuove un orologio non tanto sulla base delle sue funzionalità quanto sul suo perfetto bilanciamento tra estetica e contenuto ed è il fatto caratteristico di Tag Heuer nel panorama orologiero. Non dimenticando che i nostri orologi hanno tutti un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il legame con gli sport di prestigio è poi esplicitato anche dai nostri testimonial: parliamo di Lewis Hamilton, Tiger Woods, Kimi Raikkonen…

A proposito: come sceglie Tag Heuer i propri testimonial?
La scelta è sempre reciproca. Tag Heuer sceglie degli ambasciatori che abbiano una storia sportiva e umana unica da raccontare. Lo stesso Leonardo Di Caprio, il nostro ultimo ambasciatore, è una persona votata al green, particolarmente impegnata dal punto di vista umano e personale nella salvaguardia dell’ambiente e che, professionalmente, ha fatto scelte controcorrente rispetto al sistema di Hollywood. I nostri ambasciatori sono quindi un team eterogeneo, con una grande attenzione per l’estetica e la sostanza e possono partecipare anche allo sviluppo dei nuovi prodotti. Con Tiger Woods abbiamo lanciato il Professional Golf Watch, studiato per il suo polso e di conseguenza adatto all’uso per tutti i golfisti. Raikkonen e Hamilton hanno al polso dei prototipi che a volte vanno in produzione e a volte no e che comunque testimoniano la loro vicinanza alla marca. E poi ci sono le nostre testimonial sportive come Maria Sharapova che rappresenta, con la sua giovane età, un volto ideale per un pubblico giovane che in un Tag Heuer può trovare un orologio di prestigio a un prezzo accessibile.

Come si posiziona Tag Heuer in Italia?
La scelta di Tag Heuer in Italia, come detto, è stata quella di mirare con molta attenzione a orologi dedicati al mondo del motorismo sportivo in generale. L’associazione di Tag Heuer è cross su tutte le marche di auto, che insieme alimentano il fuoco della passione per il mondo dei motori. Questo è il tema fondamentale, unito alla celebrazione del mito di Steve McQueen e del Monaco ma anche di modelli come il Carrera e il Grand Carrera, o la linea Tag Heuer Formula 1: tutte collezioni dedicate al mondo dei motori e agli amanti di questo mondo, ma nel senso più allargato del termine. Dentro un orologio batte infatti un cuore di micromeccanica, per cui tutti gli appassionati pensano al cronometraggio, alla cronografia e alla performance quando sentono parlare di Tag Heuer: questi elementi, ben mixati e shakerati, dicono che la cosa migliore da fare, in Italia, è associarsi al mondo dei motori.

Cosa che vi viene naturale…
La verità è nella nostra storia, perché siamo una delle poche marche che può vantare davvero un legame storico con i motori. Siamo stati cronometristi ufficiali Ferrari per più di 5 anni, poi cronometristi ufficiali della Formula 1, con precisione al millesimo di secondo; siamo andati in Nascar e negli Usa abbiamo cronometrato tempi con un decimillesimo di secondo di scarto: questo è il nostro savoir faire, quello su cui lavoriamo nel mercato italiano.

Novità in vista?
L’anno prossimo celebreremo i 150 anni della marca e sarà un ulteriore momento in cui mostreremo al mercato che cosa siamo in grado di fare. Anticipo che lanceremo il Monaco V4, il movimento sviluppato nel 2004 e presentato come concept a Baselworld; ancora una volta siamo stati la prima marca a interpretare l’idea di concept come accade nel mondo dell’automobile: presentare un concept a una fiera dell’orologeria dà dapprima l’ispirazione per sviluppare alcuni particolari nella produzione di serie e, in un secondo momento l’opportunità di introdurlo come orologio di produzione. Il Monaco V4 sarà in 150 esemplari, tutti in platino, al costo di circa 70mila euro l’uno.

C’è un testimonial che Paolo Cattagni vedrebbe bene per Tag Heuer?
Nessun’altro, perché abbiamo, a mio avviso, i migliori al mondo.

Davide PassoniFoto DPPI

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