Stranezze al museo – capitolo I

Dalla “rumenta” ai bonsaiArcheolgia, arte, auto d’epoca, scienza, storia: gli oggetti racchiusi in un museo possono essere di tipologie diversissime.
Basti pensare che in Italia esistono oltre 3000 musei, per la maggior parte dedicati ai settori appena citati.
Ce ne sono moltissimi, poi, che aprono una finestra curiosa su accessori e oggetti insoliti, a volte di uso comune ma che non si penserebbe mai essere oggetto di raccolte, studi approfonditi e protagonisti di storie secolari, tra cultura e folklore.

Spesso queste collezioni sono frutto di iniziative di privati che con cura e meticolosità hanno fatto della propria passione una missione, alla scoperta di aspetti del passato ignoti ai più.
Ecco alcuni dei musei più strani d’Italia e non solo, a volte gallerie uniche al mondo.

Cominciamo da quelli dedicati agli accessori più disparati e a quelli su materiali e nuove tecnologie, per passare in un secondo articolo a parlare di quelli all’insegna della cultura, della gastronomia, a quelli a soggetti inquietanti e a quelli stranieri.

La stravaganza in mostra

Ricordando la Collezione Lorenzi di rasoi – è l’unica al mondo – di Via Montenapoleone a Milano di cui vi abbiamo parlato tempo fa, ecco una carellata di musei italiani dedicati ad oggetti particolari.
A Gignese si trova il Museo dell’ombrello e del parasole vistato principalmente da stranieri con 150 pezzi di tradizione (www.gignese.it/museo).

Alla Campana sono dedicate due strutture. Quella di Agnone (Isernia) sorge vicino alla Fonderia Pontificia ‘Marinelli’, la più antica fabbrica di campane del mondo, e contiene una ricca raccolta di pezzi che vanno dal XIV secolo in poi (www.campanemarinelli.com). Il Museo degli Orologi e delle Campane di Uscio (Genova) è collocato nel vecchio stabilimento Trebino. I visitatori possono conoscere i segreti di tutte le fasi della costruzione degli orologi e di tutta la componentistica campanaria. Sono esposti una trentina di pezzi che raccontano la storia dell’orologio da torre. L’oggetto più antico è una campana medievale, risalente al 1290, di tre quintali (www.trebino.it).

E ancora il Museo dei Lucchetti a Cedogno (Parma), collezione raccolta da Vittorio Cavalli, con oggetti di ogni foggia e dimensione, alcuni da considerarsi quasi piccole sculture (www.museodeilucchetti.eu), Il Museo degli strumenti per il calcolo di Pisa, con strumenti vanno dal XVII secolo fino ai giorni nostri (www.fondazionegalileogalilei.it), il Museo della macchina da scrivere di Milano (www.umbertodidonato.org/museo/index.php?option=com_easygallery&Itemid=30), il Museo del modellismo storico di Voghenza (Ferrara, www.museomodellismostorico.it).

A Fermo troviamo il Museo della Pipa (www.museodellapipa.it ), il Museo delle etichette a Cupramontana (Ancona, www.cadnet.marche.it/cupramontana/museo.html), a Celle Enomondo (Asti) Il Museo delle Candele (www.asticera.it), a Modena il Museo della Figurina (www.museodellafigurina.it) e il Museo dei Cavatappi a Barolo (Cuneo, www.museodeicavatappi.it).

Gli appassionati di motori potranno visitare il Museo delle pompe di benzina a Palazzolo Milanese (Milano) con circa 8000 pezzi tra distributori di carburante, latte dell’olio, utensili vari, disegni tecnici, materiale pubblicitario e gadget con il marchio delle società del settore
(www.museo-fisogni.org).

Chi ama i bonsai ha a disposizione il Museo Crespi di Parabiago (Milano) con esemplari secolari, vasi e libri antichi sull’argomento (www.crespibonsai.it).
Esiste anche la Mostra Permanente delle Ciprie presso l’Olfattorio di Torino (www.cithera.it) e il Museo della Parrucca a Elva (Cuneo, www.parrucchesoma.it).

Per finire, non possiamo non citare il Museo delle Curiosità della Repubblica di San Marino, in cui tra le altre cose, si possono ammirare un orologio che rilascia profumi diversi a seconda dell’ora, una trappola per pulci, delle tazze da the per uomini baffuti (www.museodellecuriosita.sm).

Spazzatura e vento sono arte

Numerosi anche i musei che, con lo scopo dell’educazione ambientale, fanno approfondire tematiche particolari legate alle materie prime, al reciclo e all’energia pulita.
A Genova, a novembre 2011, ai Magazzini dell’Abbondanza nel Porto Antico, troverà spazio il Museo della “rumenta” (spazzatura in dialetto ligure), che illustrerà ai visitatori con il linguaggio dell’arte e della scienza le nozioni essenziali sul ciclo dei rifiuti, sul loro riutilizzo, sulla raccolta differenziata, e sull’arte fatta coi rifiuti.
L’idea è nata da una proposta di di Renzo Piano. A Cedegolo Valcamonica (Brescia) ecco il Museo dell’energia idroelettrica, multimediale, multisensoriale, interattivo e dinamico, per seguire in prima persona tutte le tappe del “viaggio dell’acqua”. E infine il Magazzino dei venti di Trieste dove si può scoprire come si misura la velocità del vento, quali sono i venti del Mediterraneo, approfondire il tema dell’energia eolica, leggere curiosità e caratteristiche della Bora e giocare con il vento (www.museobora.org).

Vedi anche: Stranezze al museo – capitolo II

Written by Redazione

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Il materasso è d’oro