Da Gaugen a Klimt: il Simbolismo a Ferrara

Il Palazzo dei Diamanti ospita la rassegna dal 18 febbraio al 20 maggio

Oltre cento capolavori provenienti da raccolte pubbliche e private di tutto il mondo offriranno al pubblico italiano la possibilità di approfondire la conoscenza di una delle più affascinati correnti artistiche con la rassegna “Il Simbolismo. Da Moreau a Gaugin a Klimt” , dal 18 febbraio al 20 maggio al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

Organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e curata da Geneviève Lacambre con la collaborazione di Dominique Lobstein e Luisa Capodieci, la mostra ripercorre i momenti salienti di questa stagione artistica, dalle opere dei precursori del movimento, a quelle realizzate oltre la soglia del Novecento.

Ordinati secondo un allestimento cronologico, dipinti, sculture e opere su carta di oltre cinquanta artisti documentano i diversi temi che ricorrono nella produzione simbolista: la vita e la morte, lo scorrere del tempo, il sogno e la riflessione, il mistero e i grandi miti.

La prima sezione della mostra è intitolata agli anticipatori del clima di fine secolo, che crearono opere gremite di simboli e raffinate allegorie: Moreau, Puvis de Chavannes, Böcklin, Rossetti, Burne-Jones e Rops.

Odilon Redon, artista che nelle sue “inaspettate apparizioni” tradusse in segno grafico e pittorico un’interpretazione fantastica della realtà, chiude la sezione dei precursori e inaugura quella dedicata alla piena fioritura del movimento. Protagonisti di questa seconda parte del percorso espositivo sono il complesso esotismo di Gauguin e gli eleganti arabeschi dei Nabis, gli artisti della Rosacroce, tra cui Khnopff e Delville, sacerdoti di un’arte misteriosa e fuori dal tempo. Li affiancano gli animatori delle esposizioni del Groupe des XX e quelli della Libre Esthétique a Bruxelles, che ospitarono anche Rodin, Klinger e Beardsley, i tedeschi Thoma e Von Stuck, gli artisti dell’Europa dell’Est e l’intima parafrasi simbolista di Munch.

La parte conclusiva della mostra è dedicata all’estetismo raffinato delle Secessioni, in particolare quella viennese guidata dalla carismatica figura di Klimt, creatore di dipinti in cui la preziosità delle linee e dei colori si fonde con elementi figurativi di peculiare realismo. Accanto a lui e ad alcuni celebri maestri italiani come Previati, Segantini e Pellizza da Volpedo, a chiudere la rassegna sono List e Hodler. Con le loro magistrali opere questi artisti attestano la vitalità della poetica simbolista anche oltre la soglia del Novecento.

Il Simbolismo
L’atto di nascita ufficiale del movimento risale al 18 settembre 1886 quando, su “Le Figaro”, Jean Moréas pubblica il Manifesto del Simbolismo, documento che promuoveva una «nuova arte» capace di dare voce all’interiorità e all’immaginazione mediante il potere evocativo del simbolo. Tuttavia, già a partire dagli anni Sessanta, un’analoga esigenza era stata avvertita da alcuni visionari anticipatori che, con le loro opere, avevano esplorato i territori dell’irrazionale e del fantastico recuperando, al contempo, la lezione dei grandi maestri del passato. La loro poetica, ispirata alla musica, alla letteratura e ai grandi miti, aveva aperto orizzonti inaspettati nel panorama figurativo europeo e fu presa ad esempio dalla generazione successiva.
Nelle sue molteplici espressioni, il Simbolismo si affermò sullo scorcio del secolo come una vera e propria corrente artistica, alternativa sia allo stile accademico che alle più avanzate tendenze del Realismo e dell’Impressionismo. Sospeso tra il rimpianto per un “paradiso perduto” abitato da angeli, demoni, dei ed eroi e la volontà di dare espressione all’inquieta sensibilità contemporanea, esso rappresenta un ponte tra l’Ottocento e il Novecento e costituisce una delle premesse fondamentali delle Avanguardie storiche.

Il Simbolismo. Da Moreau a Gaugin a Klimt
Dal 18 febbraio al 20 maggio
Ferrara – Palazzo dei Diamanti

tel. 0532.244949
fax. 0532.203064
[email protected]
www.palazzodiamanti.it

Avatar

Written by Redazione

Le emozioni della vela: intervista a Paolo Vianson

Portogallo e Hong Kong per Pershing