Un cubo itinerante contro la contraffazione

In difesa della ricerca, del design e dello stile

Il diretto paragone delle opere di design e delle loro brutte copie per sollecitare l’interesse per il problema della contraffazione, portando ‘il corpo del reato’ direttamente nelle piazze italiane, invitando, anche il passante più distratto alla riflessione sul problema: è questo che ha portato alla creazione del cubo itinerante che, partendo il 26 maggio da Riccione, sarà esposto in molte città italiane.

All’interno dell’enorme parallelepipedo di plexiglass di 3 metri per 3, sono esposte al centro creazioni di pregiata manifattura italiana prodotte e distribuite legalmente, mentre, nei quattro angoli è volutamente ammassata in modo disordinato merce contraffatta e realmente sequestrata.

Presentato dall’Aimpes, associazione nazionale dei produttori di pelletteria, in occasione del Mipel The bagshow, il cubo è divenuto emblema della lotta contro i falsi.

A supportare queste efficaci immagini, sul cubo, oltre allo slogan Da noi i falsi sono banditi, sono stati inseriti opportuni testi, tradotti in quattro lingue che descrivono il problema.

L’inaugurazione
Il cubo itinerante inizia il suo viaggio attraverso l’Italia debuttando a Riccione. Venerdì 26 maggio 2006 alle ore 17.00 ci sarà la sua inaugurazione ufficiale, alla presenza delle autorità del Comune ospitante, dove rimarrà per tutta l’estate nelle vicinanze del centralissimo Viale Ceccarini, fino a settembre.

Riccione rappresenta un’importante meta turistica che ospita nel periodo estivo migliaia di persone, ed inoltre, vanta un concreto impegno sul territorio attraverso l’operatività del NAC (Nucleo Anti-Contraffazione) del corpo di polizia locale.

Il problema della contraffazione
La contraffazione e l’abusivismo provocano un danno di dimensioni ormai catastrofiche per il mercato della pelletteria italiana a scapito di migliaia di posti di lavoro e dell’intera economia del Paese.

Una enorme fetta di mercato è appannaggio di chi produce sfruttando i minori, non rispettando le leggi vigenti, contravvenendo a qualsiasi norma. Si va dalla produzione clandestina negli scantinati alla distribuzione illegale sulle strade, sulle spiagge, nelle stazioni.

Acquistare un prodotto contraffatto, quindi con marchio copiato, o fare shopping agli angoli delle strade contribuisce ad alimentare l’abusivismo commerciale.

Quando si acquista un prodotto contraffatto si è inoltre perseguibili dalla Legge italiana tanto quanto chi lo vende.

Inoltre, un acquisto fuori dai canali legali di distribuzione sostiene il crimine organizzato, lo sfruttamento minorile e l’evasione fiscale.

www.aimpes.it
www.mipel.it

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Written by Redazione

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