Sandys.ht, lo sportswear è hi-tech

Alessandro TacchiniSandys.ht è un brand giovane e dinamico, guidato con entusiasmo dall’amministratore delegato Alessandro Tacchini, figlio di Sergio Tacchini. Il marchio è sostenuto da persone che hanno lavorato con Sergio Tacchini per anni e ancora oggi desiderano lavorare su idee brillanti e innovative. Alessandro Tacchini parla a Luxgallery della filosofia del brand e delle proprie passioni.

Sandys.ht: come nasce questo nuovo marchio e a chi si rivolge?
Il nome prende origine dalla vecchia ragione sociale della nostra precedente attività – Sandys -, riaggiornato, rielaborato e integrato dal suffisso .ht, che vuole legare il marchio al mondo moderno, internet nello specifico, oltre a ribadire l’obiettivo di prodotto che il marchio si prefigge: un prodotto moderno e sofisticato (high touch), con l’utilizzo di materiali e caratteristiche tecnologici (high tech).

Materiali, tagli e colori: quali i plus delle collezioni Sandys.ht?
Materiali di mano laniera ma resistenti all’acqua e al contempo anche in grado di far evaporare il sudore (c-change); imbottiture leggere (prima loft) con caratteristiche di coibenza assimilabili alla piuma pur con grammature minime per capi di attacco stagione; soft shell, materiali elastici ma antivento e resistenti all’umido; primeflex, materiale stretch e resistente all’acqua in grado di riprendere la trama del tessuto originale senza lasciare le tipiche “borse” dei materiali stretch; cuciture termosaldate e/o accoppiate, per evitare inutili e poco estetici spessori; tira-zip ergonomici; zip gellate resistenti all’acqua; cappucci ergonomici con inserti di lycra. Colori caldi quali mastice, panna, verdoni, abbinati a colori più sportivi quali grafite e indaco, senza però rinunciare ai classici nero e blu notte.Outfit300

Quanto pesa “l’eredità” di un cognome importante come Tacchini per un marchio giovane come il vostro?
Non è un peso, anzi, è la garanzia che dietro questo progetto ci sono piu di 40 anni di competenza nel settore. Nasce dalla mia volontà di portare sul mercato un prodotto comodo, sobrio e funzionale: l’esperienza accumulata in questi anni nello sport ha fatto il resto. Grazie alla globalizzazione, i gusti dei consumatori non sono più così distanti fra un Paese e l’altro, come fino a pochi anni fa, e questo può facilitare una più rapida introduzione commerciale e il gradimento a livello internazionale.

C’è un personaggio, uomo o donna, che vedrebbe bene come testimonial del brand?
Non ho ancora trovato un personaggio che possa incarnare questo brand, anche se forse un moderno James Bond, un giovane Sean Connery, potrebbe essere un valido veicolo per questa nuova linea di prodotti moderni e allo stesso tempo tecnologici. Se ci fosse un James Bond donna…

Quanto è importante il web nelle vostre strategie di comunicazione e vendita?
Ormai è imprescindibile – è, fra l’altro, parte integrante del marchio – sia per la comunicazione sia per il commerciale, anche se in realtà le vendite on line altro non sono che un’evoluzione delle vendite per corrispondenza, che in Italia non hanno mai avuto successo mentre in altri Paesi hanno sempre rappresentato un’importante fetta di mercato; il vantaggio è che, grazie alle vendite on line, si possono toccare consumatori in Paesi dove non per forza esiste una stabile organizzazione commerciale.

Che sport pratica Alessandro Tacchini?
Ovviamente tennis, sci e, saltuariamente, golf. Ho dovuto rinunciare, come tanti altri amici della mia età, alle partite a calcetto e lo rimpiango molto, ma ne va dell’integrità fisica. Tennis e sci sono una vecchia passione, anche se ormai sono diventate quasi un lavoro, visto che seguo i miei figli nei tornei di tennis e nelle gare di sci e nella maggior parte dei casi mi tocca fare da osservatore o da consigliere…

Quali sono i piccoli-grandi lussi che un imprenditore di successo non si fa mancare?
Decidere di potersi fare 48 ore di  vacanza con la moglie, senza prole, nei momenti in cui tutti, o quasi, lavorano.

Davide Passoni

Avatar

Written by Francesca

Boffi, 75 anni di qualità e design

Silvano Lattanzi, la cultura del bello