Rolex

Storie di orologiLa storia di Rolex, marchio che ha saputo legare il proprio nome al concetto di orologio di lusso, fino quasi a divenirne sinonimo, inizia all’alba del XX secolo, quando il fondatore, il tedesco Hans Wilsdorf, muove i primi passi come costruttore di segnatempo a La Chaux-de-Fonds.

La prima intuizione di Wilsdorf fu quella di puntare sugli orologi da polso, anticipando i tempi e intuendo che presto avrebbero preso il sopravvento sugli allora diffusissimi modelli da taschino.

Trasferitosi a Londra nel 1905, vi fondò insieme ad un socio la Wilsdorf & Davis, concentrandosi inizialmente sulla distribuzione di segnatempo prodotti da partner svizzeri, tra i quali la Maison Aegler di Bienne, che nel 1920 sarebbe diventata la Manufacture des Montres Rolex SA, con sede a Ginevra.

Intanto, nel 1908, era nato il brand Rolex. Wilsdorf lo coniò pensando a un nome che fosse breve, facile da ricordare e semplice da pronunciare in tutte lingue: una trovata di marketing incredibilmente moderna.

Nel 1910 arriva il primo grande riconoscimento, il certificato di cronometro di prima classe assegnato dalla Scuola di Orologeria di Bienne a un movimento della maison per orologi da polso, un risultato mai raggiunto prima.

Alcuni anni dopo il ritorno in Svizzera, nel 1926, vede la luce una pietra miliare della storia Rolex, l’Oyster, il primo orologio da polso impermeabile mai costruito, reso ancor più iconico dalla sua lunetta zigrinata.

L’anno dopo l’Oyster attraverserà la manica al polso di Mercedes Gleitze, una nuotatrice londinese che può essere considerata la prima testimonial di un orologio.

Il 1931 è un altro anno fondamentale per Rolex, durante il quale nascono i primi meccanismi automatici di ricarica e viene lanciato il logo del marchio, la corona a cinque punte.

Tra gli anni ’40 e ’50 la collezione Oyster si amplia con il Perpetual Datejust del 1945 e il Perpetual Day-Date del 56, due modelli che introducono rispettivamente l’indicazione della data e quella del giorno della settimana.

Nello stesso periodo nascono anche il Perpetual Submariner, con la sua corona graduata per mostrare i tempi di immersione, e il Perpetual GMT-Master, tanto amato dai piloti di linea e presto divenuto l’orologio ufficiale di molte compagnie aree, tra le quali la storica Pan Am.

Gli anni ’60 si aprono con la scomparsa del fondatore, l’avvento dell’era dei movimenti al quarzo e vedono nascere modelli come il Cosmograph Daytona e il Sea-Dweller, mentre i ’70 e gli ‘80 sono quelli della seconda generazione Oyster.

Nel 1992 arriva l’Oyster Perpetual Yacht-Master, un segnatempo che sarà in grado di rinsaldare il legame tra Rolex e il mondo delle regate veliche, che rappresenta uno dei pilastri della visione strategica del brand.

Il nuovo secolo si apre con la nuova versione del Cosmograph Daytona, dotato del rivoluzionario movimento 4130, una summa delle conoscenze tecniche Rolex, e vede in seguito apparire il nuovo Yacht-Master II.

Rolex e Mercedes Gleitze

Nel 2008 la maison riafferma la propria leadership nel settore degli orologi waterproof con l’incredibile Oyster Perpetual Deepsea, impermeabile fino a 3900 metri di profondità.

Quest’anno infine, con l’Oyster Perpetual Sky-Dweller, il marchio ha dimostrato ancora una volta la propria capacità di innovare, producendo un orologio che all’interno della sua magnifica cassa da 42 mm può vantare una tecnologia protetta da ben 14 brevetti.

Presentato all’ultima edizione di Baselworld, è il primo modello Rolex a mostrare insieme sul quadrante doppio fuso orario e calendario annuale, mentre dodici piccole finestre in corrispondenza di ogni ora si occupano di segnare il mese in corso.

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Written by Redazione

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