Pugnitello, vino esclusivo

Per gli amanti dei veri sapori della Toscana

Il vino che non ti aspetti. Introverso ed enigmatico, fin dal nome: Pugnitello. Un vino per chi cerca i sapori veri, i profumi intensi, lontano dagli scaffali ben illuminati dell’enoteca sotto casa. Stupire senza abbagliare, Pugnitello si rivolge a un pubblico ristretto, che non si ferma alle poche notizie scritte sulla retro etichetta o all’interno di qualche frettolosa guida.

Indicato per una cena importante, per chi vuole distinguersi portando a tavola una più che valida alternativa ai tanto, forse troppo, conosciuti Chianti e Brunello. Un vino di nicchia, con solo 16mila bottiglie prodotte ogni anno. Un vino che sa di Toscana, antica, storica, piena di tradizione. Una tradizione fatta di nomi difficili, forti, ruvidi, ma schietti e immediati. Pugnitello: un vino, un vitigno. Niente giri di parole, niente complicati esercizi di branding.Pugnitello è un antico vitigno autoctono, riscoperto dall’Azienda San Felice, produttore attento alla ricerca e alla rivalutazione del territorio toscano, delle sue vigne e dei suoi vini. Una ricerca iniziata alla fine degli Anni ’60 con un attento studio sul Sangiovese, prodotto in purezza in vini come “Il Grigio“, e sul Colorino utilizzato per produrre il “Poggio Rosso“. Uve autoctone, ma senza perdere di vista anche i grandi vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, presenti nel “Vigorello“, uno tra i primi Super Tuscan.

Il Pugnitello rappresenta l’ultima tappa di questo percorso coraggioso, lontano dalla tentazione di fare vini “facili”, immediati, per un grande pubblico. Carattere fiero e caparbio, il Pugnitello si distingue, già al primo colpo d’occhio, per l’intensità del colore, un rosso violaceo, compatto che, con il tempo, si “addolcisce”” verso tonalità più calde. Portando il bicchiere al naso, ci si ritrova avvolti dalla piacevole complessità dei profumi. In primo piano un bouquet di frutta di bosco a bacca rossa, seguita da prugna matura, sentori di cuoio, leggere venature erbacee e nuance di pepe nero. Una volta in bocca, il Pugnitello mostra il suo carattere grintoso e vigoroso. Pastoso e concentrato, mostra una discreta componente alcolica (12,8%) e una buona acidità. Un esplosione di aromi di frutta a bacca rossa, sempre più matura al crescere degli anni di affinamento in cantina. I tannini sono evidenti, anche se morbidi e per nulla invadenti. Segno della buona capacità del Pugnitello di invecchiare e di evolvere.

Per gli appassionati dei dati tecnici: il Pugnitello fermenta a contatto con le bucce per 20-25 giorni, all’interno di contenitori d’acciaio. Successivamente, affina in botti di rovere francese da 225 litri, per 18-20 mesi e in bottiglia per altri 8 mesi.

Per i buongustai: il Pugnitello, a tavola, predilige secondi piatti tipici della campagna toscana, carni rosse, ma soprattutto selvaggina (lepre e cinghiale) e formaggi mediamente stagionati. Imperdibile con il maialino di cinta senese arrosto, servito con contorno di fagiolini.

Il Pugnitello si colloca su una fascia di prezzo importante, circa 30 euro in enoteca, in linea con l’alta qualità del prodotto e della gamma dell’Azienda San Felice.

Danilo della Mura

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Scritto da Monica

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