Priya Ahluwalia e la sua moda politicizzata: gli sprechi non sono fashion

La designer londinese Priya Ahluwalia ha studiato la sua heritage nigeriana e indiana per portare alla luce la storia dell’industria dei rifiuti di abbigliamento e per mostrare come l’abbigliamento second hand può essere usato in modo significativo. Le sue collezioni sono sportive, giocose e riportano un messaggio estremamente delicato.

Vincitrice indiscussa

Priya, vincendo H&M DESIGN AWARD 2019, segue le orme del vincitore del 2017 Richard Quinn, che è diventato uno dei nomi più influenti della moda. E’ stata scelta come vincitore da una giuria internazionale che includeva Christiane Arp, redattore capo di Vogue tedesco; il vincitore dello scorso anno H & M Design Award, Stefan Cooke; emittente e consulente Camille Charrière; Il regista di stile Highsnobiety Jan-Michael Quammie; lo scrittore Charlie Porter; I consulenti creativi di H & M, Ann-Sofie Johansson e Margareta van den Bosch.

«Priya è così appassionata, con una storia che risuona con così tante culture e sfondi diversi. Può essere un leader, mostrando all’industria che la moda può essere sia bella che rispettosa dell’ambiente» afferma Ann-Sofie Johansson, consulente creativo di H & M. Le collezioni stesse prendono ispirazione dall’idea di abiti di seconda mano, rielaborati in modo da rivolgere uno sguardo al futuro, mettendo insieme diverse parti di denim e giacche di nylon, oltre a gilet in maglia patchwork, ispirati agli uomini indiani che Priya stessa ha visto indossarli, nonostante il caldo soffocante. «Guardando le pile e i fasci di tutti questi diversi indumenti che si confondevano l’uno con l’altro, è stato allora che ho pensato all’idea di creare patchworking per creare un nuovo tessuto», spiega la designer.

Attivista o creativa?

Sebbene ci sia un messaggio politico evidente dietro il suo processo creativo che da forma alle sue collezioni, non è qualcosa che la designer Priya vuole dipingere nei volti delle persone, piuttosto, vorrebbe fargli considerare le cose da una prospettiva diversa, fornendo nuovi spunti di riflessioni, una sorta di presa di coscienza. «La moda è veloce ed aumenta sempre di più il suo battito, crescendo a dismisura, il che è difficile da rallentare o addirittura arrestare, perché posso capire perché la gente ormai si aspetta tutto e subito», continua. «Quando però vedi le conseguenze che questo spreco procura non puoi far altro che metterti una mano sul cuore e pensare a cosa potresti fare nel tuo piccolo per mediare questo disagio». 

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Scritto da Erika Barone

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