L’Aida apre la stagione del Teatro alla Scala

L’opera di Verdi torna a Milano

Sta per aprirsi il sipario sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, che, come di consueto, inaugura la stagione di opera e balletto il 7 dicembre, giorno della festa del Santo Patrono.

L’evento culturale e mondano quest’anno sarà accompagnato dalle note dell’Aida di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Chailly con regia e scene di Franco Zeffirelli e costumi di Maurizio Millenotti.

Come sempre il cast riunisce artisti d’eccezione come la lituana Violeta Urmana interprete di Aida, al debutto nel ruolo in forma scenica, Roberto Alagna, che interpreterà Radamès, Carlo Guelfi, grande interprete della produzione verdiana, la rumena Ildiko Komlosi. A interpretare le coreografie di Vladimir Vassiliev, Luciana Savignano, Roberto Bolle e Myrna Kamara.
L’Aida sarà replicata il 10, 12, 14, 17, 19, 22 dicembre 2006 e il 3, 5, 9, 12 gennaio 2007.

“La vicenda della schiava etiope Aida affonda le radici nell’antico Egitto. Il soggetto, tuttavia, non interessò Verdi per gli effetti esotizzanti che se ne potevano facilmente ricavare: il compositore non utilizzò temi “etnici”, né strumenti particolari al di fuori delle trombe diritte (che egiziane, comunque, non sono). L’ambientazione esotica, semmai, era il punto di partenza per sperimentare quel rinnovamento dell’opera italiana che per Verdi, e per il pubblico dell’intera penisola, era un’esigenza primaria di quegli anni.

Per sottrarre il melodramma nazionale alla gabbia di schemi e convenzioni, Verdi creò un ibrido, una sorta di grand opéra italiano, attingendo ai modelli francesi degli anni Sessanta. (…) Ma altrettanto evidente della volontà di rinnovamento, nell’opera, è il legame con la più autentica tradizione italiana. (…) Non c’è dubbio che al grande successo e alla popolarità di quest’opera concorrano da una parte l’invenzione melodica rigogliosa, che si manifesta in pagine accattivanti come “Celeste Aida”, dall’altra gli apparati scenici grandiosi, la marcia trionfale del secondo atto, le danze, i cori, le pagine di color locale disseminate un po’ ovunque.

Aida è un titolo ideale per le grandi rappresentazioni all’aperto, all’Arena di Verona come alle Terme di Caracalla a Roma. Eppure, il baricentro della più spettacolare tra le opere verdiane sta in un conflitto di natura tutta privata, che permette a Verdi di spingere a fondo l’introspezione psicologica. Come in tutto il suo teatro, in Aida Verdi mette in atto quei meccanismi drammatici, concisi e pregnanti, che incatenano l’attenzione dello spettatore facendo leva – più che sugli aspetti esteriori – sul dramma interiore dei personaggi che agiscono sulla scena.” Da “L’opera in breve” di Claudio Toscani, dal programma di sala del Teatro alla Scala.

Per informazioni:
Tel. 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org

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Written by Redazione

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