Prelibatezze in “Sinfonia”

Intervista allo Chef Giacomo GaspariIl Seven Stars Galleria dal 7 marzo 2007 rappresenta l’eccellenza di Milano, con le sue 7 suites affacciate sul cuore del capoluogo meneghino, la famosa Galleria Vittorio Emanuele II.

Fiore all’occhiello di The Small Leading Hotels of the World, il Seven Stars Galleria by Town House fa del servizio alla persona il suo primo obiettivo. Il maggiordomo diventa un assistente personale a 360° e lo chef un sarto capace di disegnare menù su misura, unico al mondo.

Stiamo parlando di Giacomo Gaspari, Chef Executive del ristorante “La Sinfonia” che, a uso esclusivo degli ospiti, prepara gustosi piatti a 7 stelle.

Il rapporto con i clienti inizia al loro arrivo, con un piccolo test per capire le caratteristiche della persona e creare un menù ad hoc. “Per raggiungere un totale benessere è bene seguire le indicazioni dei Dosha Ayurvedici – dice Gaspari – che si dividono in tre tipi: Vata, Pita, Kapha. A seconda del soggetto, si ricercano le varie caratteristiche abbinate“.

Ecco cosa ci ha raccontato il celebre Chef.

Com’è iniziata la sua collaborazione con il Seven Stars Galleria?
Collaboro con la famiglia Rosso da più di 20 anni e da sempre cerchiamo di offrire ai nostri ospiti un’alimentazione mirata nella ricerca del benessere totale. Dopo anni di studi oggi sono in grado di costruire un menù che si basa sulle caratteristiche della persona. La mia filosofia è “dai al tuo corpo quello di cui ha bisogno, non quello che vuoi tu”. Nell’alimentazione è molto importante scindere corpo e mente.

Che ingrediente non può mancare nella sua cucina?
L’acqua, è fonte di vita, un elemento primordiale che ci ricorda nella sua purezza l’importanza della vita.

Da che cosa prende ispirazione per le sue creazioni?
Guardando le persone per cui cucino. Ognuno di noi ha delle caratteristiche differenti e, di conseguenza, delle esigenze differenti. Alla base della mia teoria c’è il rapporto che ogni persona ha con i cinque elementi: acqua, terra, fuoco, spazio e aria. Se dovessimo fare un paragone sportivo, un Pita è uno sprinter, un Vata è un maratoneta e un Kapha è un pesista. Un Pita, ad esempio, avrà bisogno di un menù non piccante, preferibilmente fresco e che sappia appagarne la golosità che lo contraddistingue. Io gli proporrei un antipasto di carpaccio di salmone e capesante, degli gnocchi di ricotta con colì di pomodoro fresco. Per secondo un filetto di orata agli agrumi e infine un sufflè freddo alle fragole.

Gusto raffinato e design del piatto: come si trova il giusto equilibrio?
La parola chiave della mia cucina è naturalezza. Quello che faccio è offrire piatti sani e semplici che i miei ospiti possono riprodurre a casa. Per questo abbiamo anche pensato di ideare dei corsi di cucina one-to-one. Quello che rende speciale e senza prezzo la cucina del Ristorante “La Sinfonia”, infatti, è che è unica al mondo. Non esiste un luogo dove lo Chef costruisce un piatto su misura come se fosse una abito perfetto e questo è reso possibile dal fatto che il Seven Stars Galleria è una piccola e lussuosissima casa.

Wellness first?
Per vivere a lungo la cura di ciò che mangiamo è essenziale e non sto parlando solo di qualità. Quello che serve al nostro corpo per la sopravvivenza è aria, acqua, sale e potassio e la nostra alimentazione deve essere calibrata su questi elementi senza dimenticare il fattore climatico e le abitudini di vita. Io non darò mai una spremuta d’arancia o una centrifuga di mele, ma un’arancia o una mela perché ciò che serve veramente al nostro organismo sono le fibre. E questa teoria la metto in pratica ogni giorno su me stesso e sulla mia famiglia, prima ancora che con i nostri ospiti. Quel che posso dire è che i miei figli mangiano una mela e un pezzo di grana prima della loro partita di basket e riescono a correre tutta la partita, mentre i loro compagni fanno fatica e qui, al Town House, nell’ultimo anno nessuno è stato a casa per malattia.

E per la prova costume?
Gratificatevi con un sufflè al lampone. Bianco d’uovo, zucchero, un cucchiaino di Philadelphia e qualche lampone. Guarnite poi con una spolverata di cacao. La vostra golosità sarà appagata e le calorie ingerite saranno come una tazzina di caffè con una bustina di zucchero.

Francesca Zottola

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