Porca vacca: una nuova idea di osteria

Milano ha un nuovo ristorante che punta sulla carne, sulle materie prime, sulla carta dell’olio e quella del sale

Un messaggio d’auspicio si unisce alla vocazione alla carne nel nome della nuova osteria di Milano, il Porca Vacca. Lo stile degli interni, progettati da Irene Carzoli, riprende le coordinate tipiche dell’osteria mixandole con elementi di arredo contemporaneo, con un risultato minimal ma accogliente grazie ai toni caldi che ben si sposano con i quadri di Brunella Rossi, esposti alle pareti fino al 16 luglio. A colpire la scala di ingresso che porta al soppalco, elemento decorativo della sala da cinquanta coperti. Lo spazio esterno, che dà su Piazzale Lavater, mette a disposizione nella bella stagione altri venti coperti.
Sono previste per l’estate altre esposizioni e una serie di degustazioni.

La cucina

Lo chef Andrea Chiriatti propone la cucina tradizionale italiana arricchita e rivisitata in base alla sua esperienza – è stato, tra le altre cose, assistente di Michel Bourdin al Connaught Hotel di Londra e chef al Simon Boccanegra di Firenze – e alla scelta delle materie prime, selezionate tra i prodotti Dop.
Come già detto, è protagonista la carne in una rielaborazione artistica dei piatti che prevedono metodi tradizionali di cottura, come il grill su vetroceramica il vapore e il forno. Grande attenzione, inoltre, è riservata alla presentazione delle portate.

Le paste dei primi – come i ravioloni con ripieno di patate al battuto di carni magre – sono fresche e preparate “in casa” con farine e verdure biologiche.
Carni argentine e toscane – si va dalla classica bistecca alla fiorentina al filetto di vitella alla milanese, dalla braciola di manzo alla salvia al filetto di maiale con puntine croccanti – sono in buona compagnia degli imperdibili salumi della Spagna e dell’Argentina, Serrano e Pata Negra, quelli toscani dell’Antica Macelleria Falorni, le bresaole della Val Chiavenna, i formaggi DOP rigorosamente artigianali.
Non mancano proposte anche per i vegetariani più intransigenti, come lo sformatino di verdure con tofu e olio profumato al timo.
Particolare attenzione è riservata ai dolci, grande passione dello chef.
Da non perdere la pappa al pomodoro profumata al basilico.

Le carte
La grande attenzione ai particolari viene dimostrata dalla carta dell’olio e da quella del sale. Quest’ultima prevede la scelta da parte del cliente tra il sale marino del Madagascar con erbe aromatiche creole, sale marino nero delle Hawaii, sale rosa dell’Himalaya, e ancora pepe bianco Muntok indonesiano, pepe rosa del Sud America, pepe verde dell’India, peperoncino frantumato del Nord Africa. “Una particolarità a cui i clienti non sono ancora abituati – spiega lo chef Andrea Chiriattima che presto impareranno ad apprezzare”.

La Carta dei Vini, creata in collaborazione con Francesco Schiamone, appassionato sommelier e grande professionista che opera da anni a Milano come consulente per importanti ristoranti e locali, annovera vini italiani autoctoni provenienti da vitigni predefiniti come Morellino di Scansano, Tignanello Sassicaia, Barbaresco di Gaia, Compagnoni Francia Corta, Inama, Tocai rosso, Schioppettino, Terre di Giumara.

Porca Vacca
Piazzale Lavater (angolo via F. De Filippi)
20129 Milano
Tel. +39 02 20520503
Fax +39 02 20420665
[email protected]
http://www.osteria-porcavacca.it/

Aperto a pranzo e cena
Chiuso sabato a pranzo e domenica

Caterina Varpi

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Written by Redazione

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Qualcosa di più di una spaghettata!