Profumo: tra estetica e comunicazione

Ecco l’olfattoteca

Il Datchforum di Assago ha ospitato dal 23 al 25 settembre il Congresso Internazionale ‘Les Nouvelles Esthetiques’, l’evento di riferimento per il mondo della bellezza che ogni anno diventa il punto d’incontro per gli operatori del settore dell’estetica e della cosmetologia e traccia le linee guida per le nuove tendenze che si affermeranno nell’anno successivo.

Al talk show di apertura hanno partecipato i più illustri esponenti del settore, Diego Dalla Palma, Stefano Zecchi, Andrea Bovero, Guido Rovesti e Stefano Bader. Tra i temi principali, l’estetica e il mondo dei profumi, due realtà sempre più vicine. Le fragranze, infatti, non sono più sentite solo come eccipienti per cosmetici o riempitivi per ambienti, ma come fortissimi strumenti di comunicazione.

Nella società moderna, violentata da messaggi visivi spesso forti e invasivi si avverte la necessità di potersi affidare, oltre alla vista, anche ad altri sensi, meno espliciti, più mediati, ma ugualmente efficaci. Questo concetto sta alla base della polisensorialità, un fenomeno che domina la scena delle mode più recenti.
Proprio per rendere l’evento più interattivo, Intertrade Europe ed Herbarium, gruppo leader nella distribuzione dell’alta profumeria, ha creato un’olfattoteca, un percorso che si è sviluppato attraverso una serie di installazioni olfattive che hanno consentito ai visitatori di entrare in contatto diretto con le diverse famiglie di odori. Clive Christian, Carthusia, Bond no. 9, Miller Harris, Esteban, Andreé Putman, Tann Rokka sono i brand che hanno reso possibile la creazione dell’olfattoteca grazie alle loro esclusive creazioni.

La famiglia di profumi agrumati è caratterizzata da accordi freschi e leggeri, quelli, ad esempio, di Little Italy di Bond no. 9, dedicato al quartiere italiano di New York, con accenti di mandarino, pompelmo, clementine, mandarancio, gelsomino, muschio puro. Nei profumi ciprioti, invece, il contrasto tra la freschezza del bergamotto e la profondità del muschio di quercia trova mirabile sintesi, come in X Women di Clive Cristian, moderno e misterioso, con note di edera, pesca, mandarino di sicilia, bergamotto, rabarbaro, ananas, karo karounde, reseda, rosa, gelsomino egiziano, mughetto, giglio fiorentino, patchouli, cedro, vetiver, labdano, vaniglia, muschio cashmere.

La famiglia dei profumi fioriti è caratterizzata dall’accordo olfattivo tutto “tessuto” di note floreali. Fresco e fruttato, Peonia di Esteban, in cui la peonia è esaltata da un tocco di litchi e prugna cinese. Percezione legata all’odore di frutti freschi come la fragola, il lampone, la pesca, l’ananas, l’albicocca contraddistingue i profumi fruttati come Aria di Capri di Carthusia, una fragranza fresca, con le originali note fiorite della mimosa e quelle delicate e coinvolgenti del giaggiolo e del gelsomino.

L’accordo che accomuna i profumi di più mitica tradizione, provenienti soprattutto dall’Asia è quello orientale, profondo, avvolgente, marcatamente dolce, persistente e sensuale, indicati soprattutto per la sera o nella stagione invernale. Kisu di Tann Rokka, ispirato ai rituali dei bagni giapponesi, ha fragranti note di testa di Ylang Ylang e Legno di Rosa che si armonizzano con note di Legno di Cedro e caldi Muschi Orientali, definiti da un armonioso accordo di Marina dell’Asia.

Il fatto che manchino, fin da bambini percorsi di formazione sul modo delle fragranze, come quelli che ci educano ad esempio alla musica, fa sì che manifestiamo delle lacune profonde in relazione alla capacità di riconoscere e definire anche i più banali tipi di odore. L’olfatto è un senso che, come tutti gli altri, deve essere allenato e affinato, ma che possiede, in più, il privilegio di riuscire a creare un contatto intimo e profondo tra la realtà e l’immaginazione.

Gli interventi al talk show hanno toccato gli sviluppi della ricerca scientifica degli ultimi anni nel campo dell’olfatto e sui numerosi segreti svelati relativi al forte legame esistente tra i profumi e le emozioni. Ora c’è bisogno di definire delle linee guida che consentano un utilizzo sempre più razionale delle fragranze, ma per fare questo è necessario prima di tutto raffinare la ‘cultura olfattiva’, partendo proprio dagli operatori del settore della bellezza e del benessere. Se si considera che gli odori sono tra i fattori che influenzano maggiormente il nostro subconscio, è curioso che si rivolga ancora così poca attenzione all’utilizzo razionale dei profumi.

La branca della scienza che studia l’influenza dei profumi sulle scelte del consumatore è il marketing olfattivo, una disciplina che negli ultimi anni ha riscosso un notevole successo, supportato dagli ottimi risultati osservati in termini sperimentali. A questo punto diventa interessante poter diffondere questa cultura e poterne sperimentare direttamente i vantaggi, dalla propria casa al posto di lavoro, per arrivare ad ottimizzare l’utilizzo delle fragranze e fare un po’ di ordine in quel grande caos olfattivo in cui siamo immersi.

www.herbarium.it

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Written by Redazione

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