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Noleggiare i vestiti, anziché comprarli: la tendenza che sta spopolando in Cina e Stati Uniti

Dalla Cina all’America, passando per il Regno Unito. Quella del noleggio di vestiti di ogni tipo è la tendenza del momento. Una rivoluzione nel campo della moda che cambierà le nostre abitudini e soprattutto ci renderà più felici spendendo almeno la metà.

Chissà quante volte il sabato sera vi sarà capitato di esclamare la classica frase: «Non ho niente da mettere!». Magari anche di fronte ad un armadio stracolmo di vestiti, che nulla ha da invidiare alla miglior fashion blogger. Eppure quello di comprare resta un istinto irrefrenabile nelle donne: non sono poche le ragazze che non riescono a resistere ad un paio di scarpe nuove o a non entrare in un negozio se in vetrina ci sono dei minidress dalle tinte pastello o dei jeans a vita alta da urlo. E non pensate che gli uomini oggi siano da meno. Cosa fare dunque? Spendere l’intero stipendio? Molto spesso succede poi che quel vestito tanto agognato venga messo una sola volta. Come rimediare? Riciclare?

Una soluzione c’è e viene dalla Cina. A dire il vero è una tendenza che oggi sta spopolando un po’ in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti, dove è stata impiegata per la prima volta all’inizio degli anni 2000. Perché comprare i vestiti quando si può benissimo noleggiarli? Lo si fa con le auto, perché non provare con i capi d’abbigliamento? Sembra un’idea assurda, ma non sono poche le case di moda che hanno sposato appieno questa nuova filosofia: dalla cinese YCloset all’americana Rent-to-runaway, ma anche Le Tote di San Francisco e Girl Meets Dress di Londra. Ma come funziona nello specifico? In pratica, basta scegliere uno dei pacchetti proposti dalle aziende che aderiscono all’iniziativa del noleggio dei capi d’abbigliamento per accedere ad una area apposita. Finora il servizio attivo negli Usa, in Cina e nel Regno Unito ha funzionato soltanto per per capi particolari, come smoking e abiti da sera, ma l’idea ora è di estenderlo ad ogni cosa: t-shirt, giacche, maglioncini, pantaloni, cappotti, etc … ma anche accessori e soprattutto di diffondere questa tendenza in altri paesi, tra cui l’Italia, da sempre tra i pionieri del mondo della moda. Come scrive la BBC, la cofondatrice di Rent-to-runway è decisa a «mettere fuori mercato H&M e Zara». L’iniziativa del noleggio potrebbe, infatti, mettere ko molti marchi comuni che vendono capi di abbigliamento a cifre non molto alte. L’idea è decisamente interessante, soprattutto perché come assicura la fondatrice di Girl Meets Dress di Londra, quando il sistema si consoliderà, il pubblico arriverà a spendere la metà di oggi. Insomma più opzioni, più outfit, meno soldi da spendere. 

Jiang Chacha di YCloset crede che l’idea del noleggio dei capi di moda sia pronta per diventare mainstream. Tale progetto comporterebbe anche un miglioramento a livello ambientale: basta gettare i capi che non servono più, una volta noleggiato il vestito per un tot di ore o giorni, esso può essere tranquillamente restituito in negozio, e si può prenderne un altro. E così via. Ne viene fuori una sorta di Netflix o uno Spotify della moda, insomma. Michael Wang di YCloset, ha dichiarato a tal proposito di «puntare sul mercato dell’abbigliamento giornaliero di moda casual, quello in cui le persone possono indossare i nostri prodotti al lavoro, durante il fine settimana e anche a una festa!».