Niki Lauda, muore un pezzo di storia: da pilota di F1 a imprenditore e dirigente

Manager poliedrico e curioso, Niki Lauda è stato un personaggio multitasking

E’ morto all’età di 70 anni l’ex pilota austriaco Niki Lauda, leggenda della Formula 1. Era ricoverato in una clinica privata in Svizzera per problemi ai reni. Otto mesi fa aveva subito un trapianto di polmone. Lauda vinse tre titoli mondiali nel 1975, 1977 e 1984 con McLaren e Ferrari. Rimase gravemente ustionato in un incidente quasi fatale nel 1976.

Pilota di F1 ma anche di aerei. Manager poliedrico e curioso, Niki Lauda è stato un personaggio multitasking, capace di battersi su più fronti e di interagire con varie realtà. Subito dopo essersi ritirato definitivamente dalle corse (alla fine del 1985) diventò dirigente della Tv commerciale tedesca Rtl e nella metà degli anni ’90 fu consigliere della Ferrari, ultimo legame ufficiale con la scuderia che lo rese celebre.

Da lì diede spazio ad un’altra delle sue più grandi passioni: gli aerei

Nel 1979 nacque Lauda Air, con Niki ai comandi dei suoi jet ma anche al centro di una tragedia della quale ha sempre portato il segno nel cuore: lo schianto di un 767 poco dopo il decollo da Bangkok. Lauda Air è esistita fino al 2002: poi, dovendo affrontare anche serie difficoltà gestionali, fu assorbita nel Gruppo Lufthansa ad eccezione di Lauda Air Italia, brand che continuò ad operare autonomamente.

Dodici mesi dopo nacque Fly Niki, una compagnia low cost che nel 2011 sarebbe confluita in Air Berlin tanto quanto Laudamotion, l’ultimo cimento aviatorio dell’asso austriaco. Nel 2001 fu il primo race director – e poco dopo team principal – della Jaguar Racing, che aveva rilevato la Stewart Grand Prix: la scuderia che dal 2005 sarebbe diventata Red Bull.

In qualche modo, insomma, Niki ha posto le basi di un team che sarebbe arrivato a dominare e che oggi, assieme alla Ferrari, è il grande rivale della Mercedes. Le Frecce d’argento. Lauda le abbracciò dal settembre 2012, acquisendo delle quote e diventando ‘presidente non esecutivo’ del team. Un ruolo particolare, uno dei tanti che Lauda si è conquistato negli anni e che l’ha reso il mito di cui oggi scriviamo le gesta.

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Scritto da Erika Barone

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