New York Fashion Week AI 2014-2015, giorno tre

Il meglio visto in passerella

Weekend di sfilate e grandi eventi quello appena trascorso nella Grande Mela palcoscenico della New York Fashion Week.

Il calendario fittissimo di sfilate ha vesto scendere in passerella alcune delle maison più attese con le loro collezioni autunno inverno 2014-2015.

Vediamo gli highlights della terza giornata di kermesse.

Gli anni ’70 sono protagonisti della passerella targata Jill Stuart.
Ogni outfit è costruito giocando con i volumi. E così, cappotti over di lana p maxi mantelle in velluto si indossano in abbinamento ora a mini abiti ora a maxy dress in entrambi i casi dalla silhouette lineare.
I contrasti sono anche materici come nel caso di inserti in pelle, giochi di trasparenze o ricami iper femminili.

Se durante il primo giorno Max e Lubov Azria hanno presentato la collezione BCBG Max Azria, ecco che protagonista della terza giornata della kermesse newyorkese è stata la collezione Hervé Léger by Max Azria.
Al centro l’ennesima rivisitazione del bandage dress, marchio di fabbrica della maison. Non mancano inserti di pelle, giochi di texture effetto 3D, orli e tagli strategici e così via.

Prabal Gurung torna alle origini e per il prossimo inverno ha portato in scena una collezione che prende ispirazione dal Nepal, sua terra d’origine. I capi mescolano accenti etnici e dettagli sensuali. Il risultato è contemporaneo nelle forme e nei colori intensi.
Immancabile l’uso del drappeggio che rende elaborate e complesse anche le linee più semplici e non manca nemmeno lo studio sui volumi.

Il lusso secondo Joseph Altuzarra.
Alla New York Fashion Week è andata in scena una collezione costruita per raccontare il significato di eccellenza secondo il giovane designer francese.
Il risultato è un insieme di finiture superbe, dettagli perfetti, esecuzioni impeccabili. In passerella sono saliti cappotti a vestaglia in cashmere double in colori a contrasto, abiti in crepe costruiti a pannelli verticali, mantelli in visone multicolore assemblati a patchwork, top e tuniche tessuti a telaio con filati grezzi dall’effetto a rilievo e blousons oversize in teddy portati con sensuali abiti in satin.

E’ partita dallo stile di vita amish Amy Smilovic per costruire la collezione autunno inverno 2014-2015 di Tibi. Lo fa, naturalmente, utilizzando chiavi di lettura moderne te dettagli urbani.
In passerella sono saliti capispalla in feltro e lana, coat in mohair, maglieria over, sciarpe con frange, caftani, giacche e pantaloni morbidi e così via tutto declinato utilizzando tessuti maschili.

Prova di creatività per Alexander Wang in passerella e non solo.
Al designer la banalità non piace, sfida il disagio della logistica e sceglie come location per il suo defilè i Navy Yards di Brooklyn, e precisamente gli spazi enormi della Duggal Greenhouse.
Dedicata a una donna pronta ad affrontare anche le condizioni più estreme, la collezione autunno inverno 2014-2015 vede protagoniste armature fashion, capi “mutanti” che cambiano tonalità cromatiche al soffio del calore emanato, tessuti tecnici e così via.
Grande l’attenzione alle proporzioni soprattutto dell’outerwear e ai dettagli, come i profili a contrasto e gli abbinamenti di texture.

Di grande impatto la performance targata Moncler Grenoble. Come di consueto per la maison svizzera più che di una sfilata si è trattato di un vero e proprio spettacolo, portando l’alta montagna al centro di Manhattan semplicemente utilizzando suoni e suggestioni visive, freddo polare e cori alpini.
Remo Ruffini, patron della griffe, anche quest’anno il modo di parlare del “solito piumino” che per la prossima stagione è d’ispirazione anni Sessanta, super tecnico e stretch, abbinato a pellicce a pelo lungo o in mix con la maglieria o in tye&dye.

Rigorose le proposte per il prossimo inverno di Ruffian che raccontano “l’opulenza monacale” tra tessuti pregiati e linee d’ispirazione ecclesiastica tutto pensato per riscrivere un nuovo concetto di glamour.
Per Lacoste, invece, la New York Fashion Week è l’occasione per rilanciare lo stile sporty-chic. Per il prossimo inverno, Felipe Oliveira Baptista parte da una visita a Chantaco, il campo da golf costruito alla fine degli anni ’20 dal patrigno di René Lacoste.
Confermata la passione per le stampe vivaci, quasi esotiche, di Mara Hoffman mentre Monique Lhuillier affida alle tonalità scure il suo concetto di eleganza e sobrietà.

Sabato 8 febbraio sono saliti in passerella anche: Adeam, Rebecca Taylor, Ostwald Helgason, Christian Siriano, Alexandre Herchcovitch e Calla.

Nella nostra gallery tutto il meglio della terza giornata di New York Fashion Week.

Written by Francesca

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