Natura, fotografia e tecnologia

Le mostre di gennaio 2010Il 2010 si apre nel segno dell’arte con numerose mostre che hanno preso il via o stanno per essere inaugurate nel mese di gennaio. Particolari gli aspetti analizzati, da poco conosciuti lavori di fotografia alla tecnologia durante l’Impero Romano, ai protagonisti meno noti dell’arte.

Da Van Gogh a Iodice

Sono diverse le esposizioni dedicate ai protagonisti noti e meno noti dell’arte moderna e del Novecento.
Se a Venezia la Ca’ Pesaro ospita “Le Forme del moderno”, rilettura della celebre collezione d’arte moderna  a lungo non fruibile, “Bortoloni Piazzetta Tiepolo: il ‘700 veneto”, in programma alla Pinacoteca di Palazzo Roverella di Rovigo dal 30 gennaio al 13 giugno, svelerà l’arte di Mattia Bortoloni a confronto con altri artisti del Barocco veneto. Tra i capolavori esposti, vanno segnalate alcune opere giovanili del Tiepolo come la “Gloria di San Domenico” e le “Tentazioni di Sant’Antonio”, accanto a prove di soggetto mitologico quali “Diana e Atteone” e “Il Giudizio di Mida” concessi dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Del Piazzetta sarà in mostra una struggente pala raffigurante l’“Estasi di San Francesco” proveniente dal Museo Civico di Vicenza, accanto ad una prova giovanile di Sebastiano Ricci raffigurante “Ercole al Bivio”, proveniente dalla storico Palazzo Fulcis di Belluno. La mostra sarà arricchita da una preziosa sezione di bozzetti dei più grandi frescanti del Settecento.

I Musei San Domenico di Forlì dal 24 gennaio al 20 giugno ospitano una mostra tutta dedicata ai fiori “Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh”. A partire dal dipinto della “Fiasca fiorita” ancora di dubbia attribuzione (le ipotesi oscillano tra Caravaggio e Cagnacci), verranno raccolte opere incentrate sul tema dei fiori di pittori illustri come Rembrandt, Cagnacci, Gentileschi, Dolci, Delacroix, Hayez, così come Monet, Manet, Cezanne, Renoir, fino a Van Gogh. Verranno ripercorsi tre secoli di pittura che ha per protagonista l’elemento floreale, con il suo rilievo simbolico e la sua intensità.

Ancora il Futurismo. A Brescia la Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea presenta fino al 9 aprile “Regina. Futurismo, Arte concreta e oltre”, ovvero l’intero percorso creativo della scultrice futurista lombarda Regina Cassolo Bracchi (Mede, 1894 – Milano 1974) dagli esordi degli anni venti alle ultime produzioni degli anni settanta, in una delle più complete antologiche mai realizzate, con oltre 140 opere tra sculture, disegni, taccuini e bozzetti, alcuni di questi assolutamente inediti e mai sino ad oggi esposti.

Lavori di diverse discipline possono essere ammirati a Parma al Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta fino al 25 aprile grazie a “Novecento – Arte, Fotografia, Architettura, Moda, Design”, con oltre mille opere della collezione dello Csac (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), il maggiore fondo sul Novecento esistente in Italia, per la prima volta in mostra. Tra i nomi: Schifano, Burri, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi nell’arte; Armani, Versace, Ferré, Krizia nella moda; Man Ray, Iodice, Ghirri, Giacomelli nella fotografia; Sottsass, Munari, Castiglioni, Mari per il design; Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella per l’architettura.

Infine una rassegna particolare dedicata alla fotografia. A Roma presso l’Istituto Nazionale per la Grafica è in programma dal 29 gennaio al 5 aprile “La Persia Qajar. Fotografi italiani in Iran 1848–1864” dedicata all’attività di un gruppo di fotografi italiani che operarono in Persia negli anni 1848-1864, sotto il regno di Nâseroddin Shah, della dinastia qajar (1831-1896). L’identificazione e il recupero della loro opera, ancora oggi poco conosciuta, hanno consentito di aggiungere alla conoscenza della storia della rappresentazione fotografica un episodio singolare e di particolare significato, sia per la cultura fotografica italiana, sia per la vicenda fotografica iraniana, mettendo in luce l’originale contributo fotografico italiano fuori dei confini nazionali, in particolare per quel capitolo della storia della fotografia dell’Ottocento che riguarda il viaggio in Oriente e la costruzione della sua immagine nella cultura letteraria e visiva occidentale.

L’arte dei nostri giorni

Per chi ama l’arte contemporanea ecco due segnalazioni al femminile.

Al Macro di Roma è visitabile “Macroradici del Contemporaneo: a Roma la nostra era Avanguardia” che accompagna il pubblico alla scoperta di una Roma d’avanguardia, tra laboratorio critico e underground: un racconto per immagini dedicato all’attività di Graziella Lonardi Buontempo, per scoprire come una grande passione per l’arte contemporanea ha dato vita a una nuova visione della cultura.

La Galleria RussoAsso di Quadri di Milano propone l’evoluzione delle nuove tendenze nel settore della pittura, investendo su giovani artisti non ancora noti al grande pubblico. In questo contesto è stata ideata “La materia dello sguardo” di Roberta Coni. Il lavoro dell’artista nasce da una lunga ricerca verso il profondo e l’interiorità, in una dimensione psicologica che fonda con intensità la sua pittura, in un percorso dove le scelte stilistiche hanno seguito l’evoluzione del suo personale linguaggio iconico. La ricerca pittorica indaga non solo la forma ma anche la materia stessa: l’artista utilizza una tecnica mista di olio, colla, acrilico e cera fusa, che rendono l’impasto e la texture pittorica più densa e corposa.

Storia e tecnologia

Chi ha al seguito la famiglia ed è interessato ad aspetti poco conosciuti della scienza e della tecnologia non può perdere due mostre di Roma e Trento.

Fino al 5 aprile al Museo della Civiltà Romana è visitabile “Machina. Tecnologia dell’Antica Roma” che racconta come la vastità dell’Impero Romano fosse basata sulla tecnologia oltre che sull’organizzazione politica. Per la prima volta sono svelati al pubblico i segreti delle macchine che hanno contribuito alla costruzione e alla gestione dell’Impero. Oltre cento gli esempi di tecnologia suddivisi tra reperti archeologici, ricostruzioni virtuali, macchine, meccanismi e opere in scala. 47 calchi dalla collezione del Museo della Civiltà Romana e 32 frammenti, tra cui degli inediti provenienti dall’Antiquarium comunale, arricchiscono e completano la mostra. Attraverso le macchine esposte, ricostruite ex-novo dall’artigiano fiorentino Gabriele Niccolai sulla base di studi di reperti e testimonianze, è possibile comprenderne i principi tecnologici di funzionamento e la manovrabilità.

Al Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento è di scena dal 29 gennaio al 30 giugno 2010 “Spaziale! Astronomia in mostra”, un viaggio lungo l’evoluzione dell’astronomia, dai suoi esordi fino al futuro. Tutto intorno al fulcro rappresentato dalla mostra, un fitto insieme di attività collegate, spettacoli scientifici, rappresentazioni teatrali, corsi di astronomia, osservazioni programmate in concomitanza di particolari avvenimenti astronomici, l’apertura, a quota 1400 metri, sul Monte Bondone che sovrasta Trento, del nuovo osservatorio presso la “Terrazza delle Stelle”. Ma anche l’emozione pura di osservare le stelle ad alta quota, in nottate di osservazione e parole presso i rifugi alpini della Sat; un progetto sul territorio denominato “stelle in biblioteca” e tante altre occasioni, per un anno tutto a contatto con i corpi celesti. In “Spaziale!” il filo rosso narrativo sarà costituito dalla rappresentazione della natura che l’umanità si è data nel corso dei secoli, riferita in particolar modo agli spazi siderali: la luce, le distanze, le masse e i moti dei corpi celesti che sono poi i nuclei fondanti dell’astronomia, così come gli strumenti scientifici a disposizione degli astronomi per conoscere l’Universo.

All’estero

“Van Gogh – The artist and his letters” è ospitato dalla Royal Academy di Londra. Dalla raccolta epistolare, associata a disegni e schizzi, emerge un profilo della ricerca estetica di uno degli artisti più celebri.

Disegni, acquarelli e manoscritti inediti testimoniano invece gli inizi dell’egittologia con una grande mostra “Ippolito Rosellini e gli inizi dell’Egittologia” che prende il via al Cairo il 26 gennaio e durerà fino alla fine di febbraio. La rassegna documenta la spedizione franco-toscana in Egitto del 1828-29.

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Written by Redazione

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