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#Myconfidentbeauty, modella sì ma prima di tutto donna come tutte le altre

“Avere confidenza con la propria bellezza”, o meglio, #myconfidentbeauty. È questo il progetto di punta del famoso brand di intimo Yamamay cui ho avuto l’opportunità di collaborare come modella. Un progetto che vuole rivolgersi a tutte le donne, senza distinzioni. Una campagna che sfata il mito della perfezione a ogni costo, che invita ogni donna a valorizzare anche quello che può essere considerato un “difetto” come punto di forza, unicità.

Le particolarità fisiche ormai si sono estinte a favore di una chirurgia estetica che rende tutti troppo simili, stereotipati. L’ossessione della perfezione estetica ha fatto si che dimenticassimo la concezione della “vera” bellezza, quella che viene da dentro. Si, perché la bellezza è un concetto più interiore che esteriore. Per sentirsi “belle” è importante accettare il proprio corpo ed avere la consapevolezza che non sempre ci si può sentire ” perfette”.

Sono stata scelta come una delle testimonial di #myconfidentbeauty perché volevano rappresentare donne vere, belle per quello che sono, naturali, senza fotoritocchi, completamente diverse da quelle che si vedono spesso nei cataloghi di moda (plastificate con Photoshop) e sulle passerelle, scheletriche ed evanescenti. Come modella rappresento un punto di rottura nel fashion system, più vicina ai canoni delle modelle anni ’90, molto alte e formose.

#myconfidentbeautyLa mia tenacia e determinazione mi hanno aiutata a raggiungere buoni obiettivi nel modeling, nonostante dei punti a sfavore, “difetti”, come un seno abbondante (terza) che per la moda rappresenta già  un limite importante. “Ho un seno abbondante e in passato cercavo di nasconderlo, poi ho capito che non era assolutamente un difetto ma una cosa che mi rendeva unica e ho cercato di valorizzarlo al meglio […] ho accettato com’ero e adesso sono contenta del mio corpo”. Queste sono le mie parole all’interno dello spot trasmesso da Yamamay.  Talvolta una particolarità che può rappresentare apparentemente un limite si trasforma (grazie ad una maggiore consapevolezza di sé) in una carta vincente. Tutto sta nel sentirsi in “confidenza” con il proprio corpo, amarsi per quello che si è ed essere sicuri di se stessi ” nonostante tutto”.

Essere una “plus model” è una cosa che all’inizio mi ha pesato. Perché entrare ogni giorno in un’agenzia e sentirsi dire “hai troppo seno”, “guarda i fianchi”, è una cosa ingiusta. Che poi parliamo di una taglia 40-42 come la mia. Quindi è stato difficile perché ai casting venivo spesso scartata per una taglia in più di seno. Allora ho cambiato atteggiamento verso me stessa. Ho capito che le mie curve potevano diventare la mia carta vincente e di conseguenza ne dovevo andare fiera valorizzandole il più possibile. “Se vi piaccio così bene, altrimenti va bene lo stesso” mi son detta. E oggi sono completamente soddisfatta del mio corpo e della mia carriera.

Per questo ho accettato subito questo progetto #myconfidentbeauty  e l’ho preso a cuore dal primo istante. Ho sentito la responsabilità di trasmettere messaggi positivi a tutte le donne. È stata una bellissima esperienza lavorare con tutto il team Yamamay , un’emozione unica. Gli addetti ai lavori , dal video alla fotografia, dall’art director ai truccatori sono stati gentili e carini con ognuna di noi senza distinzioni. Le altre testimonial sono ragazze comuni, della porta accanto, sorridenti e sicure di se stesse, senza nessun imbarazzo. Sono rimasta molto sorpresa, a volte neanche le modelle professioniste lavorano con questa serietà e disinvoltura davanti all’obiettivo fotografico.

Per una di loro era la prima volta sul set, una o due testimonial sono state scelte attraverso uno street-casting. Si respirava un’aria di forte entusiasmo merito anche della scenografia da sogno che non aveva niente da invidiare a quella delle top model. Ognuna di loro rappresentava il suo mondo, (dalla ballerina alla ragazza che studia all’università) e tutte hanno espresso il loro essere “donna” all’interno di diverse realtà. La mia partecipazione al progetto è stata l’aggiunta finale (più glamour) che ha deciso l’azienda.  L’unica modella come immagine ma con una storia molto significativa da raccontare.

Ho avuto la possibilità di scoprire una mia nuova espressività nelle foto, molto più naturale, lontana dal classico modo di posare da modella, dove si cerca a ogni costo di valorizzare il fisico e la perfezione anatomica. Ero semplicemente me stessa. All’inizio è stato difficile perché ero abituata a posare da modella, ma poi ho capito che la naturalezza è la forma essenziale della bellezza e mi sono lasciata andare. È stato un lavoro che mi ha arricchita molto interiormente.

Un’esperienza che mi ha cambiata e mi ha onorata il fatto di essere potenzialmente un punto di riferimento e un esempio per gli altri. Questa campagna la porterò sempre nel cuore e sicuramente continuerò a sostenere la bellezza naturale, autentica, reale. Nella moda come nella vita di tutti i giorni. Perché come diceva Cocò Chanel: «Per essere insostituibili bisogna essere unici».

Valentina Bìssoli

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Scritto da valentinabissoli

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