Nasce il Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Realizzato dalla Fondazione del famoso atelier Alinari, si inaugura il 28 ottobre un grande itinerario in 7 spettacolari sezioni

Mancava all’Italia un Museo Nazionale della fotografia. Adesso c’è. Nasce a Firenze ed è legato al nome della Fratelli Alinari, l’atelier fiorentino di fama internazionale. Si chiamerà infatti MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia, e sarà inaugurato il 28 ottobre nello storico complesso delle Leopoldine in piazza Santa Maria Novella.

Sette sezioni ricche di rare immagini, strumenti e preziosi oggetti d’epoca, e una novità scientifica assoluta: le foto che i ciechi possono vedere. Due le aree espositive: la prima per le mostre temporanee di cui èstato stilato un calendario che vedrà la partecipazione di eventi esclusivi, l’altra, per le esposizione permanenti è ideata come percorso storico-contemporaneo e realizzata con criteri scientifici e didattici attingendo alle ricchissime collezioni Alinari.

E’ un itinerario di grande fascino che attraversa l’epoca dei pionieri, il mondo nuovo dell’immagine tecnicamente riproducibile che rivoluziona le possibilità di conoscere e vedere, gli anni del boom, dei progressi tecnologici incalzanti che creano un mercato accessibile a tutti, della fotografia che raffina il suo linguaggio fino a diventare arte, dei gadget infiniti.
Centinaia le fotografie rare, gli oggetti vintage, le apparecchiature del passato e quelle più moderne. Il percorso inizia dal 1839, anno dei primi dagherrotipi, e approda alle immagini digitali e ai fotocellulari dei giorni nostri.

La prima sezione curata da Monica Maffioli mostra le origini della fotografia, dalle prime immagini su lastra d’argento, ai dagherrotipi, realizzati dopo l’annuncio dell’invenzione di Daguerre (7 gennaio 1839) fino alle prime stampe fotografiche. Si passa poi all’età d’oro della fotografia, a cura di Italo Zannier che racconta gli anni dal 1860 al 1920, ossia, l’evoluzione della tecnica e l’affermazione della fotografia come arte autonoma. Vedute di paesaggi e riproduzioni di opere d’arte raccontano l’inizio della sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi e tecnologie e il confronto con le grandi correnti artistiche.
Charles-Henri Favrod segue la terza sezione quella riferita agli anni tra il 1920 e il 2000 ossia l’avvento delle avanguardie , una selezione di opere dei maggiori protagonisti del Novecento, che hanno arricchito la nostra cultura visiva con vere e proprie icone del nostro tempo contribuendo a trasformare la fotografia in una forma d’arte contemporanea.

Dopo questo percorso all’interno della storia si aprono percorsi paralleli. Maria Possenti cura, infatti, la sezione di Immagini in trasparenza una ricca serie di originali da osservare in trasparenza per comprendere le caratteristiche dell’evoluzione delle ‘matrici’ della fotografia.
La fotografia custodita, rara raccolta di album delle più varie fogge, dimensioni, materiali, nonché le lavorazioni delle copertine è raccontanta da Luigi Tomassini.
Le ultime due sezioni accompagnano i visitatori in un inedito perorso attraverso gli strumenti della fotografia dal 1839 al 2000 a cura di Maurizio Rebuzzini e una raccolta di carte intestate, documenti, cartoline, pubblicità, ma anche di ceramiche, vetri, stoffe, gioielli, mobili, oggetti di vario uso, cornici, comprese in quanto elementi di rilievo per la storia della fotografia a cura di Guido Cecere.

Il percorso per non vedenti è sicuramente il fiore all’occhiello del museo. È una collezione di 20 immagini ricreate in rilievo per essere viste dai ciechi attraverso il tatto. E’ un esperimento realizzato per la prima volta al mondo, in collaborazione con la Stamperia Braille della Regione Toscana.

Il progetto è dell’architetto Armando Biondo (Studio Arktre) , l’allestimento dell’architetto Luigi Cupellini, l’ideazione scenografica del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore per un nuovo tesoro di Firenze, un museo della modernità di eccezionale valore culturale per celebrare la più giovane tra le arti figurative nella città più famosa per i beni culturali.

Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia:
Largo Alinari 15, Firenze
Tel 055.23951
fax 055.2382857
[email protected]
www.alinarifondazione.it

MNAF
piazza S. M. Novella 14a r Firenze,
Orario: 9,30 -19,30; sabato fino alle 23,30, chiuso mercoledì
Tel: 055.216310
fax 055.2646990
[email protected]

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Written by Redazione

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