E’ morto Karl Lagerfeld, l’iconico direttore creativo di Chanel

Karl Lagerfeld è morto. Lo confermano voci vicine a Chanel, la maison di cui l’iconico stilista è stato direttore artistico per oltre trent’anni. Lagerfeld, che aveva 85 anni, sarebbe deceduto in seguito ad una breve malattia, due sole settimane. Lo scorso 20 gennaio infatti aveva saltato due appuntamenti di haute couture a Parigi, ma la compagnia aveva commentato dicendo solo che Lagerfeld si “sentiva stanco”.

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It is with deep sadness that the House of CHANEL announces the passing of Karl Lagerfeld, the Creative Director for the CHANEL Fashion House since 1983. An extraordinary creative individual, Karl Lagerfeld reinvented the brand’s codes created by Gabrielle Chanel: the CHANEL jacket and suit, the little black dress, the precious tweeds, the two-tone shoes, the quilted handbags, the pearls and costume jewelry. Regarding Gabrielle Chanel, he said, “My job is not to do what she did, but what she would have done. The good thing about Chanel is it is an idea you can adapt to many things.” A prolific creative mind with endless imagination, Karl Lagerfeld explored many artistic horizons, including photography and short films. The House of CHANEL benefited from his talent for all the branding campaigns related to Fashion since 1987. Finally, one cannot refer to Karl Lagerfeld without mentioning his innate sense of repartee and self-mockery. Alain Wertheimer, CEO of CHANEL, said: “Thanks to his creative genius, generosity and exceptional intuition, Karl Lagerfeld was ahead of his time, which widely contributed to the House of CHANEL’s success throughout the world. Today, not only have I lost a friend, but we have all lost an extraordinary creative mind to whom I gave carte blanche in the early 1980s to reinvent the brand.” Bruno Pavlovsky, President of Fashion at CHANEL, said: “Fashion show after fashion show, collection after collection, Karl Lagerfeld left his mark on the legend of Gabrielle Chanel and the history of the House of CHANEL. He steadfastly promoted the talent and expertise of CHANEL’s ateliers and Métiers d’Art, allowing this exceptional know-how to shine throughout the world. The greatest tribute we can pay today is to continue to follow the path he traced by – to quote Karl – ‘continuing to embrace the present and invent the future’.” Virginie Viard, Director of CHANEL’s Fashion Creation Studio and Karl Lagerfeld’s closest collaborator for more than 30 years, has been entrusted by Alain Wertheimer with the creative work for the collections, so that the legacy of Gabrielle Chanel and Karl Lagerfeld can live on.

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“Il signor Lagerfeld, direttore artistico di Chanel, che si sentiva stanco, ha chiesto a Virginie Viard, direttore dello studio creativo della maison, di rappresentarlo.” Così a fine gennaio dal quartier generale di Chanel commentavano l’assenza di Lagerfeld in passerella a Parigi, un fatto inusuale per il vulcanico creativo, capace di produrre fino a otto collezioni l’anno per l’iconica casa di moda fondata da Coco Chanel.

Un’ulteriore conferma dell’aggravarsi delle condizioni di salute (e quindi del successivo decesso) di Lagerfeld era arrivata questa mattina anche dalla rivista Closer, secondo cui l’85enne direttore creativo di Chanel era stato portato all’ospedale americano di Parigi lunedì per essere poi ricoverato durante la notte.
Una carriera lunga oltre sessant’anni quella di Lagerfeld, iniziata nel lontano 1955 come assistente di Pierre Balmain. Nel 1983 era approdato in Chanel, trascorrendo ben 36 anni alla guida creativa della prestigiosa maison, un vero record. Nel suo primo anno a Parigi raccontava di “lavorare 16 ore al giorno e di essere felice di farlo”.

Lagerfeld aveva per la prima volta raggiunto un vero successo a metà degli anni ’60 con Chloé, l’etichetta di moda ora di proprietà della svizzera Richemont e alla quale è rimasto legato fino al 1997. Ma è stato Chanel a spingerlo verso lo status di vera a propria “rockstar”. Abiti scuri e sportivi, capelli bianchi, coda di cavallo e occhiali da sole colorati: l’85enne creativo tedesco sfoggiava con classe un look che lo rendeva immediatamente riconoscibile. Ma era soprattutto l’intelligenza irriverente a rendere unico Lagerfeld: “Sono come una caricatura di me stesso, e mi piace”, recita una citazione leggendaria a lui attribuita.

Il capo di LVMH, che possiede la casa rivale Louis Vuitton, commentando la scomparsa del grande designer tedesco ha detto che il mondo della moda ha «perso un genio creativo che ha contribuito a rendere Parigi la capitale della moda del mondo, e Fendi una delle case italiane più innovative: gli dobbiamo molto, il suo gusto e talento sono stati i più eccezionali che abbia mai conosciuto». Così si è espresso Bernard Arnault, presidente e Ceo di LVMH, che in una nota diffusa alla stampa ha aggiunto: «La morte di questo caro amico mi rattrista profondamente, io mia moglie e i miei figli, lo abbiamo amato e ammirato profondamente».

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Scritto da Andrea Monaci

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