Mori Building Digital Art Museum, le splendide immagini del primo museo d’arte digitale di Tokyo

Il 21 giugno 2018 ha aperto a Tokyo (Giappone) il primo museo di arte digitale. Situato sull’isola artificiale di Odaiba – che già ospita il Miraikan, il Museo delle Scienze e Tecnologie emergenti – l’edificio ospita 50 opere interattive. Stiamo parlando di un progetto straordinario, qualcosa di mai realizzato prima, in cui la tecnologia si unisce alla tradizione, reinventando il nostro modo di pensare l’arte.

Un’area di 10 mila metri quadrati che offre al pubblico la possibilità unica al mondo di essere letteralmente immersi nell’opera d’arte. Un gioco continuo di luci e colori, riflessi e illusioni, che si rincorrono sul pavimento, sulle pareti e lungo le mura del museo. Si chiama Mori Building Digital Art Museum ed è stato creato da Mori Building, una società che si occupa di progettazione paesaggistica urbana, e da teamLab, un importante collettivo di arte digitale, composto  da oltre 400 persone che include ingegneri, scienziati, creativi, matematici e artisti. Fondamentale il contributo di Epson.

Qualcosa era già stato mostrato in anteprima durante l’Expo 2015 di Milano: nel padiglione nipponico, infatti, erano state mostrate al pubblico due installazioni di questo tipo, ma si trattava di un assaggio. Chi avrà la fortuna nei prossimi mesi di recarsi in Giappone, potrà godere di un’esperienza esclusiva: si passa da un’opera artistica ad un’altra solo camminando. Pochi passi, qualche barriera, ma tutto a portata di mano. Certamente non è l’arte dei quadri, quella che si può toccare, è aleatoria, visionaria e per questa sua evanescenza superba. Sembra di essere in un sogno, sospesi in un atmosfera senza tempo. Il Mori Building Digital Art Museum è un progetto capace di regalare emozioni indescrivibili: ci si può ritrovare in una foresta di lampade, essere ricoperti da una cascata di luce, o ammirare dei fiori giganti impalpabili.

L’intera mostra permanente si intitola Teamlab borderless proprio per sottolineare il carattere immersivo delle installazioni ed è infatti un progetto senza barriere, né confini, in cui a far da padrone è la tridimensionalità. 520 computer e 470 proiettori creano un mondo di colori e immagini mai visto, che muta e cambia aspetto a seconda della presenza delle persone. «È l’attività umana a determinare il movimento dell’opera d’arte, e il mondo fisico influenza continuamente le connessioni tra gli oggetti digitali e l’ambiente circostante. Le installazioni in continua evoluzione sono calcolate in tempo reale, producendo un mondo complesso, apparentemente naturale!», hanno spiegato gli artisti di teamLab.

 

In esclusiva vi proponiamo alcune immagini, vi basterà invece cliccare qui per avere tutte le info necessarie. Mori Building Digital Art Museum è davvero qualcosa di inarrivabile, di rara e sconfinata bellezza.

 

 

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Scritto da Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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