Modelle e Influencer: a tu per tu con le nuove realtà della moda

Come funziona il mondo della moda ai tempi del Web 3.0

Il marketing di influenza

“Alcune influencer le invidio perché fanno cose che non riuscirei a fare. Il mondo del modeling però è più affascinante perché, oltre le difficoltà, è una grande soddisfazione rappresentare un brand con la tua immagine e il tuo corpo. Essere influencer è restrittivo perché puoi solo indossare i capi che ti offre l’azienda dal punto di vista di social network e Internet. Mentre noi modelle partecipiamo a tutto ciò che la campagna pubblicitaria comprende e quindi rappresentiamo un brand con l’espressività del nostro corpo e la faccia”. Questo è un breve estratto di una mia intervista dello scorso novembre. Modella o Influencer? Com’è cambiato il mondo della moda con l’avvento dei social network e il proliferare dell’ausilio di internet? La moda 2.0 e 3.0 ha portato ad un miglioramento oppure “normalizza” un ambiente che dovrebbe essere invece “innalzato”?

 

L’avvento degli Influencer nel mondo della moda

È deducibile dalla mia introduzione che il mondo delle Influencer non mi sia molto affine e non mi appartenga fino in fondo. Io non mi sono mai ritenuta tale; sebbene usi regolarmente “social” come Instagram. Non voglio assolutamente discriminare. Le Influencer sono molto brave a divulgare la loro immagine ed attirare l’attenzione di un’ampia fetta di pubblico virtuale. Orientano le scelte, influenzano le vendite. Aggiungono valore al prodotto. E molte modelle sono considerate a tutti gli effetti “insta-model”, connubio perfetto tra le due parti.

Kate Moss – Instagram photo

Internet e moda, due mondi apparentemente distinti che si sono improvvisamente incrociati. Nel bene e nel male, con le dovute critiche e contraddizioni. I libri di fotografia di grandi maestri come Avedon e Newton sono oramai privilegio di pochi collezionisti ed intenditori perché sostituiti da semplici “post” a portata di click. È un lontano ricordo sfogliare una rivista come Vogue, respirarne l’odore nuovo delle sue pagine, apprezzarne il tatto.

La realtà è che si sta consolidando sempre più una nuova generazione a portata di smartphone. La crisi dell’editoria, il successo del virtuale: veloce, immediato e soprattutto gratuito. Grazie ai social network abbiamo potuto conoscere la quotidianità dei modelli, i grandi protagonisti della moda ( a me piace chiamarli così proprio come nel periodo delle heroine-chic), avvicinarli alla massa, renderli più accessibili al pubblico. Negli anni 80′ e 90′ gli “dei della bellezza” erano irraggiungibili. Era permesso solo immaginare e sognare sulle loro immagini attraverso i famigerati “poster” che si era soliti appendere in cameretta.“Divi e impossibili”, provenienti da un altro pianeta o da un’altra dimensione spazio-temporale. Oggi? Interagiscono con i loro followers, dispensano consigli e rispondono direttamente a complimenti e critiche di qualsiasi natura. Meglio o peggio? Chi vivrà, vedrà. Sarà solo il tempo a dirlo.

Modelle e Influencer
Kaia Gerber, Ireland Baldwin e Lily Rose Depp

A mio modesto parere è giusto che un modello rimanga umile e con i piedi per terra ( perché è pur sempre una persona come tutte le altre) sempre gentile e disponibile con il suo seguito. Ma deve ricordarsi altresì che mantenere il giusto distacco dai fan per quanto riguarda la vita privata significa tendere all’autorevolezza e mantenere quel giusto velo di mistero che significa “fascino”. Caratteristica che ad oggi manca a molti personaggi dello spettacolo. L’ eccessiva accessibilità alla vita personale rende tutto troppo banale e scontato. Purtroppo i social network hanno portato a questo. Un fiume di notizie che arrivano nello stesso momento e che privano della curiosità e del piacere dell’ attesa. Il web 3.0 ” dissacra” i divi da sogno, che ad oggi sono totalmente “normalizzati”.

Impariamo dalle grandi dive del passato

Basti pensare al passato: perché ancora nel 2019 sognamo sul mito di Sophia Loren, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe? Dive del passato ancora memorabili sebbene siano passati quasi cinquant’anni? La risposta è semplice. Mantenevano il giusto distacco che permetteva al pubblico di creare storie straordinarie su di loro. Così nascono le “icone” che rimarranno per sempre nella storia. È importante avere la capacità di mantenere pubblica la vita professionale e privata la sfera intima. Questo è il segreto.

I lati oscuri del web 3.0

Gli influencer vanno in controtendenza con questo pensiero, postando quotidianamente tutto quello che vivono senza distinzioni. Vittime dell’apparenza, della finzione, del superfluo, di una dimensione meravigliosa e da sogno che molto spesso invece è figlia di una vita insoddisfacente. Talvolta schiavi della solitudine. Alla costante ricerca di approvazione virtuale ,”like” ,che determina l’autostima vera e propria. Cercando un senso di accettazione nei confronti degli altri anche se quest’ultimi sono soltanto proiezione di uno schermo.

Modelle e Influencer

“Apparire piuttosto che essere”. Dal rapporto con i figli al pranzo della Domenica con tutta la famiglia. Dall’ allenamento in palestra, al lavarsi i denti prima di andare a dormire.
Niente di meno affascinante. A mio modesto parere anche in questo caso il “giusto mezzo” è la soluzione migliore. Dopotutto oggi viviamo nell’ epoca dei ” social addicted”. Da una parte è sbagliato affrontare in modo anarchico tutto questo cambiamento, dall’altra dovremmo cercare di mantenere comunque un distacco equilibrato. Con buon senso. Il criterio che sta sfuggendo di mano un po’ a tutti, compreso il mondo della moda. Dalle modelle virtuali come Imma ( che conta più di 50mila followers) ma non esiste nella realtà ( argomento che approfondirò in un prossimo articolo) alle “Star dei social” uscite da talk-show trash italiani che senza l’adeguata competenza vengono preferiti a modelli professionisti per campagne pubblicitarie e sfilate. Sapranno davvero fare il loro lavoro? A questa domanda non saprei proprio cosa rispondere.

Imma, modella virtuale

Ho come l’impressione che la quantità superi di gran lunga la qualità. Questo lo trovo estremamente ingiusto. Attraverso il mio blog, per quel che poco che posso influenzare, voglio ricordare a lettori, stilisti, pr, fashion director l’importanza che ricopre e ha sempre ricoperto la figura del modello e degli altri esperti del fashion system ( fotografi di moda, make-up artist, ecc..) . Senza i modelli che interpretano con il loro magistrale talento i capi che sfilano e gli altri grandi professionisti che partecipano al lavoro, la moda cesserebbe di esistere. Il gusto, l’eleganza e la professionalità vera ed autentica cesserebbero di esistere. I modelli non sono minimamente sostituibili ( per esperienza, carriera e gavetta) a coloro che partecipano ad un programma televisivo qualsiasi per soli tre mesi. Solo perché raggiungono un numero notevole di followers.

Gli influencer per quanto social , sono talvolta privi di queste competenze e risultano del tutto “improvvisati” e senza talento. Il numero di seguito sarà anche importante per molti brand, ma è fondamentale verificarne anche la qualità ( la professionalità di chi ti segue, se sono comprati o meno, ecc…) . Oggi la caccia all’ultimo follower è sempre aperta purtroppo anche ricorrendo a strategie molte volte “scorrette”. Per mera vanità. Per sentirsi apprezzato da un pubblico virtuale, talvolta inesistente.

Il vuoto, l’odio, la frustrazione e l’insoddisfazione fanno parte a questo punto di una realtà comune. Io personalmente provo questa sensazione ogni qualvolta accedo a qualsiasi social network. Questa cosa ha permesso la diffusione dei così detti ” leoni da tastiera” che hanno dato voce ad un vero e proprio movimento di ” haters” oramai fuori controllo. Questo è il grande paradosso deI web 3.0: da una parte offre la possibilità di comunicare con il prossimo oltre che una visibilità immediata eliminando elitarismo e favoritismi, dall’altra però regala un successo troppo facile e scontato, a volte privo di sostanza, qualità e significato .

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La verità sui social network

I social network determinano il mondo moderno. Dell’ oggi in generale, della moda in particolare. Mezzi di comunicazione veramente meritocratici? Concludo con quest’ultimo estratto di una mia seconda intervista: Alcune giornaliste di Vogue USA, qualche mese fa, hanno fatto una denuncia nei confronti degli influencer, paragonandoli a degli infiltrati nel mondo della moda. Tu senti la competizione degli influencer? V: E’ normale per una modella sentirsi in competizione con gli influencer, rischiano di essere fastidiosi per noi perché possono lavorare per brand quasi al pari delle modelle stesse, guadagnando magari più di loro. Recentemente Mark Zuckerberg si è scusato personalmente per il blocco di tre ore di Facebook, Instagram e Whatsapp facendo tremare i suoi utenti e creando il panico generale. Da qui sorge un dubbio: Cosa sarebbero gli influencer senza i social? Esisterebbero comunque o scomparirebbero per sempre? Pensateci.

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Scritto da valentinabissoli

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