Mode à Paris PE 2014, mercoledì

Cosa abbiamo visto in passerella
Ci siamo lasciati alle spalle un’edizione indimenticabile di Milano Moda Donna e ci siamo spostata a Parigi per seguire la kermesse dedicata alle anticipazioni della primavera estate 2014.

Dopo una prima giornata all’insegna della sensualità e delle trasparenze ecco il meglio visto in passerella ieri, mercoledì 25 settembre 2013.

Se Christophe Lemaire, Alexis Mabille, Dries Van Noten e Rochas confermano il loro posto di diritto nell’olimpo del fashion system internazionale con collezioni belle e versatili.
Tante altre però sono state le maison che a Mode à Paris hanno mostrato al mondo il meglio in fatto di creatività e stile.

Minimalista la collezione primavera estate 2014 di Damir Doma. I capi hanno tagli precisi, quasi chirurgici, ma non per questo sono meno femminili.
I dettagli fanno sempre la differenza ecco dunque che le cinture da trench vivono una seconda vita e occhielli tagliati al laser donano alle mise un effetto vedo non vedo davvero intrigante.

I ispirare la nuova collezione firmata Marcel Marongiu per Guy Laroche è la sua passione per i film di fantascienza e in particolare “Gattaca” e “Metropolis”.
Via libera a materiali tecnici per maglie e gonne dagli orli svasati, frange in fibra ottica impreziosiscono abiti e tute, camicie bianche con bottoni dorati e pantaloni neri.
Parola chiave è sperimentazione nelle texture come nei volumi. tessuti sperimentali e volumi goffo svanito.

Al debutto a Mode à Paris, Ter et Bantine porta in scena una primavera estate 2014 fatta di mise rigorose, quasi austere.
Gli abiti in cotone hanno orli sfilacciati, le giacche si ammorbidiscono e si ispirano ai kimoni dei judoka, le gonne si fermano a metà polpaccio mentre i pantaloni, moderatamente oversize, sono ora corsaire ora bermuda. In fine i top si annodano sul dorso.
Per Manuela Arcari il minimalismo si conferma essere una missione.

Se una delle silhouette chiave della primavera estate 2014 sono gli chemisier, la collezione di Felipe Oliveira Baptista è quanto di più trandy ci sia. Date le varianti, diu più corti ai più lunghi, sempre e comunque capaci di dare al look un mood rilassato.
L’influenza arriva dal Marocco, chiara sia nelle forme sia nei colori rubati al Giardino Majorelle di Marrakech.

Gareth Pugh vira verso una moda glamour. A Mode à Paris la maison del neo-gotico per eccellenza si arrende a un look più rilassato: gonne e giacche scultoree, colletti dal sapore classico, pantaloni a gamba larga, cappotti dalle linee architettoniche.
L’eccesso? E’ nelle mani di corpetti in plastica stampata e copricapi di piume di struzzo.

In passerella sono saliti anche Nicolas Andreas Taralis e Undercover.

Nella nostra gallery il meglio della seconda giornata di Mode à Paris.

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Written by Francesca

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