Moda e tessuti in mostra

Tre rassegne a Milano, Gazzola e New York

Non mancano nell’autunno 2009 mostre dedicate agli appassionati di moda e tessuti.

Oltre a “Delvaux, 180 anni di lusso” e le mostre fotografiche della Brianza ecco altre tre esposizioni da segnalare.

La prima è in programma a Milano fino al 31 febbraio, presso il Museo Poldi Pezzoli. “SETA • ORO • CREMISI. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza” analizza la tradizione della lavorazione della seta in Lombardia, illustrando la straordinaria produzione artistica legata a questa antica tradizione e le sue sorprendenti innovazioni tecnologiche.

Saranno presentate circa cinquanta opere: velluti a disegno, damaschi e lampassi, per lo più broccati con oro e argento, il rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia, ricami in seta con oro e perle, carte da gioco, preziosi codici miniati, oreficerie e dipinti. Questi manufatti documentano lo strettissimo intreccio tra le arti suntuarie che caratterizzava la produzione milanese e insieme le origini e lo sviluppo di una nuova attività tessile che, per la complessità e per la rapidità – solo 40 anni – con cui ha raggiunto i vertici ineguagliabili della qualità, ha reso il caso milanese unico nella storia della tessitura serica.

Realizzata da Chiara Buss, direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, e da Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli, la mostra, oltre a guidare il visitatore in un’appassionante scoperta di opere d’arte, alza il sipario sul contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza. Una ricognizione storica dalla quale affiorano le caratteristiche di una città in forte dialogo con l’innovazione, capace di incoraggiare e attrarre competenze tecniche specializzate, di sviluppare tecnologie sofisticate e in grado di conferire valore aggiunto al proprio lavoro.
Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile milanese, c’è il cremisi, una sostanza colorante derivata dalla cocciniglia che, nelle sue innumerevoli tonalità del rosso – dall’arancio al bruno – domina le sale espositive esaltando il gusto raffinato dei setajoli lombardi ma, al tempo stesso, rivela anche l’articolato e modernissimo contesto economico dell’epoca.
In questo scenario affiora inoltre il ruolo primario della manodopera femminile nel campo della filatura della seta e dell’oro. Un ruolo che ha condotto alcune magistrae milanesi a notevole ricchezza e status, al contrario di quanto pare avvenisse in altri centri italiani nello stesso periodo.

Anche il percorso espositivo non è definito dal disegno, ma dalle materie impiegate e dalla raffinatezza delle lavorazioni, ed è stato così pensato per sottolineare quella mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la corte più ricca e potente della penisola italiana nella seconda metà del Quattrocento.

Apre la mostra il tema dei tessuti araldici. Spiccano il rarissimo velluto a tre colori, broccato in oro, tessuto a memoria del matrimonio di Ludovico il Moro con Beatrice d’Este nel 1491, e il famosissimo ritratto di Ludovico – non più visto dal 1939 – a testimoniare il ruolo comunicativo affidato ai colori personalizzati, ai disegni, agli stemmi e ai motti dei committenti nel gioco del potere. Seguono poi una carrellata di velluti, lampassi e damaschi che documenta la qualità di tessitura, di tintura, di filatura dell’oro e infine una sezione dedicata al ricamo in Lombardia nel corso del secolo e a quelle particolarissime tecniche che lo diversificano da tutti gli altri laboratori italiani. Fra queste, l’applicazione di paillettes dalle più diverse forme, come nel ricamo del paliotto di Beatrice d’Este, appartenente al Poldi Pezzoli e restaurato per l’occasione grazie al contributo del lanificio Vitale Barberis Canonico, che dal 2007 affianca il Poldi Pezzoli nell’importante lavoro di ricerca scientifica e di conservazione dei manufatti tessili del Museo. Fra i molti esemplari esposti un prezioso baldacchino processionale proveniente da Lodi con applicazioni di perle e smalti, tecniche che lo avvicinano più all’oreficeria che al ricamo.

Al Castello di Rivalta, fino al 10 dicembre, ecco una mostra d’abiti affidata al grande costumista e disegnatore d’alta moda Artemio Cabassi, prestigioso nome del mondo teatrale e lirico sia nazionale che internazionale, che a novembre festeggerà i suoi 40 anni di attività. Oltre quaranta i modelli ispirati al XIV secolo e alla storia del castello, esposti secondo una logica tematica e cronologica legata al contesto di ogni stanza: costumi sontuosi, minuziose riproduzioni di abiti d’altri tempi prodotti con materiali preziosi e arricchiti da gioielli teatrali, coloreranno gli ambienti e saranno, per i visitatori, una chiave per le stanze del Castello solitamente non accessibili al pubblico e per conoscere il patrimonio artistico e storico di una fortezza che raccoglie secoli e secoli di storia, dimora di grandi combattenti, di eccezionali esploratori e che già espone una collezione di novanta divise militari d’epoca.

Chi ha in programma un viaggio a New York, può ammirare presso il Fashion Institute of Technology , “Fashion & politics“. Abiti, tessuti e accessori ordinati cronologicamente testimoniano del rapporto tra la moda e la politica, dalle suggestioni alla propaganda.

www.museopoldipezzoli.it
www.castellodirivalta.it
http://www.fitnyc.edu/

Avatar

Written by Redazione

Ferretti Custom Line 124’

Il dilemma del fotoritocco