Miuccia Prada, le collezioni più belle e la mostra di Londra

La stilista che ha rappresentato la nostra nazione in tutto il mondo. Tutti adorano il suo marchio e le celebrità non possono fare a meno di indossare le sue creazioni

“Ho sempre amato gli abiti e ancora oggi li amo e penso che non ci sia niente di sbagliato” Miuccia Prada

Miuccia Prada all’anagrafe Maria Bianchi, nasce a Milano nel 1948, ha da sempre amato il mondo della moda, ma non la moda delle vetrine, bensì la propria immagine di moda. Inizia a realizzare abiti per il suo marchio a partire dal 1985. Da lì, si susseguono numerose collezioni, un successo dopo l’altro, conferendole il titolo di stilista più innovativa del fashion system.

Fashion

“Scelgo sempre di fare l’opposto!” Miuccia Prada

Miuccia Prada, non fa parte della cerchia di stilisti minimalisti, nonostante i suoi abiti sono caratterizzati da linee molto semplici, i colori sgargianti, i dettagli impercettibili, la riconducono in una categoria a parte, che il mondo fashion non è ancora riuscito a definire. Tutto ebbe inizio Miuccia, rilevò l’azienda di famiglia, essa non era ormai più da tempo un punto di riferimento per la borghesia milanese. I fasti della prima metà del Novecento erano ormai terminati. Forse memore del suo passato di contestatrice, rivoluzionò completamente lo stile della boutique. Di lì a poco ideò una particolare fibra di nylon setoso, il pocono, resistente ed impermeabile, e realizzò la prima linea di zainetti da donna, ottenendo un record di vendite. Il nuovo marchio Prada, ideato dalla stessa Miuccia, cresceva giorno dopo giorno.

1980

“Il mondo tende alla banalità” Miuccia Prada

La prima collezione prêt-à-porter di Miuccia Prada uscì in passerella nel 1988. Erano gli anni ’80 è l’immagine della donna era: capelli iper cotonati, abiti stretti, giacche con enormi spalline, tacco a spillo. Miuccia Prada andò totalmente controcorrente. Privò la donna di quella carica di iper-sensualità che caratterizzava quegli anni. Si ispirò agli abiti delle vecchie sartorie fatti di nuance scure ed eleganti, che poco lasciavano intravedere. Prese spunto dalle tovaglie di plastica e dalle tende degli anni ’50 e ’60.

1990

“Per tutta la vita sono stata la prima a vestirmi in un certo modo. Evidentemente è una mia qualità. Era così anche a scuola. Forse allora era una un po’ una sciocchezza, ma mi è sempre piaciuto vestirmi in modo diverso dagli altri e farlo prima di tutti. Adesso nel mio lavoro è diventato un vantaggio, ma le persone spesso ridono ancora per il modo in cui mi vesto.” Miuccia Prada

Anche le collezioni degli anni ’90, disegnate da Miuccia Prada rappresentavano tutto ciò che in quel periodo non andava di moda. Era questa la vera differenza con gli altri marchi, gli abiti firmati Prada rappresentavano l’anticonformismo del fashion, le celebrità che non volevano passare inosservate, non potevano che affidarsi a Miuccia.

2000

“Mi interessa analizzare com’è cambiato il modo in cui le donne si relazionano al proprio corpo. Mi piace riflettere sulla vita di Cleopatra, il perché le prostitute indossino tacchi rossi e altissimi, o come mai le suore si vestano di nero. Voglio capire cos’è rimasto e come le persone vedono e percepiscono le cose.” Miuccia Prada

Oggi il nome Prada riecheggia anche nella cultura popolare, basti pensare che nel 2003 la scrittrice Lauren Weisberger scrive “Il Diavolo Veste Prada”, dove l’eroina, una spietata direttrice di una rivista di moda, veste abiti griffati Prada. Nel 2006 il romanzo diviene film. Ma non è tutto, gli anni 2000 rappresentano una svolta nello stile del marchio, soprattutto grazie alla borsa: Bowling Bag lanciata nella collezione primavera estate dello stesso anno, Il modello è realizzato in pelle in vari colori e, come dice il nome, ricorda le classiche borse vintage da bowling con linee morbide e arrotondate, aveva conquistato l’intero star system.

Oggi

“Puoi indossare il vestito più audace che esista ma non essere davvero potente. Puoi vestirti come una ragazzina stupida ed essere super-potente.” Miuccia  Prada

Prada oggi rappresenta, uno dei marchi più venduti al mondo, insieme a Gucci e alla Ferrari. Dal 2000 la società pubblica lo studio Best Global Brands, tra i più importanti ranking globali. La maison del lusso del gruppo Kering si conferma la lepre del settore, con un valore di ricavi sei mesi a 1,57 miliardi (+2%), utile a 155 milioni.

Arte

È dedicata a una delle maison italiane più note al mondo Prada. Front and Back, una mostra in programma per settembre 2020 al Design Museum di Londra. Si tratta della più grande retrospettiva che un’istituzione museale abbia mai dedicato a Prada, casa di moda fondata a Milano nel 1913 e oggi guidata da Miuccia Prada insieme al marito Patrizio Bertelli.

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Scritto da chiaradinunzio

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