PE ’09: contrasti e classicità

Gaetano Navarra, Carlo Pignatelli Outside, Bottega Veneta, Frankie Morello, Vivienne Westwood e altriNella primavera-estate 2009 tutta al maschile dominano i colori del blu acceso e dei grigi, associati a sprazzi di tonalità più accese o acide, su tessuti tecnici interpretati in tagli classici, pantaloni alla caviglia, tagli slim, paillette e accenni irriverenti.

Si ispira all’arte Gaetano Navarra, tra contrasti, contaminazione di codici, virtuosismo tecnico e cromatico, sperimentazione di volumi e materiali.
Haring e Basquiat, Rothko danno lo spunto per l’uso del colore riflesso nella collezione.
Su tutti i toni accesi del blu che si stemperano nei toni più scuri e nel nero e si alternano a colori neutri e freddi, come il tortora e il grigio che definisce felpe che diventano chiodi dal sapore anni ’80, in abbinamento a pantaloni classici a vita alta, reinventati grazie a lampo che percorrono la gamba, modificandone vestibilità e fit. Una costruzione complessa, fatta di strutture, assemblaggi e composizioni borchiate, disegna invece i jeans.
I materiali tecnici sono  sapientemente reinterpretati. Dipinti a mano sui capi, fiori di pesco e farfalle diventano caratteristica e particolarità della collezione.

C.P. Company alleggerisce la tecnicità con nylon che sembra carta pergamena, cotone e jersey inamidati, per un uomo che vive la metropoli con impalpabili tessuti tecnic per parka over, bomber, Mille Miglia e Field jacket, a maglie trompe doeil, impressi con la sagoma delle t-shirt, che riproducono il più classici Principe di Galles nei toni del blu.
Il grigio caratterizza i completi in seta calandrata con le camicie a stampa digitale a righe che sembrano tratteggi fatti a china.
La giacca di pelle lavata inizia la gamma dei naturali caldi, che arrivano a tocchi forti e acidi, come il giallo e il verde mischiati al tabacco e al Bluette. Sono per i K-Way in nylon ultralight, più leggeri di una camicia. Si trasformano fino a diventare ampi Parka che sostituiscono l’impermeabile, o, se più strutturati, diventano giacche con stampe drapperia.

Guarda al futuro Ennio Capasa per Costume National, con capi fluidi e dai tagli morbidi. Giacche e gilet di taglio classico o corti hanno reverse a contrasto di pailette blu o argento mentre i giubbotti sono impalpabili, trasparenti a volte in colori acidi e accesi associati a gilet e giacche classiche. I pantaloni sono larghi sopra e stretti e corti alla caviglia o slimi fit mentre le camicie sono morbide e dettagliatissime.

All’eleganza disinvolta di James Bond, Gianni Agnelli e John Fitzgerald Kennedy guarda Carlo Pignatelli Outside. Semplicità e contrasti per una silhouette morbida e sciolta sopra, affusolata e sottile sotto, oppure, al contrario, ravvicinata ed asciutta sopra, fluente e più generosa nelle proporzioni sotto. Assonanze ed abbinamenti si manifestano secondo una logica tutt’altro che scontata. E’ superato il principio del completo giacca/pantalone, a vantaggio delle affinità tra giacca e camicia o tra camicia e cravatta. E’ sempre il colore, netto e preciso, a definire l’aplomb della figura. Con precisione, senza forzature convivono tonalità più decise, dense, assolute – dal bianco al nero, dal grigio acciaio al grigio grafite – e sfumature più pacate e gentili, quelle delle pietre dure: il quarzo, il topazio, l’ametista. Anche le fantasie rifuggono il clamore.  Si sommano naturalezza e tecnologia, tradizione ed alta definizione.

All’Estremo Oriente e Quentin Tarantino guarda Les Hommes, che dopo un’approfondita ricerca sui più classici abiti orientali, ha elaborato silhouette sofisticate ed essenziali, sottili e costruite. Un interessante effetto grafico, di sorprendente modernità, è accentuato attraverso l’utilizzo di materiali diversi per un unico capo, a volte ton-sur-ton, a volte in evidente contrasto; innovativi tessuti in bianco e nero, anch’essi fortemente grafici, enfatizzano il carattere della collezione. Fra i materiali predomina la seta.

Per la Primavera/Estate 2009 Bottega Veneta presenta una ricerca approfondita sulla giacca,  mentre i pantaloni hanno una silhouette molto ampia. L’effetto è classico e pulito, come la palette primaverile, una manciata di tonalità senza tempo accesa da sprazzi irriverenti. Gianfranco Ferré segue la tradizione dal sapore sartoriale e compie un’accurata ricerca sui materiali, accompagnata da una tavolozza omogenea di neutri scuri.

Di tutt’altro tono la linea di Frankie Morello che guarda al mondo del rugby e alla savana, con capi ornati da numeri grandi, imbottiture e armature, ingentiliti da tessuti lucidi. Ampi caftani, collane di perle, maglie a effetto bouquet floreali per Roberto Cavalli con atmosfere libere e selvagge. La silhouette maschile resta ben disegnata, accostata al busto.

Guarda al mondo dei nomadi Vivienne Westwood con zingari ornati da gioielli vistosi e portafortuna, che vestono abiti dai tagli irriverenti. Cashmere indiano, stampe floreali, denim, tartan, camiceria a righe, maglieria casual. I colori sono freddi, spezzati da tinte rosso e royal blue, per un gentleman randagio, dotato di un irresistibile fascino destabilizzante.
Haute guarda agli anni Venti e agli anni Settanta la collezione primavera estate 2009. Giacche dalla costruzione sartoriale si abbianono a maglie dolcevita o a camicie impalpabili in seta. Il pantalone slim scopre la caviglia e lascia intravedere la calza chiara (a volte bianca!) abbinata alla scarpa bianca o al mocassino. Ogni capo e ogni dettaglio è recuperato e rivistitato attraverso uan ricerca e un’assemblaggio di tessuti e materiali originali di epoche pssate. Il trench e i gillet mescolano profili in seta al tessuto kaki dell’eskimo. Per la sera, al completo scuro si alterna la giacca in pelle di canguro.

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Written by Redazione

PE 09: colore e trasparenze

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