Milano Moda Uomo AI 2014-2015, giorno quattro

Il meglio visto in passerella
Giusto un’ora fa, dopo aver dato lustro a Firenze e Milano, la moda maschile per l’autunno inverno 2014-2015 è approdata nella Ville Lumière con l’inizio di Mode à Paris, che già oggi entra nel vivo con le sfilate di brand di primo piano come Valentino e Haider Ackermann.

Prima di concentrarci sulle anticipazioni parigine, torniamo per un attimo nella metropoli meneghina, dove ieri, si è chiuso il sipario su Milano Moda Uomo.

L’ultima giornata di sfilate milanesi, che si è aperta con la “prigione fashion” di Dsquared2 e la consueta eleganza di Giorgio Armani, ha visto il ritorno in pieno stile dell’uomo Cavalli dal dna un po’ gitano e un po’ rockstar.

Atmosfere da film noir, invece, da Ermanno Scervino: i motivi del guardaroba maschile sono reintepretati, proponendo uno stile fatto di nuove geometrie, combinate tra loro in armonico insieme.
Micro e macro damier candiscono così le silhouette di cappotti, giacche, blazer, pantaloni slim, foulard e cravatte, mentre pied de poul, righe a contrasto e motivi Galles disegnano grafismi sul panno di lana, sulla lana cotta e sui tessuti in maglia stoffa infeltrita, lavorata sfoderata o accoppiata bicolore, o ancora sui maxi pull in alpaca e mohair.
Per la sera, gli abiti sono in tecno-velluto nero o gessati in maglia stoffa infeltrita.

ZZegna ha portato a Milano Moda Uomo una ventata di eleganza irriverente resa da Paul Surridge con abiti gessati dal taglio asciutto, pantaloni dal risvolto alto, piumini over, parka tecnici, cappotti a righe verticali. Must di stagione? La fascia elastica sull’avambraccio.

Ispirata al film “Odissea nello Spazio”, la collezione autunno inverno 2014-2015 di Frankie Morello di scena a Palazzo Serbelloni, è “un metaforico viaggio nello spazio” ma sempre con “uno sguardo al passato”.
Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica hanno preso i capi più classici del guardaroba maschile e dell’archivio del marchio per poi rinnovarli nelle forme e nei tessuti.
Il neoprene è stato utilizzato come rete matelassé o sovrapposto a panni accoppiati, la lana spalmata resa trasparente e i volumi sono lievitati.
Anche il Pegaso, le tre M e il numero 22, simboli iconici della maison, si sono evoluti in stampe impact contemporanee illuminate da cristalli Swarovski.

A chiudere l’ultimo giorno di sfilate, due debutti eccellenti: Daniele Alessandrini e D.GNAK.

Se il primo ha rivisitato i classici del guardaroba maschile grazie all’utilizzo di tessuti speciali e di fantasie a contrasto, il secondo, marchio coreano creato dal designer Kang Dong Jun, ha presentato a Milano la sua idea di equilibrio ideale tra mondi opposti – underground e mainstream – dove l’Oriente incontra l’Occidente, secondo una personale interpretazione estetica definita dal designer “avanguardia popolare”.

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Scritto da Monica

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