Leggerezza e rigore

Le collezioni primavera estate 2009 di Laura Biagiotti, Les Copains e molti altri uniscono fluidità e struttura
Molte delle collezioni moda primavera-estate 2009 uniscono leggerezza a struttura, dettagli ricercati e fantasie che ricordano ambientazioni e fondali marini.

Laura Biagiotti si ispira al Mediterraneo e alle profondità del mare e alla barriera corallina, con fantasie di coralli e conchiglie che si uniscono a vestiti dai bordi lavorati all’uncinetto, leggeri e dai colori tenui. Materiali naturali delineano un’eleganza tra ecologia ed estetica, con un deciso dualismo nei volumi: tagli enfatizzati e tessuti rigidi come il mikado creano linee scolpite e tridimensionali nella manica a conchiglia, mentre bluse e abiti in chiffon stampato si sciolgono in forme fluide e impalpabili.

Fate vestite di tessuti impalpabili, di colori soft, di grazia e leggerezza sono le donne di Luisa Beccaria che punta sulla fluidità e struttura. Linee sciolte e quasi incorporee si alternano a costruzioni più sostenute e enfatizzate. Le silhouette non sono mai statiche.  L’effetto tridimensionale è sempre presente nell’uso dei tessuti, nella texture degli stessi, nelle forme e nei volumi.
Fluidità e struttura segnano anche la scansione materica. L’effetto tridimensionale è dato dall’uso di ruches e volants presenti in quasi tutti i modelli. Vaporosità anche negli abiti di chiffon usato in due tonalità di colore che scivolano fluidi sul corpo, nei tagli sartoriali, nelle scollature profonde velate da pizzi leggerissimi. Delicata la palette dei colori: dall’avorio al rosa in diverse tonalità, dall’azzurro chiaro al pervinca più intenso, sino al grigio pallido, dalle insolite sfumature ottenute sovrapponendo più strati di tulle o chiffon.

Leggerezza e rigore anche per Gabriele Colangelo. L’essenzialità lineare del pittore ottocentesco Hiroshige restituisce, puntuale, le suggestioni e le atmosfere di paesaggi giapponesi, ritratti con delicatezza. La selezione cromatica elegge il bianco a colore quasi unico, che sfuma in grigio tortora per divenire poi nero. Così,  ”Il giardino di magnolie di Kameido” descrive rami in fiore, che si stagliano su fondali luminosi. Le silhouette si allungano, riflettendo una linearità che prende corpo in una ricerca sperimentale di volumi plastici, grazie a materiali severi e rigorosi. Il visone, epilato, virato in nuance tourmaline, sembra un cardigan impalpabile.

Se DSquared2 presenta una collezione casual da un lato e iper glam dall’altro, Max Mara punta su una linea urban e sexi per una donna sicura di sé.
Pucci crea su capi morbidi che giocano con le trasparenze e le spalle anni Ottanta e sul costume a maniche lunghe, mentre Les Copains propone capi dalla eccezionale lavorazione a maglia e abiti stile impero. 

Richmond sceglie il total black spezzato da elementi corallo e verde per poi passare ad abiti dalle fantasie coloratissime. Le gonne sono alte e i pantaloni sono da portare al ginocchio. Trasparenze fanno scoprire il corpo femminile e delicati bustier si associano a capi dai tagli inediti. Fendi, invece, lancia cinture altissime con oblò centrale per abiti ornati da pizzi e tessuti esclusivi e gonne multistrato.

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Written by Redazione

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